DIAMO I NUMERI (8) – LE EBIKE: BICICLETTE SUPPORTATE DAL MOTORE O MOTOCICLETTE SUPPORTATE DAI PEDALI?

In questi ultimi anni sono andate sempre più diffondendosi le ebike, aggiungendo una nuova tipologia di persone a quelle (escursionisti, motocrossisti, cercatori di funghi, cacciatori, bracconieri, biancaneve e i sette nani) che i biker erano abituati a incontrare lungo sterrate e single track. E’ un fatto oggettivo, infatti, che una persona che fa sacrifici per avere una condizione atletica che gli permetta, ad esempio, di raggiungere una vetta panoramica sputando fatica e polmoni, sia diversa da uno che sostituisce quel sacrificio con un motore da 250W che lo porti sulla stessa vetta pedalando al posto suo.

20150418_144147Neppure i biker più “tolleranti” riescono a esimersi dall’esprimere giudizi tecnici, atletici e morali (ovvero riguardanti il modo di vivere l’escursionismo), ma noi in questo articolo affronteremo l’argomento da un altro punto di vista (che, come vedremo, darà poi la possibilità di esprimere pacatamente i suddetti giudizi in modo oggettivo).

In quest’analisi, infatti, determineremo dati alla mano se l’ebike è una bicicletta supportata da un motore, o invece una motocicletta  supportata dai pedali.

Per far questo, prenderemo in considerazione varie situazioni e calcoleremo, per ciascuna, quanta potenza arriva dal motore e quanta dalle gambe. A quel punto, saremo in grado di conoscere le effettive “capacità atletiche” dell’ebiker e, come conseguenza, vedremo se sono più vicine a quelle di un escursionista o di un passeggiatore casa-bar-edicola.

20180204_112838Cominciamo la nostra analisi considerando i “dati di targa” del motore elettrico. La normativa europea pone un limite di potenza di 250W. In Svizzera il limite è di 500W, potenza con cui una mtb con un biker di 70kg potrebbe viaggiare, con la sola spinta del motore, a oltre 40km/h! Negli Stati Uniti, questo limite arriva fino a 1000W, potenza con cui un biker di 70kg raggiungerebbe una velocità di 55km/h!!

Alla luce di questi dati, mi pare chiaro come in paesi come Svizzera o Stati Uniti le ebike siano oggettivamente delle motociclette elettriche con sembianze da bicicletta.

La maggior severità del limite posto dall’Unione Europea potrebbe far pensare che, in ambito UE, il motore elettrico svolga un ruolo di supporto secondario.

rally 00Vediamo allora di esplicitare a cosa corrispondono 250W. Dividendo i 250W per il peso di un biker, supponendo questo sia pari a 70kg, e considerando che a causa del rendimento del motore una parte dell’energia viene dissipata in calore, si ottiene una potenza specifica di 2,9W/kg.

Ci chiediamo cosa sia possibile fare avendo a disposizione una tale potenza specifica. Vediamo quindi alcuni esempi: in pianura, con 2,9W/kg si viaggerebbe a 28km/h su asfalto e a 25km/h su sterrato regolare. Su una pendenza del 10%, ci si arrampicherebbe a 7km/h. Tutto questo solo grazie al motore, senza alcun contributo delle gambe.

Chiaramente, il motore elettrico necessita di una batteria. Utilizzandone una da 500Wh (ovvero un classico modello medio da ebike, anche se spesso si arriva a capacità più che doppie e con supporto di power pack), si potrebbe viaggiare con le prestazioni indicate sopra (28km/h in piano e 7km/h in salita al 10%) per un tempo pari a 2h (due ore!!).

Chiaramente, usata in questo modo l’ebike sarebbe prettamente una moto elettrica, e la giusta obiezione è che un’escursione ha mediamente una durata ben più lunga di due ore, per cui l’energia della batteria da sola non basta, e l’ebiker deve contribuire con la sua pedalata al moto della bici.

Quanto faremo di seguito è quindi determinare, analizzando alcune situazioni reali, in che posizione si colloca l’ebiker all’interno dell’intervallo i cui due estremi sono il biker “puro” (che poi è il biker e basta) da una parte, e l’elettromotociclista dall’altra.

Partiamo subito con un esempio emblematico, suggerito dal fatto che quest’estate ho visto degli operatori proporre l’escursione in ebike a Cala Luna, il che rappresenta la classica situazione in cui si vuole rendere alla portata di tutti quello che è un raid letteralmente leggendario per un biker “a trazione umana”. La diffusione dell’ebike sta infatti ingolosendo gli operatori del settore (tour operator, associazioni, guide ecc.), che hanno fiutato la possibilità di guadagnare vendendo a una platea molto più vasta l’accesso a degli autentici paradisi. Questo però è destinato a riproporre in chiave ciclistica quello che sta vivendo l’alpinismo, emblematicamente rappresentato dalle code e gli ingorghi nelle surreali “spedizioni” Himalayane. Indi, va scongiurato!..

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L’escursione a Cala Luna, che prenderemo a riferimento per la nostra analisi, è alla portata di un biker mediamente allenato, intendendo come tale chi sia in grado di erogare una potenza specifica di almeno 3-3,2W/kg quando pedala continuativamente per 2h (il che, per dare dei riferimenti più concreti, equivale ad andare per 2h a oltre 27km/h in piano su asfalto). Lungo l’itinerario per Cala Luna (circa 60km e 1400m d+), questo biker preso a riferimento deve dosare le proprie energie (dato che, per le sue capacità, saranno necessarie circa 5h di pedalata effettiva, oltre alle pause, e quindi un tempo decisamente superiore alle 2h), ed analizzando l’erogazione della sua potenza specifica si ricava come questa debba essere pari a 2-2,2W/kg per tutta la durata dell’escursione (salvo ovviamente nelle discese).

Analizzando poi l’energia consumata durante l’escursione, si ricava che per raggiungere Cala Luna sono necessari 2300-2350kJ.

Adesso possiamo vedere cosa accade nel caso questo biker sia affiancato da un ebiker la cui bici sia equipaggiata con un motore da 250W alimentato con una batteria da 500Wh. Tenendo conto del rendimento del motore (per cui una parte dell’energia contenuta nella batteria va perduta), si ha che l’energia meccanica effettivamente a disposizione dell’ebike è pari a circa 1500kJ, ovvero il 65% dell’energia totale necessaria per completare l’itinerario (il che significa che l’ebiker dovrà metterci solo il 35% dell’energia totale).

DSC01804Supponiamo che si risparmi il 20% della batteria per evitare sorprese (altrimenti, ritrovarsi a dover spingere una ebike da 23kg sui 5km di pietraia che precedono la discesa finale verso il mare, potrebbe essere un’esperienza leggermente sgradevole). A quel punto, l’energia disponibile si riduce a 1200kJ, che è comunque più della metà dell’energia totale necessaria).

Con questi dati, possiamo quindi affermare che la metà della potenza specifica erogata durante l’itinerario (che abbiamo visto essere di 2,2W/kg) è fornita dal motore elettrico, e solo la restante metà, pari a 1,1W/kg, è erogata dalle gambe dell’ebiker.

Quest’ultimo dato è molto importante, perché ci permette di conoscere quali siano le effettive capacità “atletiche” di questo ebiker.

Con l’analisi dei dati, partendo dagli 1,1W/kg erogati nelle 5h di percorso verso Cala Luna, possiamo ricavare la potenza specifica che questo ebiker è in grado di erogare quando pedala per un tempo pari a 2h. Otteniamo un valore pari a 1,30W/kg, che gli consente di pedalare a una velocità, in piano, di 18km/h su asfalto e di 15km/h su sterrato regolare.

Questi ultimi dati, e in particolare le due velocità, ci descrivono piuttosto chiaramente quali siano le effettive capacità “atletiche” di questo ebiker, ed evidenziano quanto vengano amplificate dalla presenza del motore elettrico (grazie al quale ha potuto pedalare fianco a fianco con un biker mediamente allenato che, come detto prima, è in grado di viaggiare a oltre 27km/h in piano per 2h).

Abbiamo infatti tutti presente cosa significhi pedalare a 18km/h su asfalto: è praticamente la velocità con cui ci si sposta in paese quando si va a fare la spesa con la bici col cestinetto anteriore. Una situazione quindi ben lontana da una sia pur modesta prestazione atletica, e classificabile al massimo come passeggiata.

C’è da chiedersi allora se le varie associazioni, guide e agenzie che propongono escursioni in ebike su itinerari impegnativi come quello che porta a Cala Luna, siano consapevoli di portare persone in simili condizioni fisiche, e se soprattutto trovino questo normale.

Se poi consideriamo che ci sono in commercio batterie con capacità più che doppia rispetto a quella che abbiamo preso in considerazione, e che consentono di abbassare ulteriormente l’asticella del livello “atletico” degli ebiker da portarsi appresso in escursione, ci rendiamo conto che tutto questo sconfina abbondantemente nell’incoscienza (o irresponsabilità, che è lo stesso)

Il rischio, nel voler monetizzare a tutti i costi le bellezze naturali, è quello di perdere di vista i capisaldi del buonsenso. Perché apparentemente l’ebike sembra una sorta di strumento di  “emancipazione delle masse”, che consente a tutti di avere quello che fino a ieri era “privilegio” di pochi.

Per quantificare in modo ancor più completo la situazione, vediamo di analizzare rapidamente altre situazioni, considerando sempre una ebike con motore da 250W e una batteria da 500Wh.

20171230_094125(3)Consideriamo una classica escursione di 40km e 1000m d+. Supponiamo che l’itinerario venga percorso in 3h di pedalata effettiva (più le pause), tempo alla portata di un biker con una buona condizione atletica, come quello considerato per l’escursione di Cala Luna (che in questo caso, escludendo chiaramente i tratti in discesa, erogherà una potenza specifica di 2,7W/kg). Consideriamo differenti consumi della batteria, e ricaviamo per ciascuna situazione quali sono le caratteristiche “atletiche” dell’ebiker che pedali allo stesso passo di questo biker:

consumo del 50% della batteria da 500Wh: l’ebiker eroga 1,3W/kg (ovvero  il 46% della potenza complessiva, col motore che fornisce il restante 54%) che corrispondono a una condizione fisica che, in piano su asfalto, consente di viaggiare a 18km/h per 2h

consumo del 70% della batteria: l’ebiker eroga 0,7W/kg (pari al 26% della potenza complessiva) che, in piano, corrispondono a viaggiare a 12km/h per 2h

consumo del 90% della batteria: l’ebiker eroga 0,1W/kg (pari al 5% della potenza complessiva)  che, in piano, corrispondono a viaggiare a 2km/h per 2h (è evidente come, in questo caso, il contributo dell’ebiker sia pressochè nullo e l’ebike venga utilizzata come una moto elettrica)

Va da se che, se l’escursione dovesse essere affrontata con un ritmo più basso, ai tre consumi di batteria considerati corrisponderebbero, da parte dell’ebiker, erogazioni di potenza ancora più basse.

Dai risultati ottenuti, se nel primo caso abbiamo un ebiker con condizione fisica analoga a quella dell’ebiker dell’escursione a Cala Luna, negli altri due il termine “condizione fisica” suona quantomeno ironico, dato che 12km/h è inferiore alla velocità con cui pedala un bambino di sei anni con la sua biciclettina (e 2km/h è una velocità che non necessita di alcun commento).

Alla luce dei numeri che abbiamo ottenuto, è evidente come sia fondamentale avere ben chiari quali sono i limiti di un ebiker, perché il fatto di potersi spingere laddove arrivano i biker più forti potrebbe farli perdere di vista. Sono limiti fisici, tecnici e mentali, che è bene non dimenticare mai.

20140516_134443(4)I primi limiti, quelli fisici, possono essere illusoriamente superati tramite un motore elettrico, come abbiamo visto nell’analisi precedente. Illusoriamente perché la mountain bike è fondamentalmente una disciplina fatta di imprevisti, che crescono esponenzialmente all’aumentare della difficoltà del percorso. Così, se ci si dovesse trovare (e ci si trova!) a scendere dalla bici e spingerla in salita, è ben  diverso  trascinarsi a piedi 10-13kg di mountain bike o 23-25kg di ebike (soprattutto per una persona che, come visto, atleticamente ha grossi limiti). Fintanto che si pedala su asfalto o su sterrate con fondo regolare, procedere a spinta può capitare quasi esclusivamente se la batteria si scarica prima dell’arrivo (il che può essere evitato dosandola opportunamente). Su un’escursione impegnativa, invece, capiterà di dover spingere anche con motore e batteria efficienti. Giusto per capirci, una salita con pendenza al 15% e fondo stradale con irregolarità, richiede una potenza sui pedali di circa 4,3W/kg a 6km/h (a velocità inferiori, alla prima pietra che si urta ci si pianta e si perde l’equilibrio). Questa potenza è superiore a quella massima che può essere erogata da motore+ebiker (che nel nostro caso è pari a non più di 4W/kg), e quindi l’ebiker è costretto a spingere. Ora, salite al 15% con fondo irregolare sono la norma in qualunque escursione di media difficoltà (su cui, non di rado, anche i biker con buon allenamento devono procedere a spinta), e spesso hanno lunghezze superiori al chilometro. Immaginiamo quale emozionante esperienza sia spingere un’ebike su una rampa di 1km al 15% (ma anche 2-300m sono sufficienti per provare brividi inenarrabili). Tralasciamo poi il caso di salite su pietraia come quelle lungo il percorso per Cala Luna, impossibili da pedalare anche per i biker più allenati.

CL 01Passiamo poi ai limiti tecnici, partendo da una considerazione: la tecnica la si impara andando in mtb, non guardando video su youtube; più si va in bici e più si acquisisce tecnica. E’ chiaro che un ebiker, che ha una carente condizione fisica proprio perchè non si allena molto, ovvero usa poco la bici, avrà delle capacità tecniche direttamente proporzionali (ovvero anch’esse carenti). Anche in questo caso, finchè si pedala su asfalto o su fondi stradali in buone condizioni, le lacune tecniche possono venir mascherate dal fatto che è richiesta una guida semplice (sperando sempre che non accadano imprevisti, perché a quel punto la capacità di controllare la mtb fa la differenza tra stare in sella e finire a terra). I problemi arrivano quando le difficoltà tecniche del percorso aumentano. Senza bisogno di scomodare itinerari come quello per Cala Luna, classificato come “tecnicamente molto impegnativo” (con tratti come i 5km di discesa finale che sono alla portata solo di chi ha un’ottima tecnica, e che un ebiker con carenze specifiche farebbe interamente a piedi con 23kg di ebike da trascinarsi dietro), i problemi ci sarebbero in qualunque escursione di media difficoltà. Una qualunque discesa su sterrato può presentare sassi sporgenti, solchi scavati dall’acqua o altre irregolarità, che diventano delle trappole per chi non abbia sufficiente padronanza del mezzo, e in questo caso il rischio non è quello di dover spingere la bici, ma di finire a terra.

CL 11Gli ultimi limiti, i più importanti, sono quelli mentali, e sono quelli che distinguono, anche quando non è in sella, chi raggiunge un obiettivo con le proprie forze da chi lo fa col classico “aiutino”.

Lo sport è sacrificio, la mountain bike è sacrificio, e per sopportare la sofferenza che il sacrificio comporta ci vuole una grande forza mentale. E questa forza, che ciascuno di noi ha come potenzialità, si riesce a tirarla fuori quando si ritiene che, molto banalmente, “ne valga la pena”. Chi, prima dell’avvento delle ebike, non pensava neanche lontanamente a fare sacrifici per praticare la mountain bike, molto semplicemente riteneva che “non ne valesse la pena”. Questo significa due cose: la prima è che non ha sviluppato quella forza mentale indispensabile per affrontare ambienti selvaggi e imprevedibili; la seconda è che per lui attraversare quelli che per un biker sono degli autentici paradisi naturali, non vale sacrifici che vadano oltre il minimo sindacale necessario per passeggiare senza gran fatica.

Non aver sviluppato un’adeguata forza mentale significa non essere in grado di fronteggiare i momenti difficili che prima o poi capitano in escursione (un temporale improvviso, la perdita del sentiero, un incidente serio), finendo preda del panico ed esponendosi così a grossi rischi perché, non dimentichiamolo, la mountain bike è una disciplina rischiosa (e il coraggio non te lo ricarichi con una pila da 500Wh).

S2790036Considerare i paradisi naturali come non meritevoli di sacrificio che vada oltre quello per una banale passeggiata, significa non essere in grado di apprezzare nel profondo la bellezza della natura, risultando così un corpo estraneo della cui compagnia in escursione si può fare volentieri a meno.

Ecco perché, dopo quanto abbiamo visto, l’idea che Cala Luna, magari in quelle meravigliose giornate del mese di maggio, in cui esplode la primavera avvolgendo tutto coi suoi colori e profumi, possa essere raggiunta da allegre carovane di elettromotociclisti giulivi, penso sia uno dei peggiori incubi per chi ama quei luoghi.

Per chiudere la nostra analisi dopo aver mostrato, dati alla mano, il fatto che un biker e un’ebiker sono due cose diverse, entrambi rispettabilissimi a patto che non occupino contesti che non gli appartengono (o meglio, cui loro non appartengono), completiamo il discorso andando a vedere quando e dove ha senso l’utilizzo dell’ebike.

– Sicuramente l’ebike è utile per tutti quei biker che, superata una certa età, vogliano comunque continuare a percorrere itinerari impegnativi. In questo caso i limiti sono anagrafici, e quelli fisici ne sono una naturale conseguenza, ma chi ha praticato la mountain bike per una vita non ha certo limiti tecnici e tantomeno mentali. Il motorino elettrico in questo caso è quindi un valido e opportuno supporto.

L’ebike è poi un ottimo strumento per muoversi in ambito urbano, in particolare laddove ci siano pendenze di una certa entità, consentendo a persone non allenate di lasciare l’auto o lo scooter in garage. Tra l’altro, ci guadagniamo tutti in termini di minor inquinamento e traffico, come mostrano le grandi città nordeuropee in cui le strade sono più libere perfino di quelle dei nostri piccoli paesi.

– Per il resto, in ambito escursionistico è fondamentale quanto visto sopra, ovvero non pensare che basti un motorino elettrico per trasformare chi passeggia in bici in un atleta. Questo significa che un ebiker che pratica l’escursionismo è bene che si ricordi di quali sono i suoi limiti, e scelga degli itinerari adatti alle sue capacità.

20140516_134443(4)Chiudiamo con una nota riguardante il fatto che ormai, durante escursioni, raduni e manifestazioni, capita spesso di pedalare fianco a fianco a degli ebiker. Quando si pedala sulle proprie gambe e si sputano fatica e polmoni, si raschia il fondo delle proprie energie per evitare di mettere i piedi a terra. Trovarsi, in queste situazioni, fianco a fianco con un panciuto ebiker teletrasportato direttamente dal suo divano di sky tv, o in cerca di emozioni alternative alle sue regate in barca a vela, e che magari ti supera fresco come una rosa, è gradevole come quando, mentre stai crepando di sete, qualcuno si scola beatamente davanti a te un litro di acqua fresca. La mountain bike è fatta di gambe, ma anche e soprattutto di delicati equilibri psicologici: sicuri che sia una buona idea, specie nelle manifestazioni dedicate alla mtb (sempre più numerose), far correre insieme biker ed ebiker, salvo quelli giustificati da limiti anagrafici? Il bello del pedalare insieme è che si ha qualcosa in comune da spartire, fatica in primis. Un biker e un ebiker, laddove la fatica è l’elemento principale, non hanno proprio niente da spartire. Io capisco che, chi ha fatto dell’organizzazione di eventi in mtb la sua professione, abbia come obiettivo incrementare i propri guadagni. Forse però è arrivato il momento di porsi qualche regola di buonsenso prima che la situazione degeneri. Come detto prima, le file grottesche di alpinisti inadeguati sull’Himalaya (ma anche sulle principali vette alpine) dovrebbero servire da monito. L’avventura non si vende, la si può solo conquistare con le proprie forze. E chi non è in grado, è bene abbia l’umiltà e il buonsenso di prendere atto dei propri limiti e adeguarvisi

Stefano Tuveri

(ingegnere e progettista/collaudatore meccanico)

2 pensieri su “DIAMO I NUMERI (8) – LE EBIKE: BICICLETTE SUPPORTATE DAL MOTORE O MOTOCICLETTE SUPPORTATE DAI PEDALI?

  1. Caro Stefano,
    ho 71 anni, dai 45 ai 60 ho pedalato su mtb “muscolare” anche su percorsi impegnativi, poi età e impegni di lavoro mi hanno allontanato dallo sport (e mi sono appesantito). la scoperta della ebike in quest’ultimo annp, con la possibilità di dosare la quantità di assistenza del motore elettrico mi ha consentito di riprendere l’attività fisica (e di perdere peso migliorando il tono muscolare). Così che ora sto meditando di aggiornare la mia full muscolare da 26, e riprendere a pedalare senza motore sui percorsi di prima (almeno i piu semplici).
    Debbo però ringraziare la ebike: senza non ci sarei riuscito.
    Anche questo -che è un innegabile vantaggio- deve essere incolonnato sulla somma.
    Non credi?
    Bruno.
    p.s.: complimenti per gli articoli, documentati, esaurienti e del tutto condivisi

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    1. Caro Bruno, grazie innanzitutto per l’attenzione dedicata al mio aticolo.
      Parto da una premessa, così si capisce il mio “atteggiamento” verso l’ebike: nel nostro gruppo ci sono due ebiker, che tra l’altro hanno preso l’ebike per motivi simili (quasi identici) ai tuoi. Questo per dire che il mio considerarla un mezzo diverso dalla mtb non è dovuto a una mia pregiudiziale avversione nei confronti della bici elettrica, anzi. Ogni volta che è possibile, i nostri due amici “elettrici” escono insieme a noi.
      Tra l’altro, nel’articolo, viene esplicitamente detto come, in situazioni come la tua, l’ebike è addirittura “provvidenziale”.
      Il taglio di quest’analisi è volutamente, a tratti, provocatorio, non certo verso gli ebiker, ma verso chi, attratto dalla prospettiva di una nuova fonte di guadagno in forte crescita, non si pone troppi problemi a esporre gli ebiker a qualche rischio. Parlo quindi in particolare di alcune “guide”, ma l’argomento è stato ampiamente trattato nell’articolo, e non lo ripeto.
      Lo scopo di quest’analisi però, che non per niente fa parte della categoria “Diamo i numeri”, è quello di consentire agli ebiker di conoscere le loro effettive capacità, quantificandogliele, dato che un ebiker (come ovviamente anche un biker) non ha le conoscenze scientifiche per fare da se queste valutazioni.
      E’ chiaro poi che la reazioni a un articolo come questo sono varie:
      – c’è chi si offende perchè un negoziante o una guida poco onesta gli aveva fatto credere di essere comunque atletico come un biker
      – ci son poi quei negozianti e quelle guide di cui sopra (poco onesti) che reagiscono invitandomi a farmi i fatti miei (dando così conferma del loro interesse a mantenere i propri clienti nell’inconsapevolezza; ovvero, dando conferma di essere disonesti)
      – ci sono infine quegli ebiker che leggono quest’analisi, approfittano per imparare qualcosa di nuovo da una persona che ha messo loro a disposizione, gratuitamente, la propria competenza, ed eventualmente ringraziano
      Tu Bruno fai parte della terza categoria, ovvero di coloro grazie ai quali trovo la voglia, periodicamente, di dedicare un po’ del mio tempo per condividere i risultati dei miei studi. E’ un modo di far gruppo tra persone con la stessa passione, che si tiene in piedi grazie anche alle person come te, per cui di questo sono io a ringraziarti, invitandoti a continuare a seguire queste nostre pagine
      Stefano Tuveri

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