DIAMO I NUMERI (15) – PREPARIAMO LA MTB “GIUSTA” PER UNA BIKER AGLI INIZI (CURANDO IN PARTICOLARE LA TRASMISSIONE)

Questa volta dedichiamo la nostra analisi alle ragazze di tutte le età (perché chi va in bici è sempre giovane, l’anagrafe non conta niente) che si stanno avvicinando al mondo della mountain bike.

Ai tempi pionieristici, quando sul finire degli anni ’90 noi abbiamo cominciato ad andare in mountain bike, le presenze femminili erano, percentualmente sul totale dei biker, molte meno di oggi (anche se c’erano già delle atlete fortissime, anche qui in Sardegna). Poi, ogni tanto, qualcuno di noi biker aveva la sciagurata idea di coinvolgere la propria moglie o fidanzata in quelle che erano le uscite standard del tempo (chilometri alla ventura, lungo itinerari tutti da scoprire, con sorprese che spesso consistevano in salite durissime non preventivate, e la non remota possibilità di perdersi, visto che il gps per escursionismo era ancora tutto da immaginare), prestandole una delle mountain bike del tempo (con rapporti quasi da strada, e un durissimo 28/30 che su quelle bici era il rapporto più leggero disponibile, con cui affrontare rampe di chilometri con pendenze oltre il 10%). Erano carriere ciclistiche che nascevano e morivano in una giornata, talvolta assieme ai fidanzamenti…

Oggi le cose sono radicalmente cambiate; per chi si avvicina al mondo della mountain bike, uomo o donna che sia, il “battesimo” è decisamente più soft. Tante associazioni propongono con cadenza periodica escursioni adatte anche ai neofiti, che così non finiscono tra le grinfie dei classici amici alla “è un giretto facile, vuoi venire?”, e le mountain bike possono essere equipaggiate con rapporti che consentono anche a chi è poco allenato di affrontare, al proprio passo, salite impegnative.

Così, se venticinque anni fa le donne biker erano un’esigua minoranza, oggi specie nei gruppi e associazioni sono spesso in numero pari o superiore agli uomini.

I recenti incentivi dati all’acquisto di biciclette, e la riscoperta del piacere dello stare all’aria aperta dopo i mesi chiusi in casa per il lockdown, hanno inoltre favorito il ritorno in sella (spesso dopo decenni, da quando erano ragazzine o addirittura bambine) di tante donne, e quest’articolo vuole essere dedicato proprio a loro (e agli eventuali fidanzati e mariti biker, che vorranno portarle con se in escursione, e che potranno approntar loro delle mtb ad hoc, evitando “tragedie” come quelle cui andammo incontro noi pionieri venti e passa anni fa).

Iniziamo allora il nostro discorso partendo dall’analisi personalizzata effettuata su una “ragazza low speed”. Il nome già lascia intuire di cosa si tratta: è lo studio delle caratteristiche atletiche di una ragazza presa a riferimento, che sta iniziando con l’escursionismo in mountain bike, e alla quale “costruiremo” una mountain bike che le consenta di affrontare al meglio le sue escursioni.

E’ chiaro che una persona che si mette in sella dopo anni di inattività, non potrà affrontare già dal primo giorno niente che assomigli sia pur lontanamente a un’escursione. Inizialmente si limiterà a brevi passeggiate in campagna o sulle cicilabili, ma dopo circa due mesi di uscite domenicali come queste, potrà affrontare le sue prime escursioni.

La “ragazza low speed” che noi prendiamo in considerazione ha proprio le capacità atletiche di chi, dopo due mesi di uscite “propedeutiche”, può iniziare a fare le sue brevi e semplici escursioni. In questo caso specifico, questa ragazza dopo due mesi ha acquisito una condizione fisica che le permette di pedalare per 2 ore lungo un classico itinerario pianeggiante a una velocità media di circa 18-19km/h su asfalto, e di 15-16km/h su sterrato in buone condizioni.

Grazie all’analisi effettuata, possiamo dare subito alcune utili indicazioni su come gestire le proprie risorse. Ad esempio, supponiamo che la “low speed” affronti un’escursione più impegnativa, come un itinerario collinare lungo circa 30km e con 200-250 metri di dislivello complessivo.

In questo caso, dovrà mettere in conto di aver bisogno di circa 3 ore di pedalata effettiva (più le soste, che sicuramente non mancheranno), e il passo da tenere dovrà esser tale da non andare in crisi prima del termine (cosa non infrequente quando si è alle prime uscite, e non si è abituati a dosare le proprie risorse).

Dall’analisi otteniamo queste indicazioni sulle velocità da mantenere, che la nostra “low speed” è bene tenga a mente per gestirsi al meglio:

– in piano su asfalto: non superare i 18km/h

– in piano su sterrato: non superare i 13km/h

Poiché l’itinerario è collinare, è importante anche dare delle indicazioni per affrontare al meglio le salite, che visto il limitato dislivello complessivo saranno abbastanza brevi e con pendenze limitate. Vediamo alcune indicazioni utili:

– su pendenze del 5% su asfalto: 6km/h

– su pendenze del 5% su sterrato: 5km/h

Ci chiediamo poi come si dovrà comportare la nostra “low speed” nel caso si trovi qualche pendenza più impegnativa, ad esempio del 10%:

– su pendenze del 10% potrà pedalare a 4km/h, sia su asfalto che su sterrato, ma solo su brevi rampe perché le sue capacità atletiche per il momento non le consentono di affrontare salite di lunghezza superiore ai 70-80 metri se le pendenze superano il 6-7%.

A questo punto, l’analisi della nostra “low speed” ci consente di fare delle importanti considerazioni sulle caratteristiche che deve avere la sua mountain bike, e in particolare i rapporti che ha bisogno siano disponibili nella trasmissione.

Infatti, di norma chi si avvicina all’escursionismo in mountain bike, per avere la sua prima bici si rivolge a un negozio e, importante, mette in conto un budget limitato (giustamente). Questo significa che, coi classici 5-600€, si porta a casa un modello base. Tralasciando le considerazioni sulla qualità della componentistica, quello che ci interessa adesso è occuparci della trasmissione di cui sono dotati questi modelli.

Di norma si tratta di trasmissioni “standard”, con rapporti adatti ha chi ha già un certo allenamento. Non dispongono quindi di quei rapporti, inevitabilmente più leggeri, che consentano a chi è poco allenato di affrontare salite impegnative.

Prima di qualunque altra spesa per comprare abbigliamento, computerini e accessori vari, il suggerimento è quindi quello di adeguare innanzitutto la trasmissione alle esigenze della “nuova biker”. Nel caso della nostra “ragazza low speed”, ad esempio, è risultato che con un rapporto 22/36 (per mtb 26”) o 22/40 (per mtb 29”) sarà in grado di affrontare senza problemi salite con pendenze del 5%, e anche rampe di 60-80 metri con pendenze fino al 10% (mentre invece pendenze superiori saranno alla sua portata solo dopo aver raggiunto una condizione fisica migliore).

Possiamo quindi concludere quest’analisi dicendo che, per rendere gradevoli le uscite in mtb anche alle tante “ragazze low speed” che si stanno avvicinando adesso alla mtb, è sufficiente adottare qualche semplice accorgimento, come appunto quello di metter loro a disposizione una trasmissione coi rapporti di cui hanno bisogno.

Ci sono poi altri interventi, piuttosto semplici, che è opportuno far da subito per rendere la mountain bike perfetta per la nostra “new biker”. Primo fra tutti è verificare se i copertoni, e in particolare il tipo di tassellatura, sono adatti ai tipi di percorsi che dovrà affrontare (perché un copertone scorrevole sarà adatto all’asfalto ma non avrà tenuta di strada sullo sterrato, e viceversa uno con tassellatura marcata andrà bene sullo sterrato ma farà faticare inutilmente sull’asfalto). Chiaramente, bisognerà poi utilizzarli alla corretta pressione di gonfiaggio, altrimenti anche il migliore degli pneumatici andrà male.

Per vedere l’analisi completa della “ragazza low speed”, e trovare tante altre utili indicazioni, potete scaricarla in formato pdf da qui.

Possiamo anche dare un importante suggerimento, ovvero: con 500€ a disposizione, piuttosto che portarvi a casa un fiammante modello base da 17kg di peso, puntate a un usato che non superi i 13kg (4kg in meno, per una donna che mediamente pesa 50-60kg, fanno la differenza e sono una bella zavorra in meno da portarsi dietro). Con un budget di 500€, se si va alla ricerca di una 26” (fidatevi, è il formato bici migliore per spendere i vostri soldi) si riesce a portarsi a casa con 250-300€ un usato di gamma medio-alta (perché le 26” sono considerate “superate”, e quindi vengono letteralmente svendute), altri 50-100€  li si può spendere per aggiornare ulteriormente la mtb o per operazioni di manutenzione ordinaria (nel caso dovesse esser necessario sostituire componenti quali ad esempio la catena o i copertoni), e avanza anche qualcosa per abbinare alle escursioni qualche pranzo agrituristico, che non guasta mai.

Ultimissimo suggerimento: piuttosto che fare cose pasticciate sprecando soldi inutilmente, rivolgetevi al nostro laboratorio e, con una spesa davvero limitata, disporrete di un’analisi come quella vista per la “ragazza low speed” che vi consentirà di personalizzare al meglio la vostra mtb, e per i lavori di ottimizzazione la nostra officina dell’hangar è a vostra disposizione (l’invio della bici tramite Poste Italiane costa appena 21,50€, e ve la vengono a ritirare a casa).

Alla prossima analisi, e benvenute a tutte le nuove biker

Stefano Tuveri

(ingegnere e progettista/collaudatore meccanico)

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