I CONSIGLI DELLA NONNA – CONSIGLIO N°1: COME SI CAMBIA SENZA SPACCARE IL CAMBIO (E LA CATENA)

Con questo articolo, inauguriamo un nuovo filone di argomenti che, mi son reso conto, è fondamentale trattare. Parliamo di quei piccoli consigli dati da esperienza e buonsenso, come quelli della nonna appunto, che però sono fondamentali per utilizzare bene la bici. Su queste pagine infatti gli articoli tecnici hanno ormai raggiunto un volume considerevole. Si sono affrontati argomenti anche piuttosto complessi, cercando di renderli comprensibili in particolare a chi non ha la cultura specifica che gli consenta di padroneggiarli. Man mano che si andava avanti, e che specie i lettori più fedeli acquisivano via via più familiarità con Fisica, Meccanica e altre meraviglie del creato (la definizione non è ironica), la complessità dei temi trattati aumentava, e tempo qualche mese anche Gino Rossi il ragioniere sarà in grado di costruirsi un’astronave in giardino.

E però… E però, in particolare da quando abbiamo iniziato ad allestire le mountain bike su misura, ho avuto modo di instaurare dei rapporti più diretti con alcuni di voi, diventati spesso delle vere e proprie amicizie, grazie ai quali ho potuto cogliere anche altre esigenze dei biker. Ovvero, va bene riuscire a capire come si genera l’attrito su un copertone tassellato, perfetto aver finalmente chiaro che l’inerzia di una bici non varia se non per percentuali ridicole alleggerendo le ruote di 300g. Va bene tutto questo, ma se uno non mi spiega come diavolo si monta un copertone senza che gonfiandolo si svergoli come una biscia, se non mi si dice come devo stare in sella nelle discese su fondo dissestato per evitare che la bici mi disarcioni come Furia cavallo del West, se ancora non so come va poggiato il piede sul pedale per evitare di pedalare come Paolino Paperino. Insomma, se non mi vengono date innanzitutto le nozioni di base, magari in giardino mi costruisco anche l’astronave a pedali, ma poi mentre al decollo sto dando potenza a manetta è facile che gratti col cambio e grattuggi mezza trasmissione, e invece che su Marte atterri sul balcone della prosperosa vicina (che non c’è, e ha lasciato lì il dobermann).

E allora, ecco il primo consiglio della nonna, grazie al quale farete un figurone con la vostra vicina prosperosa (o vicino prosperoso, dato che queste pagine sono seguite anche da tante biker), e sfreccerete senza esitazioni con l’astronave, diretti verso l’iperspazio grazie alle cambiate perfette della vostra trasmissione 3x9v.

Quindi, manco a dirlo, il primo semplice suggerimento riguarda proprio come si cambia di marcia.

Il consiglio è semplice, elementare, MA imperativo: NON SI DEVE MAI CAMBIARE SOTTO SFORZO!!

montagna segreta

Ho amici che escono in mtb da diversi anni, ma ancora adesso a ogni loro cambiata senti la trasmissione guaire di dolore. L’inconfondibile rumore di metallo grattugiato ha un suono sinistro che sa di rantolo, preannunciando una morte prematura e imminente per quella povera trasmissione crudelmente seviziata.

Ho citato queste malefatte di amici che pure hanno vari anni di esperienza, perché il non saper cambiare non è solo roba da novizi; ci son tanti ciclisti che anche dopo anni continuano a cambiare male, alcuni sono autentici suini.

Con questo voglio sottolineare che, anche se fossi un biker che si ritiene esperto, un occhiata ai consigli della vecchia zia la darei comunque.

Vale allora la pena sottolineare cosa si intende per “non cambiare sotto sforzo”. Questo perché spesso mi capita, quando do questo suggerimento, di sentirmi rispondere “ma infatti non stavo spingendo sui pedali”, il che in genere avviene dieci secondi dopo che dal cambio son partite sfiammate che hanno allertato i Canadair dell’antincendio.

NON CAMBIARE SOTTO SFORZO significa che, nel momento in cui agisco sulla leva del cambio per traslare la catena su pignone o corona adiacente, io devo continuare a pedalare ma A VUOTO!! Cosa vuol dire? Che devo far girare i pedali solo per fare in modo che la catena si sposti di pignone (o di corona), ma la spinta deve essere talmente bassa che non devo avvertire alcuna resistenza del pedale. Non è che devo spingere poco, come fanno in molti sadici spaccacatene: NON DEVO SPINGERE NIENTE!! L’unica spinta sui pedali dev’essere quella necessaria per farli girare a vuoto.

Come si esercita questa spinta? E’ semplice: supponiamo di viaggiare (e quindi di pedalare) a 25km/h; nel momento in cui cambio, dovrò pedalare leggermente più piano, la bici continuerà ad andare avanti per inerzia, e la cambiata avverrà senza difficoltà.

Perché devo fare così? Perché, se non spingo sui pedali, la catena non sarà in tensione, e quindi si lascerà accompagnare dal cambio da un pignone a quello adiacente senza opporre resistenza. Viceversa, se la catena è in tensione, sta letteralmente attaccata a corona e pignone premendovi contro e, se cerco di farla traslare, i fianchi delle sue maglie andranno a sfregare contro i fianchi dei pignoni. Per riuscire a “liberarsi” e saltare di pignone, sarà necessaria una forza trasversale fortissima, che è quella che si genera quando il cambio trasla e parte dei denti della catena (quelli che si trovano inferiormente al pignone, liberi di traslare) passano sul pignone adiacente. La catena si trova così adagiata parte su un pignone e parte sull’altro. La parte di catena che ha già cambiato pignone cerca di trascinarsi anche la restante parte, e questo genera una forza trasversale fortissima, con l’aggiunta di un momento flettente che agisce sulle maglie. Poiché le maglie (e, in particolare, gli accoppiamenti dei perni) non sono dimensionati per sopportare queste sollecitazioni, cambiando con queste modalità la catena ha una vita molto più breve del previsto, e prima o poi si apre. Aggiungiamoci anche che queste sollecitazioni fortissime agiscono sui denti di corone e pignoni, provocandone una forte usura. Infine, ed è la conseguenza peggiore, cambiare sotto sforzo genera salti di catena, e quando i salti avvengono con catena sugli ultimi pignoni (ovvero quelli più grandi), se la catena cade nello spazio tra pignoni e raggi sono dolori, perché si incastra, blocca la ruota e può provocare cadute e spaccare i raggi.

Montiferru 03

Chiudiamo con l’ultimo consiglio su come cambiare quando si è in salita, specie se ripida. E’ chiaro che, se stiamo arrancando a 6km/h su una rampa al 15%, l’inerzia della bici è minima e, se smetto di spingere sui pedali per fare la cambiata, mi fermo in meno di un metro. In questo caso, è necessario usare buonsenso e qualche accorgimento. Se sono ancora sulla corona media (chiaramente, sto considerando una trasmissione con tripla corona) e mi trovo all’improvviso una rampa, per alleggerire il rapporto è meglio buttar giù di una corona (passando dalla 32 alla 22), perché la catena trova molta meno resistenza che se, per alleggerire il rapporto, deve salire di uno o più pignoni. Chiaramente, se avete appena acceso un mutuo per comprare a rate una mirabolante monocorona fulgidamente protesa verso il futuro, col cavolo che potete fare questa cambiata; non vi resta che salire di pignone… auguri!!

Quando invece sono già sulla corona 22 (ma questo consiglio comunque vale sempre), prima di cambiare fate un piccolo sforzo per accelerare leggermente la bici, in modo che quel minimo di incremento di velocità ve lo possiate “giocare” per il rallentamento successivo che vi consentirà di cambiare pignone senza spingere sui pedali. Va da se che il cambio dev’essere perfettamente regolato (e come farlo sarà uno dei prossimi consigli della vecchia zia), perché la cambiata dev’essere rapidissima. Se poi invece doveste essere al limite, per cui le gambe al solo sentir accennare a una piccola accelerazione prima della cambiata vanno in catalessi, allora c’è un’unica strada possibile: NON cambiate, fermatevi, e inserite da fermi il rapporto che vi serve. Sarà anche poco glorioso, ma lo è molto meno che ritrovarsi con la trasmissione a brandelli e doversi far venire a prendere.

Bene, finish, ci sentiamo presto per i prossimi consigli

Stefano Tuveri

(ingegnere e progettista/collaudatore meccanico)

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