Salvo casi particolari, i gruppi di biker che affrontano le escursioni sono di norma eterogenei in quanto a capacità atletiche. Questa eterogeneità è talvolta lieve (come accade nei gruppi affiatati, composti da biker che escono spesso insieme e hanno un livello d’allenamento molto simile), altre volte è invece marcata (come in quei casi in cui si coinvolgono nelle escursioni anche coloro che hanno iniziato da poco con la mtb, oppure stanno riprendendo dopo un periodo d’inattività).

Come sappiamo bene, una delle cose più belle dell’escursionismo in mtb è l’uscire in compagnia, e la qualità umana dei partecipanti è ben più importante della qualità atletica. Tuttavia, sappiamo bene anche che, quando il livello atletico dei partecipanti è troppo diverso, si rischiano disagi più o meno grandi, che possono arrivare fino a rovinare l’escursione, perché i più allenati si ritroveranno a pedalare a un ritmo che per loro è da passeggiata, mentre i meno allenati si sfiancheranno per cercare di tenere un passo per loro impossibile.
Chi ha un po’ d’esperienza nel gestire queste situazioni, sa bene che la soluzione migliore è quella di far si che ciascuno possa affrontare l’escursione al proprio passo. Questo, chiaramente, non significa che ci si saluta alla partenza, e poi ci si rivede direttamente alla trattoria da saccheggiare a fine escursione, perché altrimenti tanto varrebbe che ciascuno uscisse per conto proprio. Bisogna invece prevedere delle soste lungo l’itinerario, dove i più veloci aspetteranno i più lenti. Ma queste soste saranno utili anche ai più veloci, che potranno in questo modo tenere una velocità elevata, superiore a quella che potrebbero tenere senza concedersi delle pause, e utilizzare le fermate per recuperare.
Per capire meglio cosa si intende, vediamo un esempio considerando un itinerario dalle caratteristiche uniformi, così da rendere il discorso facilmente comprensibile. Supponiamo allora di voler affrontare un percorso come quello che, lo scorso anno, ci ha portato a pedalare seguendo la linea FS da Assemini a Oristano, per un totale di 118km praticamente pianeggianti (i 200m di dislivello positivo, in un chilometraggio così lungo, sono di fatto trascurabili).

Supponiamo che i biker del gruppo abbiano due differenti livelli atletici (che, per praticità, riferiremo come fatto altre volte alla capacità di pedalare per 2h a una certa velocità): una parte è in grado di pedalare per 2h in piano a 25-27km/h (che da questo momento definiremo “biker 25”), e un’altra parte invece a 29-31km/h (che definiremo “biker 30”).
Per ottenere i dati che ci serviranno nelle nostre considerazioni, utilizziamo quanto visto nel recente articolo dedicato alla GESTIONE DELLE RISORSE quando si affronta un itinerario. Utilizzando la formula citata in quell’analisi, siamo in grado di determinare la velocità alla quale un biker è in grado di affrontare i 118km della nostra escursione utilizzando il 100% delle proprie risorse. Per risorse, come visto nell’articolo prima citato, intendiamo la capacità del proprio fisico di effettuare un certo lavoro.
Vediamo così che i “biker 25”, mettendo in conto anche 90’ di pause complessive da effettuarsi lungo il percorso, se utilizzeranno il 100% delle proprie risorse potranno pedalare alla velocità di crociera di 18km/h. Questo corrisponderà a un tempo totale in movimento pari a 6h30’, che sommato a 90’ di soste porterà il tempo totale a 8h.
Se i “biker 30” dovessero affrontare l’escursione pedalando fianco a fianco coi “biker 25” (quindi stessa velocità di crociera e stesse soste), a fine escursione si troverebbero ad aver consumato solo il 60% del totale delle proprie risorse. E’ chiaro che, per i “biker 30”, un ritmo come questo sarebbe poco più che da passeggiata, e rischierebbero di annoiarsi abbastanza. I “biker 30”, infatti, per arrivare a fine escursione consumando il 100% delle proprie risorse, dovrebbero pedalare a una velocità di crociera di 24km/h (ben superiore quindi ai 18km/h dei “biker 25”), pedalando per 5h che, sommate ai 90’ di pausa, porterebbero la durata dell’escursione a 6h30’ (quindi ben 1h30’ in meno rispetto alle 8h impiegate dai “biker 25”).

La soluzione allora è che i “biker 30” aumentino il proprio passo, così da incrementare il proprio consumo di risorse (il che significa poter andare al proprio ritmo, ed evitare di annoiarsi). In questo modo, le pause che periodicamente effettueranno per aspettare i “biker 25” serviranno per recuperare le risorse consumate a causa dell’elevato ritmo sostenuto. Ma vediamo di spiegare la situazione dando dei numeri, in modo da capire bene come gestire la situazione.
Quello che otteniamo applicando la formula che determina il consumo delle risorse è questo: i “biker 30” pedaleranno alla velocità di crociera di 26km/h, aggiungendo ulteriori 2h di pause lungo il percorso (oltre ai 90’ di soste visti prima, che verranno effettuate anche dai “biker 25”).
Queste ulteriori 2h di soste possono sembrare tanti, ma in realtà sono indispensabili ai “biker 30” per poter viaggiare a 26km/h. Senza queste soste, infatti, non riuscirebbero a recuperare le risorse necessarie per arrivare alla fine dell’itinerario (se pedalando a 26km/h si limitassero ai 90’ di pause come i “biker 25”, dopo circa 100km avrebbero totalmente esaurito le proprie risorse, e non riuscirebbero a completare i 118km). Inoltre, mettendo in conto una decina di soste per foto e video (ma lungo 118km di tracciato possono essere anche ben di più), e l’arrivo con una decina di minuti d’anticipo rispetto ai “biker 25” nei “punti ristoro” lungo il percorso (stando attenti a non farsi trovare già ubriachi quando arriva il resto della compagnia), si arriva facilmente a queste due ore, come insegna l’esperienza.

Sulla base di quanto visto, è importante fare una considerazione di ordine pratico, ovvero: per poter gestire l’escursione in questo modo (accontentando quindi le esigenze di tutti), è importante che tutti i partecipanti siano in grado di muoversi in autonomia. Questo significa che almeno uno nel gruppo più lento dei “biker 25” dovrà avere il navigatore perché altrimenti, a ogni bivio, i “biker 30” saranno costretti ad aspettare i “25” che altrimenti si perderebbero (e doversi fermare a ogni bivio è, fuor di metafora, una grandissima rottura di scatole). Quindi, ciascuno si attrezzi con un navigatore, dato che è possibile installarlo facilmente e a costo zero nel proprio cellulare, come descritto dettagliatamente in questo articolo (che non a caso è stato il primo articolo pubblicato sul nostro sito internet).
Bene, abbiamo così visto che, in un lungo itinerario pianeggiante (abbastanza frequente ad esempio quando si fanno dei viaggi in bicicletta), è possibile “conciliare” passi diversi mantenendo le opportune velocità medie. Abbiamo anche visto come, su un itinerario come questo, le differenze atletiche vengano amplificate. Infatti la differenza di velocità media tra “biker 25” e “biker 30”, che se si pedala per 2h è pari a 4km/h (26km/h vs 30km/h), nel nostro itinerario di 118km diventa di 8km/h (18km/h vs 26km/h).
Passiamo adesso a considerare ciò che avviene su un altro tipo di “terreno”, ovvero la salita. Anche stavolta, la soluzione in grado di accontentare tutti è quella di fare in modo che ciascuno possa andare al proprio passo.
Consideriamo per prima una salita pedalabile, lunga 6km e con una pendenza del 4%. Supponiamo che questa salita faccia parte dell’itinerario della nostra escursione e che quindi, per la gestione complessiva delle risorse, le si possano dedicare il 20% di quelle totali.

Dalla solita formula rileviamo che i “biker 25”, consumando il 20% delle risorse totali, la affronteranno alla velocità di 11km/h, impiegando quindi 33’ di tempo.
Vediamo se anche questa volta sarà possibile, per i “biker 30”, viaggiare a una velocità che determini anche per loro un consumo pari al 20% delle risorse totali. Questa situazione è differente rispetto a quella dell’itinerario in pianura. In salita, infatti, la resistenza aerodinamica ha un’incidenza molto inferiore rispetto alla marcia in pianura, e questo fatto cambia radicalmente il rapporto tra la potenza erogata e la velocità sviluppata (e cambia radicalmente anche il consumo di risorse, come vedremo di seguito).
Innanzitutto, diciamo che se anche i “biker 30” dovessero salire alla velocità di 11km/h, consumerebbero il 14% delle loro risorse totali. Ben di meno quindi del 20% consumato dai “biker 25”, e questo significherebbe per loro pedalare a un ritmo decisamente blando.
I “biker 30” allora aumenteranno la propria velocità, così da aumentare l’intensità dello sforzo. Dovranno tuttavia tener conto di un problema che non si era manifestato nell’itinerario pianeggiante visto prima, ovvero prestare attenzione al tenersi al di sotto della soglia anaerobica, altrimenti la muscolatura andrebbe incontro a un rapido deterioramento a causa della formazione di acido lattico.
Dalle curve caratteristiche del “motore” dei “biker 30”, si ricava che la velocità più elevata che consente loro di stare sufficientemente lontani dalla soglia anaerobica è pari a 18km/h. A questa velocità, infatti, corrisponde un’erogazione di potenza specifica di 3,6W/kg, pari all’80% della potenza di soglia. In queste condizioni, il consumo di risorse è pari al 20% del totale. In pratica, si ha lo stesso consumo visto prima per i “biker 25”. Tuttavia i “biker 30”, salendo a 18km/h, impiegheranno 20’ per percorrere i 6km al 4% (contro i 33’ impiegati dai “25”). Dovranno quindi aspettare per 13’ l’arrivo dei compagni più lenti, recuperando in questo modo il 5% delle risorse consumate (e quindi, dopo la sosta, il consumo dei “30” risulterà non del 20% ma del 15%).

In pratica, a differenza di quanto visto in pianura, in salita non c’è modo di portare i “biker 25” e i “biker 30” a uno stesso consumo percentuale di risorse: i primi ne consumeranno una percentuale maggiore pur andando più piano. Il vantaggio per i “biker 30”, dato che dopo la salita c’è sempre una discesa (o perlomeno si spera…), è quello di poterla affrontare con una maggiore freschezza, e quindi divertendosi di più (e quindi la sosta dovuta alla minor velocità dei “biker 25” non rende l’escursione più noiosa, ma anzi più divertente). Per contro i “biker 25”, arrivati più stanchi al termine della salita, potranno utilizzare la discesa per recuperare energie, ricordando peraltro che la maggior stanchezza rende meno lucidi, cosa da non dimenticare quando si affronta una discesa.
Vediamo infine cosa accade quando il nostro gruppo eterogeneo affronta una salita più “cattiva”, lunga ad esempio 4km e con una pendenza del 10%. Supponiamo che, per gestire al meglio le proprie risorse, i “biker 25” possano spendere il 30% delle risorse totali lungo questa salita. Questo significa che potranno pedalare a 6km/h (erogando una potenza specifica di 2,25W/kg), impiegando quindi 40’ per percorrere i 4km di salita.
Se i “biker 30” pedalassero anch’essi a 6km/h, consumerebbero appena il 18% delle risorse totali (e anche stavolta si troverebbero a salire a passo di scampagnata). La velocità più elevata cui possono pedalare, sempre tenendosi sufficientemente al di sotto della soglia anaerobica, è quella di 9km/h (con una potenza specifica di 3,5W/kg, pari a circa l’80% di quella di soglia). In questo modo, consumerebbero il 24% delle loro risorse totali, impiegando 27’ per percorrere i 4km. Poiché i “biker 25” impiegheranno 40’, i “biker 30” dovranno attendere per 13’ al termine della salita, recuperando in questo modo il 5% delle risorse consumate (che quindi al termine della sosta non saranno pari al 24% del totale, ma al 19%). Il divario tra il consumo di risorse dei “biker 25” (pari al 30%) e quello dei “biker 30” (pari al 19%) è ancora più marcato di quanto visto per la salita con pendenza del 4%. Come nel caso precedente, la maggior freschezza dei “30” permetterà loro di affrontare la discesa con maggior lucidità e maggior divertimento, mentre per i “25”, vista la maggior stanchezza, è bene non scendere a tutta nel tentativo di tenere il passo dei compagni più riposati, ma è decisamente meglio approfittare dell’occasione per recuperare un po’ delle risorse spese.
Con quest’ultima situazione analizzata, abbiamo schematicamente visto le varie situazioni che ci si trova a dover gestire durante le escursioni per far si che, anche con livelli d’allenamento differenti, tutti possano rientrare a casa soddisfatti.
Come abbiamo visto, se nei tratti in pianura è possibile fare in modo che sia i “biker 25” che i “biker 30” consumino la stessa percentuale di risorse, in salita non si può fare altrettanto, perché per i “biker 30” esiste un limite, relativamente alla potenza erogabile, dato dalla soglia anaerobica. Tuttavia, proprio grazie al fatto che i “biker 30” si ritrovano un surplus di risorse rispetto ai “25” (e quindi hanno la possibilità di arrivare a fine escursione senza consumare il 100% delle risorse totali), possono utilizzare questo surplus per forzare ad esempio in salita, magari portandosi fino al limite della soglia anaerobica, e così allenandosi a far lavorare il “motore” in condizioni limite. Chiaramente, è bene fare questo lavoro quando si è abbastanza vicini alla conclusione dell’escursione, per evitare di trovarsi con la muscolatura sfiancata dall’acido lattico nel bel mezzo dell’itinerario. Ad esempio, si può pensare di fare l’ultima salita addirittura anche fuori soglia (così da abituare la muscolatura a sopportare per tempi via via maggiori questa “condizione di funzionamento”), per poi scendere fino alle auto e, al pari dei “biker 25”, chiudere l’escursione avendo consumato il 100% delle proprie risorse.

Un’altra soluzione per far si che ciascuno possa dar fondo alle proprie energie è quella, quando l’itinerario lo consente, di percorrere chilometraggi differenti, facendo si che coloro che hanno minori capacità atletiche possano “aggiungersi” lungo il percorso. E’ quanto abbiamo fatto ad esempio nell’escursione recente lungo la Ferrovia della Marmilla (affrontata con un gruppo estremamente eterogeneo), dove a seconda del livello di allenamento si è partiti da Assemini (per un totale di 135km), da Sanluri (per un totale di 80km) o da Villamar (per un totale di 55km). In questo modo, ciascuno ha potuto affrontare un itinerario che gli ha richiesto di dar fondo a tutte le sue energie. Inoltre, questo modo di affrontare un itinerario tra biker con differenti capacità, ha il pregio di consentire di pedalare tutti insieme, ovvero alla stessa velocità, perché le differenti capacità atletiche sono state compensate non da una differente velocità di crociera mantenuta, ma dal diverso chilometraggio percorso.

Vediamo nello specifico qual è stato il consumo di risorse nell’itinerario lungo la Ferrovia della Marmilla. In quest’escursione, oltre alle categorie indicate come “biker 30” e “biker 25”, erano presenti anche dei biker con una condizione atletica un po’ più bassa, in grado di pedalare per 2h in piano alla velocità di 21-23km/h, che per comodità indicheremo come “biker 22”.
I “biker 22” hanno affrontato 55km dell’itinerario (con pendenze “ferroviarie”, quindi legggere e comprese tra l’1-3%), pedalando alla velocità media di 18km/h e con circa 2h’ di pause (compresa 1h per il pranzo), “consumando” il 100% delle proprie risorse. I “biker 25” e i “biker 30” hanno pedalato, lungo questi 55km, fianco a fianco ai “biker 22” (ovvero alla stessa velocità e con gli stessi tempi di sosta) consumando rispettivamente il 60% (i “biker 25”) e il 36% (i “biker 30”) delle proprie risorse.
I “biker 25” in totale hanno pedalato per 80km (quindi 25km in più dei “biker 22”). In questi ulteriori 25km (sempre con pendenze dell’1-3%), affrontati ancora a 18km/h di media e con circa 30’ di soste, hanno consumato poco più del 30% delle proprie risorse che, sommate al 60% consumato nei 55km, portano il totale di energie consumate sopra il 90% del totale (ma più d’uno di loro, leggermente meno allenato, potrà confermare di aver raggiunto il 100%!..). I “biker 30”, invece, in questi 25km hanno consumato circa il 19% delle proprie risorse, portando così il totale al 55%.
I “biker 30”, oltre a questi 80km, hanno percorso ad inizio escursione anche ulteriori 55km (da Assemini fino alla stazione ex FCS di Sanluri, praticamente pianeggianti) alla velocità media di 23km/h con un consumo di risorse pari al 45% del totale che, sommato al 55% consumato nei successivi 80km, porta il totale esattamente al 100%.
Come quindi abbiamo potuto vedere, studiando opportunamente quest’itinerario, si è data la possibilità a tutti di partecipare, pedalando tutti insieme e consentendo a tutti di dar fondo alle proprie risorse.
Insomma, tutto quanto visto ha voluto mostrare come, se ci si organizza opportunamente, è possibile effettuare le nostre escursioni senza dover lasciare nessuno a casa, ma anzi affrontandole in compagnia anche di chi ha un passo un po’ più lento.
Per poter gestire al meglio queste escursioni con gruppi eterogenei, però, è fondamentale fare quello cui vi ho accennato all’inizio, e che dico sempre ai miei compagni d’escursione, ovvero… installatevi questo benedetto navigatore sul cellulare!!! 🙂
Alla prossima
Stefano Tuveri
(ingegnere e progettista/collaudatore meccanico)

Articolo bellissimo (lo sfondo della Sardegna è straordinario), ma dov’è la formula di cui si parla?
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