INSTALLAZIONE E UTILIZZO DI UN NAVIGATORE DA ESCURSIONISMO PER CELLULARE “VIEWRANGER”

Premessa: nell’articolo che segue faccio riferimento al software “ViewRanger” perchè è quello che utilizzo io, ma le informazioni che trovate di seguito sono valide qualunque sia il software che deciderete di utilizzare per trasformare il vostro cellulare in un navigatore

Da qualche anno a questa parte si è diffuso l’utilizzo dei navigatori da escursionismo, utilissimi anche per chi esce in mountain bike. A tal proposito, vale sempre la pena premettere che resta comunque fondamentale sapersi muovere in un territorio sconosciuto utilizzando le tecniche tradizionali, ovvero: sapendo leggere una carta del territorio (che bisogna SEMPRE portare con se, anche se si ha a disposizione il navigatore migliore del mondo) e sapendo “leggere” il territorio in cui ci si sta muovendo (ovvero sapendo orientarsi in modo che, anche nel caso di inconvenienti sempre possibili, si riesca a trovare comunque la strada di casa).

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Il cellulare, utilizzato come navigatore, può essere posizionato sul manubrio con l’utilizzo del relativo supporto (acquistabile per pochi euro e facilmente adattabile all’utilizzo in fuoristrada, con l’aggiunta di due fasce elastiche che tengano bloccato il cellulare). E’ inoltre consigliabile l’utilizzo di una batteria supplementare, per garantirsi il funzionamento per l’intera escursione

Fatta questa premessa, va riconosciuto che, specie in escursioni che si svolgono a una certa velocità, come nel caso di quelle in mountain bike, il navigatore satellitare consente di affrontare percorsi sconosciuti con una facilità impossibile utilizzando le mappe cartacee.

Chi proviene dall’era “analogica” sa bene come funzionavano le escursioni lungo itinerari nuovi, studiati a casa su una mappa e mai percorsi prima: a ogni bivio ci si fermava, si verificava sulla carta la direzione da prendere, e quindi si ripartiva; questo per svariate decine di volte durante l’escursione. In questo modo, i tempi si allungavano notevolmente ed era praticamente impossibile tenere un ritmo di pedalata costante.

Ci si divertiva ugualmente tantissimo, ma per onestà bisogna riconoscere che con navigatore e mappe satellitari oggi si possono preparare a casa, e quindi percorrere, itinerari che prima potevamo affrontare solo in compagnia di un amico che li conosceva già e ci faceva da guida, e a ogni bivio non c’è bisogno di fermarsi, perchè la freccia sul display del navigatore ci indica la direzione da seguire.

Quindi, rinnovando l’invito a portare con se SEMPRE anche una mappa cartacea del territorio (se si ha un po’ di esperienza e si è studiato bene l’itinerario a casa, possono bastare anche la stampe delle mappe satellitari scaricate sul pc), vediamo insieme come fornirci di un navigatore satellitare a costo zero.

Vi riporto quella che è la mia esperienza, ovvero quella di uno che, abituato a stendere sul tavolo di casa le mappe IGM per inventarsi qualche nuovo itinerario, non sentiva l’esigenza di passare al mondo dei satelliti e dei navigatori. Partendo con queste premesse, non mi passò nemmeno per l’anticamera del cervello di spendere qualche centinaio di euro per un navigatore dedicato come ad esempio il Garmin. Incuriosito però da quella che comunque era una nuova possibilità offerta dalla tecnica, quattro anni fa installai sul mio cellulare (un Nokia N97 del 2010, anziano ma con un’eccellente capacità di ricezione, anche rispetto alla connessione satellitare) il software ViewRanger e… beh, lo ammetto, queste piccole diavolerie della tecnica ti aprono un nuovo mondo!

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Il piccolo paese di Polino, in provincia di Terni, a circa mille metri di quota lungo la strada appenninica che conduce verso Cascia. Durante il nostro viaggio in Umbria, grazie all’utilizzo del navigatore, abbiamo potuto seguire un itinerario che ci ha condotto attraverso luoghi che non conoscevamo, sperduti tra le montagne

La pianificazione di nuovi itinerari è agevolata, grazie ad esempio alla possibilità di tracciarli sulle mappe satellitari di Google Earth (ma ci sono anche le Cyclemap, le Streetmap e tante altre, il cui utilizzo è gratuito), dove con un po’ di esperienza si riesce a capire con un’ottima approssimazione cosa ci aspetterà sul posto (comprese le condizioni del fondo del sentiero, fondamentali perché sia affrontabile in mountain bike). Si riesce a pianificare escursioni in territori del tutto sconosciuti e, se questo è utile per muoverci qui in Sardegna, è stato fondamentale per studiare al meglio gli itinerari degli ultimi viaggi “continentali” in mountain bike (consentendoci, ad esempio, di valicare gli Appennini tra Umbria e Marche seguendo strade sterrate che attraversavano territori meravigliosi, laddove l’alternativa sarebbe stata pedalare lungo la statale, con meno fascino e più rischi). Altro ambito in cui il navigatore è fondamentale è quello delle escursioni notturne, dato che sarebbe altrimenti quasi impossibile attraversare territori sconosciuti nella più totale oscurità.

Bene, a questo punto passo a elencarvi i passi che dovete fare per trasformare il vostro cellulare in un navigatore ViewRanger.

Inanzitutto bisogna reperire il software. Nel sito Opera Mobile Store è possibile scaricare gratuitamente il programma (sono disponibili diverse versioni, a seconda del tipo di cellulare).

Il passo successivo, fondamentale, è quello di imparare a utilizzare il navigatore satellitare (il che è davvero semplice e alla portata di tutti, fidatevi). Su questa pagina del sito ViewRanger, selezionando il sistema operativo del vostro cellulare, trovate informazioni varie su ViewRanger, e soprattutto potete scaricare il manuale in formato pdf (che descrive in modo particolareggiato e con estrema chiarezza come utilizzare tutte le funzioni del navigatore).

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Il navigatore è utile anche per trasformare in affascinanti avventure, itinerari altrimenti banali. E’ il caso della traversata del Campidano da Assemini a Oristano, interamente su sterrate, che non sarebbe stato possibile effettuare senza la “guida” del navigatore

A questo punto poi, salvo ricorrere soltanto a itinerari preparati dagli altri, bisogna imparare a preparare le tracce da seguire durante l’escursione. Io utilizzo principalmente Google Earth, che dà la possibilità di disegnare le tracce direttamente sulle immagini satellitari. Disegnare la traccia è estremamente semplice: nel menù in alto, sotto la voce “aggiungi” si clicca su “traccia” e si disgna il proprio percorso. Per avere ulteriori informazioni vi consiglio di leggere questa pagina: http://www.arrampichino.it/2013/09/13/creare-traccia-gpx/

Chiaramente, se decidete di utilizzare Google Earth, dovete installare il software nel vostro computer, e per farlo è suffciente accedere al relativo sito internet e seguire tutte le istruzioni per l’installazione.

 

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L’itinerario di un viaggio (in questo caso il raid appenninico Firenze-Bologna) viene studiato a tavolino, per poi caricare mappe e itinerari sul cellulare/navigatore, così da poter essere guidati lungo il percorso

Un’altra operazione molto importante è quella di creare le mappe della zona in cui effettueremo l’escursione, per poi salvarle nel nostro cellulare/navigatore. Anche in questo caso, la cosa è più facile a farsi che a dirsi. Io utilizzo il programma Mobile Atlas Creator, ovvero Mobac, con cui è possibile salvare sul proprio navigatore anche le mappe satellitari di Google Earth (utilissime perché danno la possibilità di visualizzare dei riferimenti del territorio, come ad esempio un edificio o un albero, che possono esserci d’aiuto per orientarci al meglio). Sono inoltre disponibili tante altre tipologie di mappe, comprese ad esempio le già citate Cyclemap, ricchissime di itinerari ciclabili. Il software Mobac (con cui ci si crea le proprie mappe) lo installate da questa pagina: http://mobac.sourceforge.net/

L’utilizzo di Mobac è piuttosto semplice, e vi consiglio di visitare questa pagina del Gruppo CuneoTrekking, dove trovate tutte le indicazioni per crearvi le mappe delle varie tipologie disponibili (Google Earth, Google Maps, Cyclemap ecc.).

A questo punto, l’ultima operazione che ci resta da fare è caricare la traccia dell’escursione nel nostro navigatore. Prima però dobbiamo convertirla nel formato adatto a ViewRanger, e anche in questo caso l’operazione è semplicissima. Su questo sito internet, http://www.gpsvisualizer.com/, potete convertire il file generato da Google in un file gpx per la navigazione. Ancora megli però è installare sul prprio pc il software “TCX converter” (cercate il relativo sito web e troverete tutto ciò che vi occorre), un software che permette anche di elaborare e modificare i file.

L’ultimo suggerimento che voglio darvi, è quello di acquistare una batteria supplementare, in quanto quella del cellulare ha una durata limitata, specie nelle giornate fredde (e ritrovarsi senza navigatore nel bel mezzo di un’escursione potrebbe essere un’esprienza poco gradevole). Io ho una batteria esterna da 10.000mAh (equivalente a circa sette batterie del mio Nokia N97), che si trova in vendita a prezzi compresi tra 15 e 20€, con cui si ha a disposizione una quantità di energia elettrica sufficiente per circa 40 ore di utilizzo del navigatore (abbondantemente sufficiente, quindi, per i nostri utilizzi).

Bene, direi che a questo punto vi ho dato tutte le indicazioni per poter avere, a costo zero, un navigatore. Sarà utilissimo, ve lo garantisco, e in particolare lo apprezzeranno tutti coloro che, fino ad ora, hanno partecipato alle escursioni passivamente (ovvro, accompagnati da un amico o una guida che conosceva il percorso); vedrete, scoprirete con vostra grande sorpresa di sapervela cavare da soli molto meglio di quanto avreste potuto immaginare!

Buon divertimento

Stefano Tuveri

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