
Con questa visita alla laguna abbiamo dato il via a una nuova tipologia di escursioni: le “low speed in mountain bike”. Sono escursioni lungo percorsi senza difficoltà atletiche e tecniche, affrontate a velocità abbastanza basse, che consentono la partecipazione a chi sta iniziando (o riprendendo) adesso a uscire in mtb.
L’itinerario di 26km, interamente pianeggiante, ha preso il via da Assemini.
Attraversato il ponte ad archi sui fiumi Mannu e Cixerri, abbiamo ripercorso l’argine di quest’ultimo fino a giungere alla foce, uno dei punti paesaggisticamente più belli dell’area fluvio-lagunare.





Seguendo una sterrata abbiamo quindi costeggiato la laguna, accompagnati alla nostra sinistra dallo splendido panorama della città di Cagliari coi suoi colli.

Giunti, in prossimità del porto canale, al “giro di boa” dell’itinerario, ci siamo addentrati tra le vasche delle vecchie saline Contivecchi, un tempo preziose fabbriche del sale e oggi regno dei fenicotteri.








Percorrendo gli argini tra le vasche, abbiamo raggiunto Porto San Pietro, un tempo punto di carico del sale per le chiatte dirette al porto di Cagliari, e oggi porto fantasma con i vecchi barconi ormai affondati, di cui affiorano dall’acqua solo le estremità delle centine.


Lasciato il porto, abbiamo quindi attraversato l’antico villaggio delle saline, con la palazzina della direzione che conserva ancora il suo fascino nonostante sia ridotta dall’incuria a un rudere pericolante.


Usciti dal villaggio, la visita alla laguna è di fatto finita, e così abbiamo preso la via del rientro fino ad Assemini, ripercorrendo l’argine del fiume Cixerri così da evitare la strada asfaltata di Macchiareddu che, per quanto non trafficatissima, è sempre meglio evitare.



Considerazioni sull’escursione: si tratta di un itinerario tanto facile sotto il profilo atletico, quanto bello sotto quello paesaggistico. La laguna di Santa Gilla (assieme, non va dimenticato, al tratto finale dei fiumi Mannu e Cixerri) è un autentico spettacolo della natura. E’ accessibile con estrema facilità, dato che l’argine del Cixerri lo si raggiunge dalla periferia di Assemini, appena superato il ponte sui fiumi. Da oltre vent’anni si parla della creazione di un parco fluviale e lagunare che valorizzi questo paradiso della natura, e se si pensa che, con analoghe bellezze, la Camargue francese attrae visitatori da tutto il mondo, lascia senza parole constatare come la laguna di Santa Gilla sia letteralmente ignorata. Ignorata da tutti, non solo dai politici, ma anche (e, direi, soprattutto) dalle popolazioni locali. Così, quello che potrebbe essere un attrattore turistico in grado di generare ricchezza e posti di lavoro, balza agli onori delle cronache solo per episodi spiacevoli (ovvero criminali), come la recente inchiesta della magistratura sulla Fluorsid che, stando a quanto rilevato dalle indagini, ha riversato in laguna i residui delle proprie lavorazioni industriali, mentre altri sono stati interrati nelle aree limitrofe, avvelenando quest’angolo di paradiso. Il tutto sotto gli occhi, e nel silenzio assordante, di tutti. E’ evidente che questo paradiso non ce lo meritiamo
