I DOMANDONI (3) – INTERVENENDO SULLE GEOMETRIE, UNA 29” PUO’ DIVENTARE AGILE COME UNA 26”?

Questo articolo prende spunto da un’affermazione che capita spesso di sentire, ovvero che ormai, lavorando sulle geometrie, si è riusciti a rendere le 29″ agili quanto  le 26″-27″.

Nel video di mtb-mag, già preso come spunto per un precedente “domandone”, i due “collaudatori” affermano proprio questo.

Il domandone pertanto è: “ma ne siete proprio sicuri sicuri?!”

Narrano gli storici del settore che, ai primordi, questa nuova tipologia di mountain bike altro non era che una 26” con carro e forcella allungati, per poter applicare delle ruote con un diametro maggiore di ben 63mm. Questo significava aver di fatto mantenuto le stesse impostazioni geometriche del telaio, con la conseguenza di ritrovarsi un passo più lungo di oltre 6cm e un movimento centrale più in alto di circa 3cm.

Narrano le cronache dell’epoca che le prime impressioni dei biker furono quelle di pedalare su mezzi stabilissimi in rettilineo, ma testardamente restii ad effettuare le curve con una seppur piccola parvenza di agilità. Insomma, ci si era trovati a cavalcare dei paracarri.

Dopo un primo periodo di rodaggio per testare il gradimento della clientela, si decise di intervenire sulle geometrie. Infatti, la maggior stabilità delle 29” era stata apprezzata soprattutto dai biker meno abili, in quanto dava loro più sicurezza. Per contro, però, si rilevò che la bici con le ruotone andava in crisi già alle minime tortuosità del tracciato, rendendola di fatto improponibile a chi invece in mtb ci sapeva andare.

20171230_094125(3)Ecco così che è iniziato un processo, ancora in corso, di modifiche piuttosto “delicate”, in quanto qualunque cambiamento che migliori l’agilità va a scapito della stabilità, col rischio non di rendere la bici meno stabile, ma piuttosto di renderla instabile (ci sono infatti dei rapporti geometrici su qualunque bici, che sia una 18” o una 29”, determinati dalle azioni dinamiche che agiscono su di essa, e su cui lo “spazio di manovra” è minimo, pena il rendere il mezzo inguidabile).

Dopo “radicali miglioramenti” annunciati a ogni nuovo catalogo, la filosofia attuale punta a portare alcune misure fondamentali a valori pressochè uguali ai corrispettivi delle 26”.

In particolare, si è abbassato il movimento centrale, in modo che tutto il baricentro del sistema bici+biker si trovi più in basso, praticamente alla stessa altezza di quello delle 26”. Un baricentro più basso significa ridurre il momento generato dalla forza centrifuga, che tende a rovesciare verso l’esterno la bici durante una curva. Averlo abbassato di circa 3cm, rispetto alla quota del baricentro che è pari a circa un metro, significa aver ridotto questa coppia di circa il 3%. Non è granchè, ma meglio di niente (significa poter affrontare, a parità di velocità, curve più “strette” – ovvero con minor raggio – del 3%).

L’altro elemento su cui si è intervenuto è il passo delle 29”. Inizialmente su questo elemento geometrico era stato trasferito pari pari il maggior raggio delle ruote, con un incremento di circa 3cm per ruota, e quindi un passo più lungo di circa 6cm rispetto alle 26”. Poiché dal passo dipende il raggio di sterzata, questo significava che, a parità di sterzata (ovvero di rotazione del manubrio) la 29” percorreva una curva con raggio maggiore di oltre il 5% rispetto a quello di una 26”.

rally 14Per poter portare il passo delle 29” alla stessa misura di quello delle 26”, si è dovuto intervenire in modo abbastanza invasivo sulle geometrie del telaio. Si è chiuso di un paio di gradi l’angolo di sterzo (che vuol dire forcella più verticale), e soprattutto si è accorciato il carro posteriore, intervenendo sul tubo verticale del telaio (quello che ospita il tubo sella) curvandolo in modo che la ruota posteriore, spostata in avanti, abbia lo spazio per venir installata. Certo che, a tal proposito, fa sorridere quando si legge di “importanti modifiche alle geometrie” riferendosi all’accorciamento del carro posteriore di 7mm, che rapportati al passo di 110cm (ovvero 1100mm) corrispondono a un miglioramento della manovrabilità pari allo 0,6% (zero virgola sei per cento… praticamente il nulla!).

Sistemata in questo modo, la 29” potrebbe far pensare di non aver più niente da invidiare alla 26” in termini di agilità. E però a questo punto il domandone sorge spontaneo, ovvero: ma è davvero così?

Il marketing ovviamente ha messo in moto la sua grancassa, supportata da forum e riviste online sponsorizzate (del tutto casualmente,  è ovvio) dai realizzatori di cotanta innovazione.

Ed effettivamente, da un confronto statico (ovvero guardando i disegni), si ha gioco facile a dire che, vista l’eguaglianza delle geometrie, le 29” sono finalmente diventate agili quanto le 26”.

Tuttavia, se ci pensate, anche il miglioramento del 5% ottenuto accorciando il passo è poca roba, e non corrisponde certo alla differenza di agilità che un biker percepisce rispetto a una 26”. E’ evidente quindi che c’è dell’altro, come vediamo di seguito.

La fisica, infatti, è una gran dispettosa, e per rifilare i suoi tiri mancini si serve di una sua branca, la dinamica, che fa saltare in aria qualunque certezza una volta che i corpi si mettono in movimento.

E in questo caso lo scherzo è di quelli che lasciano il segno.

Infatti, quando la bicicletta si mette in movimento, non si limita a traslare, ma le sue ruote, manco a dirlo… ruotano!

Bella scoperta, si dirà! Beh, che le ruote ruotino lo sappiamo senz’altro tutti, ma che a questa rotazione sia associato un fenomeno invisibile e “misterioso” chiamato effetto giroscopico, questo magari sono molti meno a saperlo. E ancor meno sono coloro che sanno quantificare le conseguenze di questo effetto.

Di recente gli abbiamo dedicato due articoli, uno in cui lo si descrive in termini generali, e un altro in cui si analizzano le differenti conseguenze su 26” e 29”.

CL 01Vi suggerisco di leggervi quei due articoli, perché scoprirete alcune cose tanto interessanti quanto fondamentali per il comportamento dinamico di una bicicletta. Adesso però ci limitiamo a riportare quelle che sono le conseguenze dell’effetto giroscopico su una 26” e una 29”.

E le conseguenze, in termini di agilità, marcano una netta e invalicabile differenza tra questi due formati di bici. Infatti, anche dopo aver via via modificato le geometrie delle 29” fino a ottenere un passo analogo a quello delle 26”, rimane il fatto che la sua ruota anteriore oppone alla sterzata una resistenza che varia tra il 25% e il 40% in più (crescente per curve via via più strette) rispetto alla ruota da 26”.

Questa differenza è una ENORMITA’, perché la ruota anteriore è quella che determina il cambio di traiettoria (da cui dipende appunto l’agilità), e significa che una 29” ha dei tempi di reazione, quando è necessaria una sterzata rapida, superiore del 40% rispetto a una 26”. Significa essere del 40% più lenti nel cambiare traiettoria, ad esempio per schivare un ostacolo improvviso o per modificare l’assetto in curva, e costringe la 29” ad anticipare i cambi di traiettoria (ma per gli ostacoli imprevisti questo non è ovviamente possibile, il che riduce i margini di sicurezza e costringe a una maggior prudenza).

Questo è il vero demarcatore in termini di agilità. Accorciando il passo avremo anche migliorato del 5% la capacità di una 29” di iscriversi in curva, ma il limite del 25-40% di agilità in meno rispetto a una 26” rimane INVALICABILE! L’unica soluzione sarebbe… ridurre il raggio della ruota (detta così sembra una battuta, ma vedrete che, esaurite tutte le altre miracolistiche soluzioni, si arriverà anche a questa, e allora sentirete le grancasse delle riviste online coi loro scienziati plaudire a questo rivoluzionario formato ruota, il 26”!..).

Per cui, la risposta al domandone è:

NO! ANCHE VARIANDO LE GEOMETRIE DELLE 29” FINO A OTTENERE LO STESSO PASSO DELLE 26”, RIMANE UN INVALICABILE DIFFERENZA DI AGILITA’ PARI AL 25-40%

Si può tirar fuori qualunque storiella, ma l’unica risposta possibile a qualunque obiezione è: “è la fisica, baby”.

Per contro, resta invece il vantaggio per le 29” in termini di stabilità, sempre pari al 25-40%.

SS03In definitiva, la differente stabilità/agilità è l’unica differenza REALE tra 26” e 29”. Tutte le altre robe, quali maggior trazione, miglior capacità di superare gli ostacoli, maggiore impronta e altre fantasiose caratteristiche, sono state smentite su base scientifica in vari articoli su queste pagine, e vanno relegate nella categoria delle sciocchezze.

Concludendo: vi piace di più una mtb agile? Prendete una 26”-27”. Avete bisogno di una mtb stabile? Prendete una 29”. Per il resto, state pur tranquilli che, per tutte le altre caratteristiche, queste due tipologie di mtb sono assolutamente IDENTICHE!

Oddio, una differenza ci sarebbe, dato che sulle 26” top di gamma di seconda mano si spuntano dei prezzacci con cui, al più, ci si compra una 29” modello iper-base di terza mano.

Bene, e anche per questa volta abbiamo finito, ci sentiamo per il prossimo domandone.

Stefano Tuveri

(ingegnere e progettista/collaudatore meccanico)

2 pensieri su “I DOMANDONI (3) – INTERVENENDO SULLE GEOMETRIE, UNA 29” PUO’ DIVENTARE AGILE COME UNA 26”?

  1. Ciao Stefano, premesso che se vai a dirlo ai sapientoni del forum ti diranno che non capisci nulla e che i tuoi calcoli non dicono niente, bla bla bla…
    Ok, lo sappiamo, sono biker da tastiera e quindi danno per assodato tutto ciò che leggono sul forum e sulle riviste. Scommetto che si li facessi pedalare al buio il 90% di loro non sarebbe nemmeno in grado di capire se sta pedalando su di una 26/27,5/29…però scrivono…scrivono e scrivono (alcuni di loro scrivono decine e decine di post al giorno snocciolando info a 360°…ma quando pedalano? Mah…) Tornando all’agilità: sono molto contento di apprendere che la stessa dipenda principalmente dall’effetto giroscopio e che sia un limite intrinseco delle 29 rispetto alle 26. Perchè per quanto provino ad accorciare di qua e allungare di la forse si comincerà a capire che è meglio tornare indietro: cioè 29 vecchio stile (con carro lungo e sterzo più verticale) e magari a tornare a produrre qualche modello da 26…

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    1. Il problema dei forum è che avrebbero dovuto sostituire le chiacchierate “da piazza”, ovvero quelle in cui, prima della diffusione di internet, ci si scambiava informazioni pratiche.
      Quindi uno strumento utile per sapere dove vendono tale articolo a buon prezzo, come ci si trova con tal altro aggeggio appena uscito e di cui si sa poco, e altre condivisioni della propria esperienza che, come detto, prima avvenivano esclusivamente in una chiacchierata al pub o in piazza.
      Il loro campo d’azione avrebbe dovuto fermarsi lì, perchè nella vita reale nessuno si fermerebbe ad ascoltare il salsicciaro appassionato di bici che, non avendo da fare niente tutto il giorno, si mette a spiegare meccanica razionale (non è che basti chiamare “tech corner” lo spazio in cui ci si esibisce, per diventare scienziati).
      Nel momento in cui son diventati riviste pseudotecnico-scientifiche, peraltro foraggiate dagli spazi pubblicitari pagati da negozi e produttori, si son trasformati in chiacchierifici imbarazzanti.
      Cultura tecnica, informazione specifica, si acquisiscono per altra via, come è sempre stato.
      Questo è uno dei motivi per cui ho creato queste pagine.

      Quindi, stai pur tranquillo, le leggi della Fisica sono l’unica cosa che fa testo, e dicono che 26″=agilità e 29″=stabilità. Se poi uno non ci vuol credere, la cosa non mi crea alcun problema, e di conseguenza l’ultima cosa che mi interessa è perder tempo per cercare di convincerlo

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