Questa volta, nella scelta dell’itinerario da percorrere, ci siamo lasciati guidare dalla linea ferroviaria FS, nota anche come la “dorsale sarda”. Abbiamo così pedalato da Assemini a Oristano, mantenendoci (più o meno) in prossimità della ferrovia, e passando per tutte le stazioni lungo la tratta.


In questa stagione, anche grazie all’inverno piovoso, il Campidano è un autentico mare di prati e fiori, e attraversarlo in sella alle mountain bike è davvero affascinante, perchè ci si rende conto di quanto la nostra Sardegna sia terra di spazi sconfinati, di campi e cieli che si estendono a perdita d’occhio, e di quanto i centri abitati siano solo delle piccolissime isole sperdute in mezzo a questo oceano fiorito. Se si attraversa l’Isola lungo la ss131, tutto questo non lo si percepirà mai. Bisogna viaggiare con le proprie gambe, come hanno fatto per secoli i nostri avi, per scoprire quanto siamo ricchi…
Partiti da Assemini, siamo passati per la stazione FS di Uta e da lì, attraversata Decimoputzu, siamo giunti a Villasor e quindi a Serramanna, percorrendo le sterrate che attraversano le loro campagne.

Da Serramanna, su asfalto, abbiamo raggiunto Samassi e quindi Sanluri Stato, ed è a questo punto che è cominciata la parte più “avvincente” dell’escursione. Il villaggio di Sanluri Stato, sperduto tra le campagne del Campidano, è un luogo che trasmette una grande serenità e che merita una visita. La stazione FS, purtroppo, è stata recentemente chiusa al traffico, ma mantiene intatto tutto il suo fascino.




Lasciata Sanluri Stato, abbiamo pedalato lungo i tratturi completamente coperti dall’erba, fino a raggiungere San Gavino, passando per la nuova e la vecchia stazione.




Dopo San Gavino, il Campidano ha voluto ricordarci di essere un territorio fertile… e paludoso! Le pozzanghere lungo la strada, infatti, son via via diventate più grandi (e profonde!),costringendoci a qualche acrobazia e qualche deviazione sui campi per riuscire a procedere.

Abbiamo quindi raggiunto la stazione di Pabillonis, anche lei chiusa al traffico e luogo di incredibile fascino. Si trova infatti in mezzo alla campagna, ad alcuni chilometri dal paese, circondata dal nulla più infinito. Il fatto che il treno non si fermi più, aumenta la suggestione di questo luogo sospeso al di sopra dello spazio e del tempo.


Il percorso è quindi proseguito in direzione Uras, sempre lungo tratturi e circondati dal verde che ricopriva anche i sentieri. Qualche chilometro prima del paese, abbiamo dovuto attraversare un fiume, guadandolo in un punto relativamente basso (30-40cm d’acqua). Giunti poi nella cittadina, abbiamo fatto tappa nel bar-ristorante che si trova nel bel parco all’interno del paese.





Abbiamo quindi proseguito verso Marrubiu, sempre lungo tratturi coperti di erba e fiori, e giunti al paese (e riparata una foratura), ci siamo diretti alla volta della stazione FS di Sant’Anna, anch’essa chiusa al traffico, con la sua graziosa borgata.

L’ultimo tratto dell’itinerario ci ha visto attraversare Santa Giusta, dove abbiamo ritrovato l’asfalto dopo tanti chilometri (praticamente da Sanluri Stato, fatto salvo qualche breve tratto di poche centinaia di metri).

La stazione FS di Oristano è stata la meta conclusiva di questo splendido raid ferroviario, e da lì un treno (giusto per rimanere in tema) ci ha riportato a casa.

Considerazioni sull’escursione: si tratta di un itinerario piuttosto lungo (alla fine son stati ben 118km) e, per quanto il dislivello positivo sia minimo (appena 200m), richiede un certo impegno, soprattutto per le condizioni del tracciato. Infatti, la prima parte (da Assemini a Sanluri Stato), si sviluppa per circa la metà su asfalto (e per l’altra metà su sterrate in buone condizioni), ed è pedalabile a buon ritmo. La seconda metà, invece (da Sanluri Stato a Oristano), è praticamente tutta su sentieri di campagna con fondo irregolare, spesso coperti d’erba e fiori il che, se da un lato li rende incredibilmente belli, fa si che la pedalata sia piuttosto faticosa. Percorrere l’intero itinerario richiede pertanto un buon allenamento; tuttavia, è possibile percorrerne solo una parte (dividendolo magari in più tappe da affrontare in momenti successivi) e utilizzare il treno sia per raggiungere il punto di partenza che per rientrare. Infine, si consiglia di percorrere questo tragitto nei mesi primaverili, perché già a giugno le campagne ingialliranno e il paesaggio non sarà più lo stesso
