MIGLIORIAMO UNA MTB MODELLO “BASE” (TRASFORMANDOLA IN UN PERFETTO MEZZO DA ESCURSIONE) – 2^ PARTE

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2^ Parte: revisione della mtb e sostituzione dei componenti rotti e/o usurati

Il primo passo è stato quello di prendere la bici così com’è e metterla sulla bilancia. Risultato: 14,6kg (un discreto ippopotamo…). Fortunatamente, un primo alleggerimento lo abbiamo ottenuto immediatamente, ovviando ad alcune piccole ingenuità (che son tali per chi ha già esperienza, ma che sfuggono a TUTTI coloro che sono agli inizi): è bastato togliere il cavalletto (che oltre che essere un peso superfluo, può essere pericoloso in caso di caduta) e due catene antifurto arrotolate sul telaio, per ridurre il peso di 600g. Già così, quindi, ci troviamo a 14kg, che è il peso delle mtb da 7-800€.

Abbiamo quindi ordinato presso Rosebikes (il negozio dove compriamo abitualmente) i comandi cambio (26€), una catena (13€) e un pacco pignoni (15€), e con una spesa di 54€ abbiamo rimesso la bici in perfetta efficienza (invece spesso, in questi casi, la bici viene buttata al ferrovecchio e sostituita con l’offertissima del centro commerciale da 199,99€, che poi si spacca in quattro alla prima uscita).

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Per quanto riguarda il nuovo pacco pignoni che abbiamo acquistato, vediamo come si sceglie quello più adatto. Quello vecchio era un 7 velocità 11-28, e noi abbiamo preferito rimpiazzarlo con un 13-34 (sempre 7v). I motivi della scelta sono stati i seguenti: il pignone 11 è utilizzabile quando si sviluppano velocità oltre i 45km/h ovvero, per una mountain bike, esclusivamente per rilanciare la velocità nelle discese molto veloci, nel caso uno voglia/sappia andare forte; abbiamo quindi valutato che per il momento se ne possa fare a meno (la mountain bike, come tutte le cose, si impara per gradi, e non ha senso allestirsi una bici che vada oltre le proprie attuali o immediatamente prossime capacità di guida). Il pignone 34, invece, consente di alleggerire il rapporto più agile di oltre il 20% rispetto a quanto si otteneva con l’originario pignone 28, e questo è senz’altro utilissimo per chi sta cominciando ad affrontare delle rampe molto impegnative, consentendogli di percorrerle in sella invece che a piedi. Per chi poi volesse approfondire l’argomento, questo articolo che scrissi per la sezione “Tecnica e meccanica” spiega proprio come dimensionare al meglio trasmissione e rapporti per la propria mtb.

Con queste tre prime sostituzioni (comandi cambio, catena e pacco pignoni) abbiamo reso nuovamente funzionante la bici. Tuttavia, come scritto in premessa, la caratteristica fondamentale che deve avere una mountain bike per affrontare escursioni è l’affidabilità. Nel nostro caso, quindi, sarà assolutamente indispensabile sostituire la forcella ammortizzata perché quella attuale, come accade in TUTTE le mountain bike delle serie più economiche, è inadeguata. Si tratta infatti di una di quelle forcelle con scarsa resistenza (strutturalmente debole, il che prelude a pericolosi giochi nelle boccole) e ancor più scarsa capacità ammortizzante (si pedala decisamente meglio con una forcella rigida).

Questa forcella, quindi, verrà rimpiazzata con una Marzocchi di seconda mano acquistata su ebay per 55€. Si tratta di un modello del 2002, perfettamente funzionante e del peso di 1700g. Con questa sostituzione, pertanto, la nostra mtb si alleggerirà di ulteriori 0,4kg, pesando in questo modo 13,6kg.

Con i pochi semplici interventi fatti fino a questo momento abbiamo visto come, con una spesa di poco superiore ai 100€ (per l’esattezza 109€), si ottiene una mtb che ha un’affidabilità e un peso pari a quelli di una bici che in negozio si acquista per 800-1000€.

Sulle forcelle vale la pena spendere due parole: quella da noi acquistata è un modello aria-olio, uno dei modelli migliori tra quelli che al tempo la Marzocchi aveva a catalogo. Le obiezioni tipiche davanti a una forcella di 15 anni fa sono che “è superata”, “la tecnologia si è evoluta”, “le forcelle attuali copiano meglio il terreno”. Trattandosi della mia materia, la prima cosa che mi vien da dire è che questi sono slogan da spot commerciale, e non certo delle serie considerazioni ingegneristiche e meccaniche. La seconda cosa da sottolineare è che la forte evoluzione tecnologica, sulle forcelle ammortizzate, si è avuta negli anni ’90, mentre dai primi anni 2000 in poi ci son stati solo dei piccolissimi miglioramenti che sarebbe più corretto chiamare affinamenti. La terza cosa è che questi affinamenti, che son consistiti in un effettivo miglioramento nella capacità di copiare il terreno, sono percepibili quando ci si lancia su discese sconnesse a 60km/h, ma se ci si mantiene su un livello di utilizzo al di sotto di questo limite (il che accade per la stragrande maggioranza dei bikers)  l’efficienza di un’ottima forcella del 2002 è identica a quella di una, sempre ottima, del 2017, e la precisione nel copiare il terreno è anch’essa identica. Insomma, salvo che la propria esagerata autostima porti a considerarsi dei campioni del mondo di down hill in incognito, si può installare per 50€ sulla propria bici un’ottima e leggerissima Marzocchi del 2002 (ma su ebay si trovano, allo stesso prezzo, ottime occasioni anche su modelli degli anni successivi), che ci fornirà delle prestazioni (eccellenti) analoghe ai modelli da 4-600€ del 2017.

Bene, a questo punto, per migliorare ulteriormente l’affidabilità della bici, abbiamo completato i lavori smontando i pedalacci originari (i soliti pedali in plastica, assolutamente inadatti per affrontare escursioni anche solo di media difficoltà), e installando un paio di pedali flat coi pin, regalati  da un amico della banda che li aveva appena sostituiti nella sua bici (quando si fa parte di un gruppo, non di rado capita di procurare qualche pezzo per la propria bici a costo zero). Quando poi eventualmente si vorranno acquistare un paio di nuovi pedali, si potranno ad esempio prendere questi buoni pedali flat (44€), che avevamo individuato prima di ricevere gli altri in regalo.

Per concludere, abbiamo apportato un’ultima miglioria a costo zero: queste mountain bike economiche vengono di solito allestite con una geometria adatta ad un uso in ambito urbano, o al più a brevi passeggiate, consentendo di pedalare col busto piuttosto alto. Fortunatamente, la geometria di una mountain bike può essere variata abbastanza facilmente, e così noi siamo intervenuti rovesciando l’attacco manubrio, montandolo con angolo negativo. In questo modo, la posizione del manubrio è stata portata a circa 4cm al di sotto della sella, il che consente una maggiore efficienza di pedalata e una posizione più aerodinamica.

Con quest’ultimo intervento, abbiamo completato la prima fase di modifiche sulla nostra mtb. Tra non molto, dopo le prime uscite che consentiranno di impratichirsi ulteriormente con l’utilizzo in fuoristrada, interverremo nuovamente per apportare degli ulteriori (e, come vedremo, economici) miglioramenti.

Naturalmente, assieme a tutti gli interventi appena descritti, abbiamo provveduto a una revisione completa del mezzo, e in particolare alla lubrificazione e ingrassaggio di tutte le parti in contatto dinamico (mozzi, movimento centrale, serie sterzo) che, oltre a rendere più efficiente la mtb, ne evita un’altrimenti rapida usura.

In totale abbiamo così speso circa 110€ per avere una bici con cui, adesso, si può affrontare qualunque tipo di escursione. Se fossimo entrati in un negozio con la stessa cifra (110€), probabilmente non avremmo ricevuto nemmeno il saluto del commesso…

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