TRASFORMIAMO UNA MTB BIANCHI DEL ’99 IN UNA “FULL RIGID” DA VIAGGIO (SECONDA PARTE)

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Dopo che, nella prima parte, abbiamo descritto la mtb su cui avremmo lavorato e le modifiche da apportare, in questa seconda parte vediamo gli interventi effettuati e il risultato ottenuto.

Dopo aver completamente smontato la mtb per revisionare ciascun singolo componente, la maggior parte di questi ha richiesto giusto una manutenzione ordinaria e un’accurata pulizia.

Le “sorprese”, come normale, sono arrivate dalla trasmissione, con due componenti che hanno richiesto un’accurata revisione a causa del grasso che, incrostandosi, ha bloccato due dei componenti più delicati di una bici: il comando cambio (quello posteriore) e il corpetto ruota libera.

Queste due “avarie” sono un classico delle bici che restano ferme per tanto tempo (in questo caso, cinque anni), e in questi casi è opportuno revisionare anche i componenti analoghi che apparentemente non hanno problemi (per cui è bene intervenire ad esempio anche sul comando cambio anteriore, nonostante al momento funzioni bene).

La soluzione è semplice: smontare questi componenti, pulire con gasolio (ovvero la tuttofare nafta), movimentare i pezzi da “schiodare”, asciugare il gasolio in eccesso, ingrassare e rimontare. Se non si ha abbastanza pratica o gli attrezzi adatti (in particolare per il corpetto ruota libera), è sufficiente uno smontaggio parziale per effettuare comunque una pulizia che rimetta in efficienza questi componenti.

Nello specifico: per il comando cambio, è sufficiente rimuovere il tappo da cui si accede al cambio cavetto, pulire i cinematismi (in particolare, il “martelletto” con molletta che aggancia le due ruote dentate che consentono le cambiate), asciugare, ingrassare e richiudere. Per il corpetto ruota libera, va smontata la cassetta pignoni, svitato e sfilato l’asse della ruota, e versato del gasolio nella cavità fino a riempirla, in modo che penetri all’interno del corpetto e sciolga la sporcizia incrostata. Teniamo conto che lo sporco accumulatosi è comunque in quantità minima (sono dei componenti chiusi, non soggetti certo agli accumuli di sporco ad esempio di un cambio posteriore), per cui, con l’utilizzo, sia il comando cambio che il corpetto ruota libera riacquisteranno la normale scorrevolezza.

Il resto dei componenti non hanno richiesto revisioni particolari, essendo ancora in ottima efficienza, per cui ci si è limitati a una pulizia con gasolio (rimuovendo le incrostazioni, specie da cambio e deragliatore) e a un ingrassaggio di mozzi ruota e movimento centrale.

Discorso a parte merita l’intervento sull’avantreno, con la sostituzione della forcella ammortizzata con una rigida.

Come indicato fin dal titolo, lo scopo principale di questa revisione generale è trasformare questa mountain bike in una “full rigid” adatta in particolare per i viaggi, oltre che per le escursioni su terreni poco impegnativi. Insomma, si è voluto ottenere una bici da “easy rider”.

La forcella scelta è stata un pezzo di seconda mano che avevamo in laboratorio, ovvero una forcella rigida smontata da un’altra mtb che ha subito la trasformazione opposta (da rigida a front).

Si tratta di una forcella in acciaio, di peso standard (1kg), e con le caratteristiche di robustezza ed elasticità tipiche dell’accciaio, che la rendono ben più adatta di analoghi modelli in alluminio (ben più rigidi e, come nella natura di questo materiale, con una vita a termine per le sollecitazioni di fatica). Il colore nero, abbinato al grigio del telaio, costituisce un bell’abbinamento cromatico che ha contribuito a rendere la Bianchi “cattiva” il giusto.

Poiché però questa forcella proviene da una mtb con serie sterzo filettata, e ha quindi il cannotto filettato e corto, si è acquistato (da Decathlon per 8€) un adattatore che funge da prolunga del cannotto, consentendo di montare un attacco manubrio liscio. L’attacco manubrio è stato montato con angolo rovesciato, in modo da abbassare la posizione del manubrio 6cm al di sotto dell’altezza sella, così da consentire una posizione di guida più aerodinamica e con un migliore rendimento della pedalata.

Come detto, il grosso di questa revisione è consistito nel riportare a nuovo la mtb con un’accurata pulizia. Tuttavia, c’è stato un altro importante intervento, solo all’apparenza banale, che ha cambiato radicalmente le caratteristiche di questa mountain bike. Parliamo della sostituzione degli pneumatici, scegliendone una coppia scorrevole ma con buona aderenza che consenta a questa bici di dare il meglio su fondi stradali scorrevoli (sia asfalto che sterrato in buone condizioni).

La scelta è caduta sui Michelin “Country Race”, che sono la versione economica dei “Wild Race” (da cui differiscono per avere il cerchietto rigido e pesare 40g in più, ovvero un’inezia, ma costare meno della metà, ovvero 10€). La tipologia “Race” della Michelin è una delle più scorrevoli presenti sul mercato, e per contro assicura anche una buona aderenza che consente di utilizzare la mtb su qualunque terreno (ovvio che, se si scende su pietraia, si deve farlo con molta più attenzione che se si usasse uno pneumatico da enduro, ma su sterrate con fondo regolare queste gomme scorrono e tengono la strada in modo eccellente).

Oggi si parla molto di “gravel”, che vorrebbero essere delle biciclette “tuttoterreno”. La realtà è che una mtb settata come questa ha una resa ben superiore rispetto a una gravel. Infatti, se è vero che su asfalto, considerando una potenza specifica erogata di 2,7W/kg, la nostra mtb viaggia in piano a 1km/h in meno rispetto a una gravel (29,6 vs 30,6 km/h), quando si passa allo sterrato la sua superiorità rispetto alla gravel è imbarazzante, tanto è netta. Chi volesse leggere un confronto approfondito, può dare uno sguardo a quest’analisi “mtb full-rigid vs gravel”.

Con queste ultime note sulla gommatura, possiamo chiudere la descrizione dei lavori su questa Bianchi del ’99, e lasciare la parola a una carrellata d’immagini. Non prima però di aver detto qual è stata la spesa complessiva: 20€ per due copertoni + 8€ per l’adattatore cannotto = 28€ (praticamente niente, per avere una mtb perfetta per i viaggi!!).

Alla prossima revisione in diretta dal nostro hangar

Stefano Tuveri

(ingegnere e progettista/collaudatore meccanico)

19 pensieri su “TRASFORMIAMO UNA MTB BIANCHI DEL ’99 IN UNA “FULL RIGID” DA VIAGGIO (SECONDA PARTE)

  1. Ho finalmente terminato anch’io la manutenzione della mia Bianchi, con la stessa idea di destinazione d’uso da viaggio; ho però deciso di intervenire in modo più aggressivo e dispendioso anche perchè le condizioni della bici non erano buone, in particolare ho cambiato gran parte della trasmissione, le ruote e sostituito la forcella ammortizzata con una rigida; certo mi è costato tanto tempo e in realtà non pochi soldi, però poi la soddisfazione è tanta e spero anche la resa su strada. Grazie per le informazioni Stefano, ti saluto.

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    1. Dalla foto si vede che hai fatto un ottimo lavoro, anche con la verniciatura del telaio nel caratteristico celeste Bianchi. Trasmissione e ruote nuove sono le componenti che fanno salire di qualità una bici, quindi hai fatto benissimo a fare quella spesa. Alla prima occasione in cui capiterà di passare dalle tue parti (per la verità abbastanza spesso) vediamo di incontrarci per una birra e qualche chilometro in compagnia

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    2. Purtroppo Stefano il bel lavoro era solo nell’apparenza, la verniciatura non è riuscita bene e presenta già punti di ruggine, penso che dovrò fare il lavoro da capo con più attenzione, non è che hai in previsione un tutorial per le verniciature 😉 P.S. Mi fa piacere che il blog sia cresciuto tanto

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      1. Ciao Gianni, no, non ho in previsione un tutorial per la verniciatura perchè sono un rigido seguace del motto “a ciascuno il suo mestiere”. Con le verniciature, me la cavo giusto per fare qualche lavoro per me, e non mi ritengo assolutamente all’altezza di dare istruzioni.
        Credo che la cosa migliore, per avere un bel lavoro, sia proprio rivolgersi a un carrozziere (magari portandogli il telaio già sverniciato, per risparmiare qualcosa). Non ho idea dei prezzi, non avendolo mai fatto, ma non credo che possa chiederti più di un paio di decine di euro.
        p.s.: la crescita dei “numeri” del blog, cominciata a maggio, ha sorpreso anche me, che pure ci credevo (altrimenti non mi sarei avventurato in questa attività). Mi fa piacere, e chiaramente mi incoraggia a continuare con sempre maggiore impegno

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        1. E’ probabile che alla fine mi rivolgerò a qualche carrozziere, ad un mio amico gli è stato chiesto 50 euro, compresa vernice ma telaio già sverniciato.

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  2. Buongiorno vorrei cimentarmi in una completa revisione di una vecchia mtb del 1995.
    A proposito della prolunga per il cannotto sterzo utilizzata per il vostro intervento, mi pare di capire che con questo prodotto si possa poi montare una pipa moderna a-headset. È corretto?

    Se sì, secondo voi il peso dato da pipa+manubrio da 31.8 sarà inferiore a quello dato dal vecchio manubrio da 1″ con gambo con expander?
    E alluminio su acciaio può portare a problemi nel tempo?

    Chiedo questo perché sono indeciso se lasciare il manubrio originale in acciaio (in buono stato) oppure fare il cambiamento sopra descritto.

    Grazie
    Salvatore

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    1. Buongiorno Salvatore, posso dirti che, nell’ultimo intervento analogo, il peso è di fatto rimasto invariato (20g in meno, cioè niente).
      Il vantaggio dell’attacco aheadset (che, ti confermo, potrai montare se installerai quell’adattatore) è ovviamente che puoi prenderlo della lunghezza e con l’inclinazione più adatta all’assetto che intendi dare alla mtb, quindi vale sicuramente la pena passare a questa soluzione.
      Riguardo all’accoppiamento acciaio/alluminio, posto che anche in questo caso è bene smontare periodicamente e pulire, dà meno problemi dell’accoppiata acciaio/acciaio, che si “salda” molto più facilmente in seguito a ossidazione.
      Posso chiederti di che mtb si tratta?
      Buona revisione
      Stefano Tuveri

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        1. Se è un’Atala del ’95, allora è sicuramente uno di quei modelli con telaio in acciaio da 3,2kg per la taglia L (al tempo, la “L” era la taglia per chi era alto più di 1,70cm, equivalente più o meno alla “M” attuale). Vale senz’altro la pena trasformarla in una “full rigid”, perchè il telaio è robustissimo, praticamente indistruttibile, e con un’elasticità tale (l’acciaio è un altro mondo rispetto ad alluminio e carbonio) da assorbire le vibrazioni anche in assenza della forcella ammortizzata.
          Piuttosto, occhio che, se è del ’95, il telaio è da 1″, e non da 1″1/8

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  3. Sì, è proprio da 1″.
    Pensavo di utilizzare questo: https://www.decathlon.it/adattatore-attacco-manubrio-11-8-id_1788291.html

    Ho invece problemi con la forcella: in origine montava una forcella ad elastomeri, brutta, pesante e chiaramente ormai inutilizzabile.
    Sto cercando una rigida ma i rivenditori dalle mie parti hanno a catalogo solo delle 26 a steli sottili utilizzabili per bici da città o come ricambi per le MTB da ragazzo.
    Qualche suggerimento su dove trovarne una senza spulciare l’usato che non mi interessa?

    Grazie
    Salvatore

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      1. Purtroppo anche online non si trova una 26 da 1″ con filettatura e gambo corto.
        È pieno di 1-1/8 per MTB, invece da 1″ (se le hanno) sono da corsa o city bike.
        Nemmeno in Germania da rose o bike-discount sono disponibili.
        Nei nostri gamba, ridewill, factory ecc… nessuna disponibilità.

        Sono piuttosto in difficoltà 😦

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        1. In effetti ho fatto una rapida ricerca anch’io, e anche nei negozi dove in genere trovo i ricambi più “paleolitici”, non c’è traccia. Del resto, è oltre vent’anni che è stato abbandonato il formato 1″, e un ricambio anomalo per quella tipologia di mtb come le forcelle rigide non avrebbe di fatto mercato (al tempo, si faceva l’intervento opposto, ammortizzando l’avantreno di quelle mtb che prevalentemente venivano vendute “full rigid”). Temo, anche se l’hai escluso a priori, che l’unica soluzione sia l’usato. Nel caso, se dovesse capitarmi qualcosa qui in laboratorio, te lo farei sapere

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  4. Buongiorno, complimenti per i contenuti del sito, che ho scoperto da poco. Mi piacciono molto l’approccio senza pregiudizi nella sezione “domandoni” e questa idea di migliorare con pochi componenti e budget limitato le biciclette usate o di fascia media.
    Possiedo una mtb Marin, modello Team Marin credo del 1998, ruote da 26 pollici. Acquistata usata a 200 euro sei anni fa. Ha il telaio d’acciaio, componentistica Shimano XT e una forcella a elastomeri molto simile a quella della Bianchi in questo articolo. È la mia bici per spostamenti quotidiani in città e viaggi cicloturistici (Europa e Asia).
    Vorrei montare anch’io la forcella rigida. Sono stato da vari meccanici di bici in città ma tutti mi hanno detto che è impossibile, che bisognerebbe cambiare tutta la serie sterzo compresa la pipa (che è Ritchey e vorrei tenere) e che comunque non esistono i pezzi ecc. Vedo che qui il problema è stato risolto con un adattatore in maniera mi sembra semplice ed economica per giunta. A chi mi potrei rivolgere in Veneto/Friuli Venezia Giulia per una valutazione di questa operazione? Lo chiedo perché ho letto che nel vostro gruppo ci sono anche dei veneti, e magari qualche aggancio ce l’avete.
    La porterei da voi senza indugio ma la Sardegna è lontana! Grazie
    Federico

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    1. Buongiorno Federico, e innanzitutto un po’ di sana invidia per i tuoi viaggi (in Europa ho girato anche io, ma l’Asia ancora mi manca).
      Leggendo le risposte che ti hanno dato i meccanici di bici, mi è tornato in mente uno dei motivi principali per cui ho allestito le sezioni tecniche di questo nostro sito: contrastare le sciocchezze che circolano nell’ambiente della bicicletta.
      La tua Marin è una ottima mtb, credo sia lo stesso modello in possesso di un amico del nostro gruppo. Ma sopattutto, la modifica che intendi fare tu si può fare con una facilità irrisoria.
      Mi dovresti dare un paio di informazioni, perchè possa dirti come procedere:
      – telaio da 1″ o 1″1/8?
      – cannotto forcella (e quindi serie sterzo) liscio o filettato?
      Con queste due informazioni, ti dico come sistemare la mtb in due-passaggi-due.
      Se poi mi mandi qualche foto della Marin a bikeplani@tiscali.it, riesco a guidarti ancora meglio
      Stefano Tuveri

      p.s.: la spedizione di una mtb tramite Poste Italiane, smontando le ruote, costa 20€. Nel caso di una revisione/aggiornamento anche parziale di una bici, è una spesa ammortizzabile e, visto la tendenza di molti negozi e ciclomeccanici a consigliare di comprare una bici nuova anche in caso di semplice foratura, ne vale la pena (la qualità dell’intervento da noi effettuato, è garantita)

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    2. Federico, ho letto la mail e visto le foto della Marin. Confermo, bellissima, e complimenti per i raid europei e asiatici in cui ti accompagna.
      Ti confermo che la sostituzione della forcella con una rigida è un’operazione elementare. Tra l’altro, avendo serie sterzo per cannotto liscio, si risolve in uno sfilare la vecchia e montare la nuova, che richiede 5′ scarsi di tempo (l’operazione più “impegnativa” sarà smontare e rimontare le pinze dei v-brake, giusto per rendere l’idea della banalità dell’intervento).
      Dovrei anche averti trovato online la forcella, e a occhio il telaio ha sezioni da 1″. Però dobbiamo essere sicuri, quindi dovresti fare quest’operazione facilissima: smonta l’attacco manubrio dal cannotto forcella, e misura il diametro del cannotto. Puoi farlo anche con un normale righello, tanto non occorre la precisione millesimale: 25,4mm è un pollice, e 28,6mm è 1″1/8.
      Fammi sapere che misura rilevi. Ti do una mano davvero volentieri, una coppia che attraversa i continenti con una Marin del ’98 e una Specialized del ’91 è un mito!

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        1. Nel frattempo, condivido con voi una considerazione su queste mtb “anziane” (in realtà, come ho scritto tante volte, la mtb non invecchia).
          Questa Marin, come anche altre mtb su cui abbiamo lavorato, hanno ancora la componentistica originale e in ottime condizioni. Per questo motivo, cominciano anche ad avere un discreto valore dal punto di vista collezionistico.
          E allora, per preservare le parti più soggette a usura (ovvero la trasmissione e i mozzi delle ruote), varrebbe la pena sostituire la guarnitura (e relativo movimento centrale), la cassetta pignoni, ed eventualmente anche le ruote, con componenti nuovi.
          Infatti quei componenti arriveranno comunque a usura, e andranno comunque sostituiti (quindi questa non sarebbe una spesa in più, ma soltanto anticipata), solo che così andranno persi i componenti originali, che invece potremmo rimontare in futuro se decidessimo di vendere la mtb come “pezzo da collezione”.
          Se si dovesse scegliere questa soluzione, per una “mtb da viaggio” il suggerimento è di montare componentistica Shimano Deore, la migliore come rapporto qualità/prezzo, robusta e affidabile. Con circa 100€ si prendono guarnitura e pacco pignoni, e si preserva il valore collezionistico della mtb.
          Poi eventualmente, con altri 100€, si prende una coppia di ruote Mavic/Deore

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        2. Buongiorno Federico, ho letto la tua mail con le misure che hai rilevato. Ti confermo che la tua Marin ha telaio da 1″1/8.
          Adesso faccio una ricerca sui negozi online, e ti indico via mail la forcella rigida adatta alla tua mtb

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