Con l’inizio di ogni nuovo “anno di vagabondaggi”, facciamo manutenzione alle nostre mtb e, in questo modo, valutiamo se apportare qualche modifica.
In questi giorni, abbiamo messo mano ai nostri biplanacci, e vi descrivo quindi gli interventi effettuati, perché possono dare qualche spunto e/o suggerimento a voi che ci seguite.
In questo articolo, vediamo l’aggiornamento/miglioramento della trasmissione effettuato sulla Bianchi SL270 del sottoscritto, con telaio in acciaio al CrMo, utilizzata per i viaggi e le escursioni su fondi medio-facili.
La Bianchi SL270 che è stata sottoposta a manutenzione, è la mountain bike del 1997 di cui è stato documentato il recupero in una delle prime serie di articoli pubblicate sul sito (la trovate qui).
Fino a oggi aveva mantenuto la sua trasmissione originaria, ovvero una 3x7v con guarnitura 44-32-22 e cassetta 11-28. Il motivo è semplice: essendo destinata a itinerari “easy rider”, ovvero su fondi stradali medio facili, il rapportino 22/28 era più che sufficiente anche per affrontare le pendenze più ripide. Certo, una trasmissione come ad esempio una 3x8v, sempre con cassetta 11-28 ma con 8 pignoni, avrebbe consentito una minor spaziatura tra i rapporti e una migliore gradualità nel passaggio da una marcia all’altra. Ma se ne è potuto fare tranquillamente a meno.
Adesso però questa mountain bike aumenterà il proprio raggio d’azione. Infatti, avendo un telaio in acciaio al CrMo robusto e abbastanza leggero, e montando una forcella rigida, è la bici ideale per i viaggi, e questo sarà uno dei suoi prossimi utilizzi.
Nella valutazione delle modifiche che sarebbero state opportune per affrontare al meglio un viaggio, è stato piuttosto semplice e immediato decidere su cosa intervenire. Infatti, la differenza fondamentale rispetto all’utilizzo escursionistico è data dall’ulteriore peso che deve essere trasportato. Considerando quello che è il bagaglio medio nei nostri viaggi, che pesa dai 10 ai 15 chili a seconda della stagione e dei giorni che si deve stare fuori, si è calcolato di quanto fosse necessario alleggerire il rapporto più leggero.
Qui di seguito vi riporto le considerazioni e i calcoli, in modo che possiate rendervi conto di come si lavora quando si ottimizza una trasmissione.
Ricordiamoci di alcuni concetti visti a suo tempo: innanzitutto, indipendentemente dalle capacità atletiche del biker, per itinerari superiori alle due ore e mezza è più conveniente pedalare in agilità, perché a parità di velocità l’intensità dello sforzo è minore e si fatica meno (ovvero, si riesce a percorrere più chilometri). Va da se quindi che in un viaggio, con tappe che di norma prevedono di trascorrere buona parte della giornata in sella, la pedalata in agilità è d’obbligo. Avevamo trattato questo argomento nell’analisi dedicata ai rapporti da utilizzare per pedalare “in agilità” e “di forza”.
Quello che a noi interessa, quindi, è che anche con la bici carica di bagagli sia possibile pedalare in agilità pure quando si affrontano pendenze “importanti”. Va però fatta anche una premessa: quando le pendenze sono molto elevate, non esiste rapporto leggero che consenta di pedalare in agilità, per cui in questo caso è invece importante avere comunque dei rapporti abbastanza leggeri da consentire perlomeno una pedalata intermedia tra quella in agilità e quella di forza (in modo da non sovraffaticare la gamba).
Partiamo quindi dal rapporto più leggero che la mtb aveva a disposizione con la 3x7v, ovvero il 22/28. Dato che si tratta della mia mtb, calcolo qual è la pendenza massima che il 22/28 mi consente di affrontare in agilità (e senza bagagli al seguito), sulla base delle mie capacità atletiche (e per pendenze superiori, ovviamente, la pedalata diventerà via via sempre più “di forza”). Bene, pedalando al 60% della potenza di soglia (corrispondente a circa 120 bpm, intensità di sforzo che consente un tempo effettivo di pedalata di 5h, tipico delle tappe di un viaggio), il 22/28 consente di pedalare in agilità su pendenze del 6%. Aumentando la pendenza, la pedalata diventa intermedia tra agilità e forza, diventando puramente di forza per la pendenza dell’11% (considerando sempre che la si affronti al 60% della potenza di soglia, ovvero ancora a 120bpm).
Piccola nota a margine: se aumentassimo l’intensità dello sforzo, ad esempio al 90% della potenza di soglia (e quindi con 150bpm), la pendenza massima affrontabile in agilità col 22/28 aumenterebbe (ci sono delle motivazioni fisiche, intese come leggi della Dinamica, che spiegano questo fatto, ma la loro trattazione non è certo affrontabile su queste pagine). Per l’esattezza, al 90% della potenza di soglia si pedalerebbe in agilità col 22/28 fino a pendenze dell’8%. Solo che, pedalando al 90% si avrebbe un’autonomia inferiore alle due ore e mezza, decisamente poca per affrontare le tappe di un viaggio.
Torniamo quindi alla nostra trasmissione da aggiornare in “modalità viaggio”. Quello che mi sono proposto è di fare in modo che, con circa 15kg di bagaglio, riesca a pedalare in agilità, su tappe della durata media di 5h, almeno fino a pendenze del 6%.
Vediamo quindi cosa accade con la trasmissione 3x9v, e in particolare col “rapportino” 22/32 adesso disponibile. Questa volta considero l’aumento di peso dato dai 15kg di bagaglio, e ottengo che, a parità di potenza erogata (60% potenza di soglia, 120bpm), rallenterò di 1km/h, ma grazie al 22/32 potrò pedalare in agilità, come prima, fino a pendenze del 6%.
Diciamo quindi che, per le mie caratteristiche, la 3x9v con cassetta 11-32 va più che bene, dato che negli itinerari tipici delle tappe di un viaggio difficilmente si trovano pendenze superiori al 6% per lunghi tratti. Va anche detto che, ad esempio su una pendenza dell’8% (e pedalando alla solita intensità presa a riferimento), col 22/32 pedalerei in una situazione intermedia tra “agilità” e “forza”, con una penalizzazione minima per quanto riguarda la capacità di sopportare quello sforzo (la cui durata si ridurrebbe di appena il 2%, che significa appena 6’ su un totale di 5h).
Certo, se poi dovessi affrontare un viaggio con pendenze più impegnative, varrebbe la pena valutare di installare rapporti più leggeri, ad esempio con una cassetta 11-36. Facendo i calcoli, si vede infatti che il 22/36 mi consentirebbe di pedalare in agilità fino a pendenze dell’8%, e anche su pendenze del 10% mi ritroverei in una situazione intermedia agilità-forza come quella vista prima (con penalizzazione di appena il 2%). Diciamo quindi che, il giorno che dovessi partire per un viaggio lungo passi alpini, varrebbe la pena montare un 11-36.
Bene, queste sono le considerazioni che ho fatto quando ho deciso di montare sulla mia Bianchi da viaggio la nuova trasmissione 3x9v.
Attenzione però, tutto quanto visto va bene per me, ovvero per le mie capacità atletiche, ma è un lavoro che va fatto individualmente, perché non può prescindere dalle caratteristiche di ciascuno.
Ad esempio, consideriamo un biker un po’ meno allenato, con una potenza di soglia di 3,4W/kg. Parliamo comunque di un biker in grado di pedalare a 27km/h per 2h su un itinerario pianeggiante (con fondo asfaltato o sterrato in ottime condizioni). Bene, in questo caso per poter pedalare in agilità su pendenze del 6% (e sempre con 15kg di bagaglio) è necessario il 22/34 (invece che il 22/32 di prima).
Allo stesso modo, un biker con una potenza di soglia un po’ più bassa (pari a 2,9W/kg, che corrisponde a riuscire a pedalare per 2h a 24km/h nelle condizioni viste sopra), avrà invece bisogno del 22/36.
Come si vede, quindi, è importante che questi miglioramenti vengano effettuati basandosi su uno studio personalizzato, perché siano efficaci. Poi, certo, uno può anche fare “a occhio”, magari affidandosi al banconista-scienziato di turno, ma ci sono buone probabilità che spenda molto riuscendo addirittura a peggiorare le cose, rientrando a casa con una mirabolante monocorona con cui far giocare i criceti
A presto col prossimo lavoro in hangar
Stefano Tuveri
(ingegnere e progettista/collaudatore meccanico)
