
Quest’escursione ci ha fatto attraversare una delle zone più belle e meno conosciute della Sardegna e, essendosi svolta nel periodo più freddo dell’anno, ci ha concesso il “privilegio” di viaggiare sotto un’autentica bufera di neve. Base di partenza è stato il paese di Bono, capoluogo della subregione del Goceano.


La salita verso il Monte Rasu si effettua su asfalto, lungo una strada con pendenze costanti, intorno all’8%. Man mano che si sale di quota la temperatura si abbassa, e a metà salita comincia a nevicare. Giunti al valico di Ucc’aidu (dove la temperatura è ormai a 0°C), e ricompattata la banda (che ha affrontato la salita andando ciascuno al proprio passo), si svolta a sinistra e si prende la strada che, in 2km e con una pendenza media del 10%, porta fin sulla vetta del Monte Rasu.



Durante l’ascesa alla vetta, la nevicata prende le sembianze di un’autentica bufera, rendendo il paesaggio ancor più suggestivo. Proprio appena giunti in cima, un fulmine si scarica sui ripetitori, con un fragore che scuote il bosco… e i bikers!


Scesi nuovamente al valico, imbocchiamo la sterrata che si trova di fronte alla strada per la vetta, procedendo verso l’area forestale di Bultei. Attraversiamo uno splendido bosco, mentre la neve continua a cadere, per poi giungere a un’area attrezzata della Forestale.

Da qui, ci si dirige in direzione di Bultei, fino a incrociare la Strada delle Vette, che percorriamo.

Dopo circa 5km percorsi sull’altipiano, svoltiamo a destra su una sterrata che fa parte del percorso ad anello traccciato dalla Forestale. Dopo un primo tratto quasi pianeggiante, il sentiero scende deciso con pendenze elevate, in certi tratti superiori al 15%.

A questo punto, raggiunta la strada asfaltata che ripercorre la valle del Tirso, pedaliamo attraversando i paesi di Bultei e Anela, per poi raggiungere le auto a Bono e prendere la via del rientro.

Considerazioni: l’escursione attraversa un territorio bellissimo, e la giornata molto particolare (con un tempo letteralemente da lupi) ne ha aumentato il fascino. Chiaramente, ne ha anche aumentato la difficoltà, che già in condizioni normali l’avrebbe qualificata come impegnativa (57,5km, con 1490m di dislivello positivo). Riteniamo che un itinerario come questo possa essere affrontato solo da chi dispone di un buon allenamento. Qualora poi lo si dovesse percorrere in una situazione meteorologica come quella trovata da noi, è bene avere già una certa esperienza di escursioni in queste condizioni (scegliendo un abbigliamento idoneo e valutando le proprie capacità di controllo del mezzo, specie in discesa, su strada innevata).
