MARIN PINE MOUNTAIN: IL DIALOGO DA CUI NASCE IL PROGETTO

vai all’indice

Quelli che seguono sono i passaggi più importanti (ovvero, che contengono informazioni e considerazioni utili per chi frequenta il sito) dello scambio di mail col biker che ha richiesto l’allestimento. Questa sorta di chiacchierata informatica è fondamentale per progettare la mtb che “vesta” perfettamente il suo futuro padrone



Buongiorno, grazie per aver messo un po’ di chiarezza nelle mie sensazioni dopo la prova di una Cube Carbon 29. Sono stato felice possessore di una Trek anni 90 e un’Esperia Montana credo fine 90 che possiedo ancora. Vorrei farmi un regalo. Chiedo se avete un telaio iconico, che ha fatto storia, particolare, ( adatto al mio fisico 180cm 89kg 47 anni) su cui costruire una mtb di alta gamma ( XT, no XTR) per intenderci, con freni v-brake e con una forcella top che si possa bloccare in salita. Vivo a Gorizia sotto le colline ciclabili bianche e qualche sottobosco. Ogni tanto porto la bici sulle vicine Alpi con peggioramento dei percorsi. Sono appassionato di meccanica, con una sensibilità più alta della media grazie alla mia professione.
Avete qualcosa da propormi?


Buongiorno, per quanto riguarda i telai, ne ho disponibili tre di alta gamma, con tubi in acciaio al CrMo a spessore variabile. Si tratta di un Trek 930 da 2200g di inizio anni ’90, un Univega Alpina da 2000g dello stesso periodo, e un Marin Pine Mountain da 2000g con tubi Columbus di inizio anni 2000 (stando alle informazioni reperite, dovrebbe essere del 2002). Ti allego le foto, così puoi fare le tue valutazioni.

Venendo alla tua richiesta, ovvero che si tratti di un telaio che abbia una sua importanza storica, senza dubbio quello dei tre che meglio risponde a questo requisito è il Marin. La Pine Mountain viene prodotta da oltre trent’anni, è presente (o meglio, è ancora uno dei modelli di punta) anche nel catalogo 2024, con telaio rigorosamente in acciaio che, dopo esser stato considerato vecchiume, viene proposto (così come da altri marchi) come un valore aggiunto (cosa peraltro su cui concordo pienamente). Su questa pagina trovi uno dei modelli 2024, in questo caso con allestimento di gamma medio alta (notare il prezzo, nonostante la forcella sia di gamma media): https://www.marinbikes.com/ww/bikes/2023-pine-mountain-2-2

IMG_20240229_103020m

Riguardo alle tue quote antropometriche, tutti e tre i telai sono adatti (Trek e Univega hanno orizzontale virtuale di 575mm, Marin di 590mm).

Passando all’allestimento di alta gamma, una Marzocchi Corsa LT, andrebbe benissimo per le tue esigenze (in hangar dovrebbe arrivarcene una proprio nei prossimi giorni, ti terrò aggiornato), ma eventualmente ci sono anche altri modelli (sempre Marzocchi) disponibili tra cui puoi scegliere.

Bene, per il momento dovrei aver risposto alle tue richieste. Se hai altre domande, come immagino, chiedi pure senza problemi, e se vorrai ti farò avere un preventivo dettagliato che potrai valutare

A presto, buona giornata

Stefano Tuveri


Buongiorno a Te Stefano, ho letto avidamente le preziose info riportate sul tuo sito che ripeto mi è stato molto utile per confrontare le mie sensazioni con il mercato delle bici spinte dal marketing.

Per quanto riguarda il progetto per la mia bici vada per il Marin, vada per la forcella marzocchi corsa LT e per un allestimento alta gamma. 

Io di mtb ne ho 2, una trek 820 o 720 comprata nuova più di 30 anni fa e un’Esperia Montana comperata usata a 50.000lire che uso tutt’oggi con grande piacere, ma leggermente piccola. Quindi questa bici vorrei che sia allestita senza compromessi, affinché mi accompagni fino al limite di età che obbligherà alla batteria( come scritto in un tuo articolo).

Il mio manubrio attuale e piegato con corna all’insù. Se possibile vorrei avere un manubrio cosi nel progetto…poter cambiare posizione lo trovo riposante quando concesso. Che ne pensi?

Ci sono selle che aiutano a preservare la prostata mi sembra di aver capito…quindi se vero andiamo con una cosi.

Poi cambio 3×9…..o esiste qualcosa di meglio?

freni shimano v-brake xt o xtr.

Ruote fai tu.

Pneumatici anche…

Ho misurato il cavallo con la biro in mezzo alle gambe son 80 cm.

Per la Marin puoi includere anche una forcella tradizionale? Con la mia Esperia Montana con forcella fissa ci sono stagioni, tipo inverno e autunno, in cui vado prevalentemente su strada e la forcella fissa credo che sia meglio. Che ne pensi?


Riguardo alla forcella rigida, ti consentirebbe di trasformare all’occorrenza la mtb in una “easy rider” (è il nome con cui, nel gruppo, definiamo le nostre mountain bike ottimizzate per lunghe percorrenze e viaggi, su terreni senza grosse difficoltà tecniche). Io ho due mtb (due Bianchi in acciaio), una allestita come front e l’altra come easy rider. Con queste due bici, copro tutti gli utilizzi possibili, dalle escursioni tecnicamente difficili (quelle che, secondo il marketing, non si possono affrontare senza una full da enduro) ai lunghi itinerari su asfalto e sterrato regolare (per le quali, sempre stando al marketing, sarebbe imprescindibile una gravel).

Quindi cosa penso dell’alternare le forcelle ammortizzata e rigida a seconda dell’itinerario? Senz’altro utile. Se poi volessi ottimizzare questo aspetto, allora avere come nel mio caso due bici distinte ti consentirebbe di: avere trasmissioni ottimizzate per le due bici; pneumatici adatti a ciascun tipo di terreno; assetto di guida differente. Chiaramente, son tutte cose che puoi ottenere su una stessa bici (le mie due Bianchi hanno telaio identico, quindi stessa base); il vantaggio dell’avere due bici già allestite opportunamente è quello di averle già pronte e poterle alternare con facilità.


Wow ” dialogando” con te mi vengono in mente tutte le domande a cui non riuscivo a dare risposta.

Quindi aspetto preventivo per la Marin ammortizzata e con rapporti dedicati.


Passo a descriverti come si procede col lavoro, in modo che sappia quali saranno i vari passaggi, e che possa cominciare a fornire tutta una serie di informazioni fondamentali per la “cucitura su misura”

  • la prima cosa da realizzare è l’analisi personalizzata. Vengono innanzitutto determinate le caratteristiche del “motore” del biker, che sono fondamentali per studiare la trasmissione ottimale per lui. Seguono quindi le indicazioni sui rapporti da utilizzare nelle varie situazioni (piano, salita con differenti pendenze, asfalto, sterrato con differenti gradi di difficoltà), in modo da ottimizzare il rendimento
  • si determina poi l’assetto corretto della bici, così da consentire al biker di assumere la posizione di guida che massimizzi sia il rendimento sui pedali che (dato che si tratta di una mountain bike) il controllo del mezzo
  • una sezione è poi dedicata agli pneumatici, la cui scelta, per avere la massima velocità a parità di potenza erogata, è molto più importante dei grammi (ma anche dei chili) in più o in meno, per i quali spesso ci si svena correndo dietro a soluzioni miracolistiche. In particolare, i battistrada vanno scelti in modo che siano i più adatti per i terreni cui la nostra bici è destinata. Scelti i copertoni, si passa a quella che è l’operazione più delicata tra tutte quelle che si effettuano su una bici, nonostante sia incredibilmente la più trascurata. Mi riferisco alla pressione giusta da dare agli pneumatici, che di norma viene affidata a robe tipo “gonfia molto ma non troppo” e altre perle di scienza della vaghezza, rifilate dall’amico “esperto” o dal banconista del negozio di “bici, scienza e affini”. Ho cominciato a studiarci sopra, realizzando un modello matematico che rappresentasse il comportamento di uno pneumatico che rotola su terreni con diversi livelli di irregolarità, quasi dieci anni fa. Questo lavoro, sviluppato negli anni, mi consente di determinare le pressioni giuste per qualunque situazione
  • sono poi presenti altri paragrafi, apparentemente “minori”, ma fondamentali per ottimizzare una bici. Trovi un esempio di analisi personalizzata, scaricabile in pdf, qui

Bene, l’analisi personalizzata sarà quindi la base per progettare e allestire la mountain bike “migliore per te”. Per effettuarla, come ti ho accennato prima, mi occorrono i dati che ti indico di seguito:

  • misure antropometriche: statura e peso li ho già (180cm e 89kg); dovresti invece verificare l’altezza cavallo. Io utilizzo questo metodo: mi siedo per terra con una parete davanti, e distendo le gambe poggiando le piante dei piedi (scalzi) contro il muro. Misuro la distanza tra il muro e l’osso iliaco, pressando il metro (flessibile, ovviamente) contro l’osso (pressando forte, che è ciò che non si fa le prime volte, falsando la misura). La correttezza di questa misura è fondamentale per dare alla mountain bike la geometria giusta
  • capacità atletiche: l’ideale è avere la velocità media che si tiene in un’uscita di due ore lungo un itinerario piano su asfalto, affrontata a ritmo sostenuto (ovvero al massimo delle proprie capacità). In questo modo, si riesce a determinare con precisione la “cilindrata” del biker. Se non si ha la possibilità di rilevare questo dato (la velocità media) in queste condizioni, vanno bene anche i dati relativi a un itinerario con dislivelli (preferibilmente su asfalto), e sarà comunque possibile estrapolare il valore della cilindrata (in questo caso con un errore possibile di pochi punti percentuali, che comunque non influisce sulla determinazione della trasmissione ottimale, dato che le differenze tra i numeri dei denti di pignoni adiacenti sono superiori al 10%)

Passiamo al concreto. Innanzitutto il tuo livello d’allenamento in bici. Come dico agli amici del nostro gruppo che sono agli inizi con l’attività di un certo impegno, vedrai che ti meraviglierai della rapidità con cui migliorerai le tue prestazioni, sia in termini di velocità che di lunghezza degli itinerari. L’importante è essere costanti, e con due uscite a settimana fatte a buon ritmo, in tre mesi passerai da brevi itinerari di un’ora a 15-18km/h in piano, a escursioni di diverse ore, con velocità di 24-26km/h. Circa dieci anni fa, un caro amico che aveva deciso di fare mountain bike, in tre mesi era passato dalle uscite “low speed” (così definivo le brevi escursioni fatte per i “nuovi”) al fare insieme a me e altri due amici un viaggio in Umbria, con tappe da 100km e 1000m di dislivello positivo. Glielo avessi detto tre mesi prima, non ci avrebbe mai creduto. Per avere un miglioramento così rapido, poi, è molto importante la pratica precedente di altre attività sportive, e il nuoto ti sarà di grande aiuto.

Cosa comporta tutto questo? Che l’analisi personalizzata verrà fatta considerando quelle che saranno le tue capacità atletiche tra qualche mese, e questo varrà in particolare per il dimensionamento della trasmissione della tua mtb, dato che le tue attuali capacità verranno rapidamente superate.

Per quanto riguarda la possibilità di ridurre il costo complessivo, vediamo cosa si può abbassare di gamma tra i componenti senza avere penalizzazioni eccessive.

Partendo da un allestimento di alta gamma, sicuramente è conveniente non ridurre di qualità la trasmissione. Fluidità e precisione nelle cambiate, unite alla robustezza dei componenti, fanno la differenza. L’unico componente su cui si può derogare è la guarnitura, per cui possiamo installarne una Shimano Alivio di media gamma al posto della XT.

Sulle ruote un compromesso è accettabile, per cui al posto delle Mavic con mozzi XT possiamo montare delle Rigida Zac19 con mozzi Shimano Deore, che son comunque delle valide media gamma.

Passando alla forcella ammortizzata, e rinunciando alla Marzocchi, io ti consiglio comunque di non passare a una rigida, perché su fondi irregolari l’avantreno ammortizzato fa una grande differenza. Si potrebbe montare una Manitou Skareb, che è una media gamma, oppure una Suntour XCT V2, che è un’onesta forcella base comunque affidabile. Entrambe hanno la possibilità di blocco, per cui su asfalto puoi trasformarle in rigide.

Di seguito ti riporto il preventivo, con alcune opzioni tra cui scegliere. Da notare il valore di mercato che hanno raggiunto al momento i telai in acciaio, quando solo un paio d’anni fa non li voleva nessuno neanche gratis.

ALLESTIMENTO DI ALTA GAMMA MTB

(tra parentesi il valore dei componenti al prezzo del nuovo):

  • Telaio Marin Pine Mountain “Limited”, peso 2000g (1500€)
  • ruote Rigida Zac19 con mozzi Shimano Deore (150€)
  • serie sterzo WTB (40€)
  • freni Shimano LX (60€)
  • manubrio (30€)
  • reggisella
  • stringisella
  • portaborraccia
  • forcella Suntour XCT V2 (80€) / Manitou Skareb (250€)
  • attacco manubrio (30€)
  • manopole – nuove (8€)
  • pedali (15€)
  • guarnitura Shimano Alivio (70€)
  • movimento centrale Shimano (15€)
  • comandi cambio Shimano SLX (70€)
  • leve freno Shimano LX (30€)
  • deragliatore Shimano SLX (40€)
  • cambio posteriore Shimano XT (80€)
  • sella – nuova (30€)
  • cassetta 9v Shimano – nuova
  • catena 9v – nuova (15€)
  • copertoni Michelin – nuovi (30€)

Il prezzo “chiavi in mano” per la mtb allestita con questa componentistica è pari a 540€ con la forcella Suntour e 600€ con la Manitou

Se poi si vuole portare l’intera componentistica all’alta gamma, di seguito i componenti che è possibile implementare, e il relativo aumento di prezzo:

  • forcella Marzocchi Corsa LT (500€) +180€
  • guarnitura Shimano XT (210€) +70€
  • ruote Mavic Xm317 con mozzi Shimano XT (210€) +80€

Ciao Stefano, pensavo che tra un telaio Columbus e un telaio Esperia essendo tutti e due in ferro non avessero grandi differenze. Mi fido di quelli che mi dici. 

Ora facciamo una bici bella e funzionale. Con il colore nero, il cambio, freni, cerchi in alluminio, con le U sul manubrio per alzare la presa durante le pause….che ne pensi?  Il contrasto nero grigio mi piace. Sella e manopole in cuoio se non ce le hai mi dici dove comperarle e le prendo io. Sarebbe ottimo avere la forcella rigida  e in un secondo tempo una ammortizzata top di gamma; un occasione con un buon prezzo, me la puoi spedire in un secondo momento.

Insomma trovare il compromesso qualità prezzo….


Sulla Marin, ti scrivo di seguito, sempre in modo schematico:

  • telai in acciaio: non sono tutti uguali. I più economici sono in acciaio comune (ovvero ferro + carbonio). Poi ci son quelli in acciaio alligato (l’acciaio Columbus è uno di questi) con elementi che ne migliorano le caratteristiche meccaniche, quali il cromo e il molibdeno (e in alcuni si utilizza anche il vanadio). Infine, i migliori sono quelli in acciaio alligato a spessore variabile, ovvero assottigliato laddove deve sopportare sollecitazioni più basse. Il telaio della tua Esperia è il classico telaio delle bici economiche, con un peso di circa 3,2-3,4kg in taglia M. Il telaio della Marin è un telaio di alta gamma che, grazie alle migliori caratteristiche meccaniche dell’acciaio e agli spessori variabili, pesa 2kg in taglia L. Ma non è solo una questione di peso, perché in questi telai è migliore la qualità delle saldature, e inoltre sono sottoposti a un trattamento superficiale che li protegge dall’ossidazione. Come ti avevo segnalato, oggi questi telai son stati nuovamente valorizzati dal marketing (in questo caso giustamente, perché non c’è paragone tra la qualità complessiva di un telaio in acciaio e uno in alluminio o in fibra di carbonio), e hanno un prezzo che supera i 1000€
  • componentistica: quella che ti avevo elencato nel preventivo è tutta già disponibile in laboratorio. Anch’io trovo esteticamente valido l’accostamento nero-grigio (e/o argento), farò un assemblaggio provvisorio (ovvero giusto applicando i componenti) e valuteremo insieme “l’effetto che fa”. Il costo complessivo lo conosci già, è quello del preventivo; una volta che saremo arrivati alla scelta della configurazione definitiva della bici, passeremo all’allestimento
  • manopole e sella in pelle: per le mountain bike non si utilizzano, e non vengono prodotte, manopole in pelle. Si utilizzano invece altri materiali che massimizzano l’aderenza, specie in caso di sudore o di mani umide per i più svariati motivi (a partire dalla pioggia). Fino a una decina di anni fa, invece, i vari marchi producevano selle rivestite in pelle (erano di norma le “top di gamma”). Adesso invece son passati tutti ai materiali sintetici
  • appendici al manubrio: si, faranno parte dell’allestimento

Io ti suggerisco, a costo di andare contro quello che sarebbe il mio interesse, di partire intanto con l’allestimento “easy rider”, e quindi con forcella rigida. Nel frattempo, io farò la revisione integrale della Marzocchi, che comunque andrà fatta in ogni caso, che la prenda tu o un altro. Avrai modo di vedere la Marin equipaggiata sia con forcella rigida che ammortizzata, in modo da fare anche delle considerazioni estetiche. Inoltre, potrai prenderti tutto il tempo per valutare se fare della Marin una front, oppure una “easy rider”.

Tieni conto, ma avremo modo di parlarne abbondantemente più avanti, che la easy rider è una mountain bike con una personalità tutta sua. E’ chiaro che, se devi buttarti a 50 all’ora in discesa su pietraia, la front ti risparmia di frequentare ortopedici per i mesi a seguire. Ma se devi fare lunghi itinerari su fondi stradali mediamente buoni e senza tratti particolarmente sconnessi, allora la easy rider è quanto di meglio possa esserci.

Per cui prenditi tutto il tempo che ti occorre per fare le tue valutazioni. La Marzocchi è qui (e altre ne stanno arrivando), e in qualunque momento potrà essere installata sulla Marin



Bene, questo è stato il dialogo col biker, adesso non resta che andare a vedere il risultato concreto che ha fatto seguito a questa progettazione teorica, e che sarà l’argomento del prossimo articolo

Stefano Tuveri – Stormo Bi(ke)plani

Lascia un commento