I RAPPORTI DA USARE PER PEDALARE “IN AGILITA’” O “DI FORZA”

Spesso, negli articoli scritti sul nostro sito, abbiamo parlato di pedalata “in agilità” o “di forza”. E’ infatti un argomento fondamentale  quando si parla di scelta dei  rapporti, oppure di gestione delle proprie risorse, o ancora di rendimento; diciamo insomma che è un argomento che compare ogni volta che si parla di pedali!

Se finora questo argomento è stato complementare ai temi che, di volta in volta, abbiamo affrontato, stavolta invece gli dedichiamo quest’intero articolo,  che sarà breve ma, spero, utile.

Come prima cosa, prendiamo a riferimento le curve caratteristiche del “motore” della mtb e ricordiamo quanto visto a suo tempo, ovvero: l’intervallo evidenziato dal rettangolo giallo è compreso tra la condizione di “massima potenza” (lato sinistro del rettangolo) e quella di “massimo rendimento” (lato destro), ed è l’intervallo entro cui il “motore” deve funzionare.

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Se pedaliamo “in agilità”, questo ci consente di ottenere la potenza massima possibile per quell’intensità di sforzo cui stiamo pedalando. Quindi pedalare “in agilità” significa erogare una determinata potenza pedalando con l’intensità di sforzo più bassa possibile. Questo è il motivo per cui, pedalando “in agilità”, percepiamo la minor sensazione di fatica possibile. Come sappiamo bene, pedalare “in agilità” sigifica avere una frequenza di pedalata che possiamo definire come elevata (poi, più avanti, vedremo di definire il valore di questa frequenza).

Se invece pedaliamo “di forza”, questo corrisponde a pedalare col maggior rendimento possibile. Il vantaggio, in questo caso, è quello di riuscire a erogare la maggior potenza meccanica ottenibile dalla combustione di una determinata quantità di “carburante” effettuata dal nostro organismo. Questo è importantissimo quando ci troviamo a pedalare al limite della soglia anaerobica (che non va superata, per evitare di compromettere la muscolatura con la formazione di acido lattico), ovvero quando dobbiamo erogare la potenza massima per le nostre capacità. Supponiamo ad esempio che il nostro organismo raggiunga la soglia anaerobica quando si brucia una quantità di “combustibile” pari a “100” (che non va superata, perché già a “101” avremmo la formazione di acido lattico). Allora, se il motore funziona in condizioni di massimo rendimento (pari al 25%), la potenza meccanica erogata risulta pari a “25” (ovvero  il 25% di “100”). Se invece avessimo pedalato in agilità (situazione cui corrisponde un rendimento pari circa al 22%), avremmo erogato una potenza meccanica pari a “22” (e quindi inferiore del 12% rispetto a “25”). “25” quindi è la massima potenza che il nostro “motore” è in grado di erogare stando sotto la soglia anaerobica, e può essere raggiunta solo pedalando di forza (ovvero in condizioni di rendimento  massimo).

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Bene, sintetizzato il significato del pedalare “in agilità” o “di forza”, vediamo di indicare nel modo più schematico possibile quali rapporti devono essere usati per pedalare in ciascuna di queste due condizioni (rapporti che si ricavano applicando le leggi fisiche che regolano il funzionamento del “motore” della mtb, di cui abbiamo parlato più volte nei precedenti articoli).

Partiamo dalla situazione più semplice, ovvero dal caso in cui si pedali in piano. In questo caso, per pedalare in agilità vanno usati, a seconda del formato ruota della mtb, i seguenti rapporti:

26” – 42/18

27” – 42/18

29” – 40/18

Sempre in piano, ma per pedalare di forza, vanno usati invece questi rapporti:

26” – 42/12

27” – 42/12

29” – 40/13

Possiamo quindi affermare che, in piano, i rapporti da utilizzare sono quelli compresi entro l’intervallo delimitato dai valori visti. Ad esempio, se si utilizza una 26”, si dovranno utilizzare i rapporti compresi tra il 42/12 e il 42/18, appesantendo o alleggerendo  il rapporto a seconda delle esigenze: nelle lunghe percorrenze si pedalerà più agile per faticare meno, mentre per andare più veloci (ad esempio in allenamenti intensi inferiori alle 2h) si utilizzeranno rapporti più duri. I rapporti che stanno fuori da quest’intervallo sono invece da evitare perché troppo leggeri o troppo pesanti, e in entrambi i casi peggiorano la resa sui pedali.

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Quanto visto vale indipendentemente dalla potenza che un biker è in grado di erogare. Ciò significa che un biker in grado di pedalare per 2h, in piano, a 30km/h (erogando una potenza specifica di 3,15W/kg), così come un biker che pedala invece a 24km/h (con potenza specifica di 2W/kg), devono entrambi usare (per una 26”) il 42/18 se vogliono pedalare “in agilità”, e il 42/12 per pedalare “di forza”. Quel che cambia tra i due biker è la frequenza di pedalata: il biker “da 30km/h”, usando quei rapporti, pedala “in agilità” a 103ped/min e “di forza” a 69ped/min, quello “da 24km/h” rispettivamente a 82ped/min e 55ped/min.

Bene, abbiamo quindi visto quali sono i due rapporti che corrispondono al  pedalare “in agilità” o “di forza” su un percorso piano.

Adesso passiamo a vedere come dobbiamo comportarci quando pedaliamo su un percorso che non è piano ma, ad esempio, in salita.

In questo caso, ciò che va preso a riferimento non è il rapporto da utilizzare, ma la frequenza di pedalata corrispondente al pedalare “in agilità” oppure “di forza”.

Vediamo un esempio, dato che si tratta di una di quelle cose che son più facili a farsi che a dirsi. Sappiamo per esperienza che ciascun biker dosa le proprie risorse in modo che gli siano sufficienti per completare il suo itinerario, e questo lo si fa un po’ basandosi sull’esperienza, e molto grazie all’istinto (che sa guidarci molto meglio di tante tabelle e schemi, compresi quelli che vi infliggo io). Supponiamo quindi che il nostro biker, nel dosare le sue risorse lungo l’itinerario che sta affrontando, pedali in piano alla velocità di 25km/h (cui corrisponde una potenza specifica di 2,15W/kg, che è quindi la potenza specifica che lui ha stimato di poter erogare per completare il giro senza problemi): col 42/18 (pedalando quindi “in agilità”) avrà una frequenza di 86ped/min; col 42/12 (pedalando “di forza”) avrà una frequenza di 57ped/min.

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Bene, queste frequenze di pedalata che abbiamo individuato sono quelle che il nostro biker dovrà tenere non solo in piano, ma anche in salita, oppure in discesa, a seconda che voglia pedalare “in agilità” o “di forza”. Non dipendono infatti dal “terreno” sui cui pedala, ma esclusivamente dalla potenza specifica che il biker è in grado di erogare (ovvero dipendono esclusivamente dal “motore” di cui ciascun biker dispone).

Supponiamo ad esempio che si trovi ad affrontare una salita del 5% continuando a erogare, come nel tratto piano, la potenza specifica di 2,15W/kg (che, come detto prima, è la potenza che gli consente di completare il giro senza restare senza “benzina”, e che il biker manterrà a quel  valore grazie a istinto ed esperienza, senza bisogno di portarsi appresso un laboratorio). Erogando questa potenza specifica, in una salita al 5%, il nostro biker viaggerà esattamente a 10km/h. Se vuole affrontare la salita pedalando “in agilità” a 10km/h, abbiamo visto prima che deve avere una frequenza di 86ped/min (ovvero di 85-90 ped/min). Per tenere questa frequenza, cambierà rapporto inserendo quello adatto, ovvero il 24/26 (nel caso utilizzi una 26”). Se invece vuole pedalare sempre a 10km/h ma di forza, e quindi con una frequenza di 57ped/min (ovvero di 55-60ped/min), inserirà il rapporto 32/22. Più in generale quindi, l’intervallo di frequenze compreso tra 57 e 86ped/min è quello entro cui il nostro biker dovrà pedalare, a seconda delle sue esigenze, perché il suo “motore” funzioni in modo ottimale.

Quest’esempio appena fatto, vuole spiegare nel modo più semplice possibile come si devono utilizzare i rapporti della propria mtb per pedalare in agilità, di forza, oppure in una condizione intermedia.

Riassumendo:

-i rapporti che corrispondono al pedalare “in agilità” o “di forza” in piano, sono quelli indicati all’inizio dell’articolo

-utilizzando (in piano) quei rapporti, determiniamo qual è la frequenza di pedalata che corrisponde al pedalare “in agilità” o “di forza” per ciascuno di noi (ovvero, per le nostre capacità atletiche)

-una volta individuate le nostre frequenze di pedalata “in agilità” e “di forza”, le utilizzeremo su qualunque tipo di terreno (piano, salita, discesa), cambiando opportunamente rapporto per poter mantenere la giusta frequenza

Bene, direi che non c’è altro da aggiungere, se non suggerirvi di provare quanto vi ho descritto che, specie per chi è ancora agli inizi dell’escursionismo in mountain bike, credo possa essere utile per dosare al meglio le proprie risorse/energie/santapazienza e divertirsi sempre di più.

Buon divertimento!

Stefano Tuveri

(ingegnere e progettista/collaudatore meccanico)

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