BULLS SL500, LA MTB CON ASSETTO STUDIATO APPOSITAMENTE PER UNA BIKER

Questo nuovo allestimento è il primo, tra quelli realizzati quest’anno, destinato a una biker.

Detto così sembra che l’impostazione di questa mountain bike sia stata radicalmente differente rispetto a quelle allestite per noi maschietti, ma chiaramente questa interpretazione sarebbe fuorviante.

Ci sono invece, come è normale che sia, delle specificità di cui tener conto, che dal punto di vista meccanico si risolvono nel dare l’assetto “giusto” alla bici. Ci sono poi le “dritte” giuste per ottimizzare il rendimento in sella, ma queste competono alla medicina sportiva, e non mi sogno di sconfinare dal mio ambito di competenza.

Quindi, a proposito di assetto da dare alla mountain bike, ciò di cui è importante tener conto è che la statura media di una donna è inferiore di circa 10cm rispetto a quella di un uomo. Questo fatto introduce delle problematiche in più per quanto riguarda il posizionare il manubrio alla giusta altezza rispetto alla sella.

Vediamo di chiarire bene questo concetto, e per approfondire vi suggerisco la lettura dell’articolo dedicato all’aerodinamica. Come spiegato in quell’analisi, è importante ricordarsi sempre che la resistenza aerodinamica, anche per le velocità “da mountain bike”, rappresenta una percentuale importante della resistenza complessiva da vincere per far muovere la bici.

Diamo dei numeri, così inquadriamo bene la situazione: viaggiando in piano su asfalto (o sterrato in perfette condizioni) a 25km/h, la resistenza aerodinamica rappresenta il 50% della resistenza complessiva al moto (il restante 50% è dato dalla resistenza al rotolamento, ovvero dall’attrito volvente). Questo vale per una mtb 26” con assetto di guida ottimizzato, ovvero manubrio posto 6-10cm sotto l’altezza sella (il dislivello sella/manubrio esatto lo si determina in base alle misure antropometriche del biker), e con posizione di guida “bassa (busto inclinato di 30° sull’orizzontale e braccia flesse, con gomiti 8-10cm sopra l’altezza dei polsi).

Che cosa accade però se, come capita spesso, si dà a una persona alta 164cm (non necessariamente una donna; può essere anche un uomo “non gigante”) una mountain bike che non venga ottimizzata in base alla sua statura? Come sappiamo bene, le mountain bike hanno delle taglie che corrispondono a degli intervalli di statura piuttosto ampi. Leggo ora le specifiche di un modello, dove si indica che la relativa taglia S è adatta per l’intervallo di stature 1.55-1.72. Credo che non ci sia bisogno di sofisticate considerazioni biomeccaniche per rendersi conto che la stessa bici, se non ci si mette mano per adattarne l’assetto, non può andare bene sia per una persona alta 1.72 che per una alta 1.55.

Quel che capita, lo sappiamo, è che a venire penalizzati sono coloro che si trovano nella parte inferiore di quest’intervallo di stature. Di norma, infatti, queste mtb escono di fabbrica con geometrie adatte per il biker con statura che ricade nella parte superiore dell’intervallo, ovvero intorno al metro e settanta.

La conseguenza è un classico, e unisce malafede e cattivo gusto: la bici che viene ammollata alla ragazza di un metro e cinquantacinque ha il manubrio molto più in alto di quella che sarebbe l’altezza corretta, e somiglia più a una graziella che a una mountain bike.

Il manubrio posto a un’altezza sbagliata penalizza nella tecnica di guida e conseguentemente nel controllo del mezzo. Inoltre, tornando al tema da cui eravamo partiti, manubrio alto significa busto più sollevato e quindi maggiore resistenza aerodinamica.

Vediamo un caso specifico, per renderci conto di ciò di cui parliamo: prendiamo la mtb taglia S vista prima, e supponiamo sia allestita in modo tale da “vestire” bene a un biker alto 1.70 e normolineo.

Vediamo adesso cosa accade quando la stessa mtb viene venduta a una biker che ricade nell’intervallo di stature consigliato (ovvero 1.55-172), e che è alta 1.55cm.

Una biker con questa statura, abbasserà la sella di circa 7cm rispetto al biker da 1.70, e come conseguenza si ritroverà il manubrio più alto di circa 6cm rispetto all’assetto corretto per le sue caratteristiche antropometriche. Inoltre, ed è ancora peggio, la distanza sella-manubrio sarà di ben 7cm maggiore rispetto a quella corretta per lei (il che significa che la bici è troppo lunga), costringendola di fatto a una posizione in sella totalmente sbagliata, ovvero con braccia tese e busto conseguentemente sollevato. Una simile posizione rende decisamente più difficoltoso il controllo della bici, su cui ci si trova a proprio agio quanto a camminare con un paio di scarpe di tre numeri più grandi.

Dal punto di vista delle penalizzazioni aerodinamiche, poi, possiamo subito vedere quali sono le conseguenze. Se con l’assetto corretto viaggio (in piano su asfalto) a 25km/h, a causa dell’errata posizione di guida cui è costretta la nostra biker, si ha che a parità di potenza specifica erogata viaggerà a 23,5km/h. In pratica, abbiamo una mountain bike che è penalizzata con un rallentamento del 6% già in partenza, semplicemente perché è allestita male. Una simile penalizzazione, equivale a portare con se un peso extra di 15kg, come capita quando si è in assetto da viaggio e si trasporta il bagaglio.

Ora, non so come la vediate voi, ma se penso che magari la stessa biker ha fatto il sacrificio di aggiungere 5-600€ al suo budget per prendere una mtb con componentistica di alta gamma invece che media, ritengo che consegnarle un mezzo così mal’assemblato da avere prestazioni da slitta di Babbo Natale, sia quantomeno “poco professionale” da parte di chi gliel’ha rifilata.

Ma e allora, ci chiediamo, ci sarà mai una soluzione a questo problema? Si, c’è, ed è anche piuttosto semplice. Sentite che trovata geniale: si monta un attacco manubrio che abbia, nell’ordine, la lunghezza giusta per ottenere la corretta distanza sella-manubrio, e l’inclinazione (verso il basso) adatta a portare il manubrio alla giusta quota al di sotto dell’altezza sella.

In realtà, per scegliere (e quindi installare) l’attacco manubrio “giusto”, bisogna prima essere in grado di determinare quale geometria debba avere la mountain bike da cucire su misura sulla nostra biker. E’ ciò che fa un bravo biomeccanico, ma spesso da lui si va una volta comprata la bici, per farsela adattare alle proprie caratteristiche. Così, se ci si è portati a casa una bicicletta “sbagliata”, il biomeccanico potrà anche dirvi quale geometria bisogna darle, ma si rischia di scoprire ormai troppo tardi che su quella bici non è possibile ottenere quelle geometrie.

Un criterio molto più semplice invece sarebbe dotare i negozianti di un foglio di calcolo preparato dai tecnici dell’azienda produttrice, in modo che inserendo i dati antropometrici del cliente, gli si consegni una bici col corretto attacco manubrio. Smontare e sostituire un attacco è un’operazione talmente semplice e rapida, che davvero la bella figura che si farebbe sarebbe praticamente a costo zero. E’ il caso ad esempio di bici con avantreno troppo sollevato a causa di una forcella con escursione “importante”, laddove per un biker “non gigante” vale la pena rinunciare a 20mm di escursione per avere una mtb meglio dimensionata (anche perché le forcelle da xc hanno specie negli ultimi anni incrementato escursione e conseguente lunghezza degli steli, con modelli da 130mm con cui fino a non molto tempo fa si faceva downhill, laddove invece 80-90mm sono ampiamente sovrabbondanti per i classici itinerari da “escursionista medio”).

Bene, tutta questa introduzione ci è servita a ricordare quanto sia importante tenere bene a mente alcuni punti fondamentali per avere la bici “giusta”, e non ritrovarsi invece a spendere cifre importanti per mtb magari accessoriate con componenti placcati in oro, ma con geometrie sballate che la rendono efficiente come una carriola.

Ora, siccome qui nell’hangar queste norme che abbiamo ripassato sono il nostro a-bi-ci, la mountain bike allestita per Daniela è stata cucita nella nostra sartoria in modo che le vestisse perfettamente.

Il risultato è quello che potete vedere di seguito nelle fotografie, cui eviterò di aggiungere commenti perché il ripasso di meccanica ciclistica fatto qui sopra ha già messo alla prova la vostra pazienza.

Mi limiterò pertanto a dare giusto un cenno sulle caratteristiche della mtb.

La base è una Bulls SL500 con un telaio molto leggero, di appena 1600g. Il fatto che sia di ottima qualità, lo rende adatto ad accogliere componentistica di alta gamma. Questa sarà un’opzione per un eventuale aggiornamento futuro, mentre per il momento Daniela ha optato per un allestimento interamente di media gamma, incentrato sul gruppo Shimano Deore, in modo da portare il prezzo chiavi in mano sotto i 400€ (per l’esattezza, a 375€).

Considerando che una mtb nuova così allestita costa circa il triplo, e che con la revisione di ogni singolo pezzo questa Bulls è meccanicamente (ma anche esteticamente) in condizioni pari al nuovo, si è decisamente riusciti ad ottimizzare la spesa grazie alla scelta mirata dei componenti.

Il risultato estetico, oltre a quello meccanico, è stato davvero pregevole, e qui va riconosciuto che il tocco femminile si sente, dato che le ruote rosse sono state una ben precisa richiesta di Daniela che ha valorizzato notevolmente il risultato complessivo.

Ma adesso, basta chiacchiere e diamo la parola alle immagini.

Buona visione, ci sentiamo al prossimo allestimento

Stefano Tuveri – Stormo Bi(ke)plani




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