RITORNO AL FUTURO: LA MTB CINELLI OTTOMILAINSU, UN SALTO DAL 1986 AL 2021

Ed eccoci ad affrontare un lavoro particolarmente affascinante: rimettere in strada una mountain bike pionieristica, la mitica Cinelli Ottomilainsu, che comparve a metà degli anni ’80, quando di mountain bike qui in Italia ne avevano sentito parlare davvero in pochi.

Oggi che le tipologie di bici da montagna sono diventate una miriade, con sospensioni che qualche decennio fa se le sognava anche un motocross, potrà sembrare incredibile che queste prime mountain bike (che altro non erano che un adattamento delle bici da corsa su cui veniva installato un manubrio e degli pneumatici adatti alle strade di montagna), affrontassero percorsi che oggi sui social ci si pavoneggia a definire “di enduro estremo” (che tenerezza… ma estremo de che???!!).

E allora veniamo a questo nostro lavoro, e per introdurlo e descriverlo affidiamoci alla corrispondenza telematica tra il proprietario e il sottoscritto.

p.s.: l’ho detto e dimostrato altre volte (con analisi come quella che mostra come le geometrie dei telai della mtb siano rimaste le stesse da sempre, e siano cambiate solo per gli spot dei produttori), ma lo ripeto anche qui: le “vecchie bici” non esistono, semplicemente perché le bici non invecchiano. La bicicletta è un sistema meccanico che si basa su equilibri dinamici delicatissimi. E questi equilibri consentono delle variazioni minime di geometria, di fatto insignificanti. Quindi, se un produttore vi dice che ha realizzato una mountain bike con geometrie modificate, o è una balla oppure ha costruito una schifezza che non sta in piedi.

PER SEGUIRE QUESTO NUOVO LAVORO, QUI SOTTO AVETE A DISPOSIZIONE L’INDICE DEGLI ARTICOLI CON CUI LO DESCRIVEREMO PASSO PASSO:

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