2^ PARTE: SMONTAGGIO, REVISIONE E ASSEMBLAGGIO DELLA “NUOVA” MTB

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Dopo aver effettuato l’analisi del biker, determinato le sue caratteristiche ed esigenze e, su questa base, scelto i componenti da sostituire, siamo quindi passati al lavoro sulla mountain bike.

Una volta smontata integralmente la mtb, abbiamo revisionato ogni singolo componente che, in seguito anche a una pulitura scrupolosa, è ritornato nuovo. Una gradevole sorpresa è stato scoprire il peso piuttosto basso del telaio: apena 2130g per un taglia L, ne fanno un’ottima base su cui “costruire” una mtb di qualità.

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la mtb interamente smontata, per poter essere sottoposta a una revisione integrale

Il passo successivo è stato il riassemblaggio e quindi la messa a punto, in particolare del sistema frenante e della trasmissione.

I lavori su questa mountain bike si son quindi conclusi con il suo collaudo, dopo il quale la bici è stata consegnata al suo proprietario.

Il risultato finale è stato quello di avere una mountain bike del peso di 12,3kg + pedali, con una componentistica affidabile e una forcella performante e in grado di farci affrontare in sicurezza anche i terreni più impegnativi.

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la mtb al termine del collaudo, pronta per affrontare anche le escursioni più impegnative

Questo lavoro ci ha mostrato come, di fatto, una mountain bike non invecchi mai. L’unica cosa che richiede è la sostituzione dei componenti sottoposti a usura che, se effettuata regolarmente, si risolve nel cambio catena (che preserva dal danneggiamento i pignoni e le corone).

Complessivamente, i nuovi componenti installati ci sono costati 180€. Considerando che, chi non disponga di una mtb usata su cui effettuare questi aggiornamenti/miglioramenti, la può trovare in vendita all’economicissimo costo di 40-60€, una mtb rimessa a nuovo come la nostra Bottecchia gli verrebbe a costare complessivamente poco più di 200€.

Tutti noi sappiamo che con 200€, nel mercato del nuovo, al massimo ci si compra un catorcio da centro commerciale, mentre per un modello base la spesa è di 5-600€.

La nostra Bottecchia invece equivale a un modello che, nel mercato del nuovo, costa 900-1000€, e per descriverla lasciamo la parola alle immagini, che raccontano meglio di mille parole l’ottimo risultato ottenuto.

Chi è interessato a un lavoro analogo, ci contatti alla mail bikeplani@tiscali.it, oppure passi direttamente qui nel nostro “hangar”

Stefano Tuveri

Ingegnere e progettista/collaudatore meccanico

 

 

 

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2 pensieri su “2^ PARTE: SMONTAGGIO, REVISIONE E ASSEMBLAGGIO DELLA “NUOVA” MTB

  1. pensate che la componentistica per le 26 si troverà anche in futuro? I prezzi per ristrutturare una 26 sono proibitivi nel 2024.

    SI trovano molti componenti nel mercato cinese, copie quasi identiche dell’ originale giapponese e mi chiedo se ne valga la pena in termini di affidabilità.

    bel blog.

    claudio.

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    1. Buongiorno Claudio, in un settore in perenne cambiamento come quello della mountain bike (in cui soluzioni vendute come miracolose fino al giorno prima, vengono marchiate come inefficienti e obsolete nel volgere di una notte) una delle poche granitiche certezze è che i ricambi per le 26” continueranno ad essere disponibili col trascorrere degli anni.
      Nello specifico, non ci saranno problemi a reperire forcelle ammortizzate di alta gamma per 26” (il mercato del nuovo fornisce solo modelli di media e bassa gamma). Una forcella ammortizzata, se revisionata da una persona competente, viene rimessa a nuovo, e i pezzi di ricambio come le guarnizioni si trovano senza alcun problema (e a prezzi nella norma).
      C’è poi grande abbondanza di ruote da 26”, sia per freni v-brake che disco. Nel mercato dell’usato l’offerta supera di gran lunga la domanda, visto che col passaggio ai nuovi formati, in particolare 29”, c’è stata una sorta di rottamazione di massa. Senza troppo sforzo, si trovano ruote praticamente nuove.
      Anche per quanto riguarda le trasmissioni con tripla corona, la quantità di componentistica disponibile nel mercato dell’usato è enorme. La tripla non è chiaramente specifica delle 26”, ma con la diffusione delle monocorona, pompate dal marketing, tantissimi hanno disinstallato trasmissioni con tripla praticamente ancora nuove.
      Insomma, per concludere, mi sento davvero di garantire a tutti coloro che hanno questo dubbio (che è un dubbio instillato ad arte, e fa parte della strategia del marketing per costringere ad acquistare le sue mirabolanti novità), che reperire ricambi per le 26” sarà anche in futuro l’ultimo dei problemi.
      Detto questo, non dimentichiamoci poi che se la mtb viene trattata bene (ovvero facendole la regolare manutenzione periodica), i suoi componenti non hanno praticamente fine. A parte la componentistica realmente “di consumo”, come copertoni e catena (che peraltro è fondamentale cambiare prima che superi il limite di stiramento, proprio per non usurare corone e pignoni, che in questo modo rimarranno di fatto nuovi), tutti gli altri sono destinati a sopravviverci.
      Se poi qualcuno volesse comunque sentirsi più tranquillo, assieme alle bici che allestiamo possiamo fornire corone e pignoni di ricambio (che, se tratterete bene la bici, vi serviranno come soprammobile, ma se uno proprio li vuole non abbiamo problemi a fornirli).
      Ultima cosa: non so a chi ti sia rivolto per ristrutturare una 26”, ma posso assicurarti che presso laboratori onesti i costi sono inferiori a quelli per analoghi interventi sulle 29”, proprio per i motivi esposti sopra.
      Bene, spero di aver risposto ai tuoi dubbi, Claudio, che so bene che sono gli stessi di tanti che sono finiti tra le grinfie dei furbacchioni da banco che, se vai ad acquistare un kit per le forature, cercano di rifilarti due ruote nuove.
      Buone pedalate
      Stefano Tuveri

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