AGGIORNAMENTO DELLA MTB BIANCHI RAGNO – UN MITO DA ATTUALIZZARE

Il lavoro che ci apprestiamo ad affrontare nel nostro laboratorio è particolarmente affascinante: portare “al passo coi tempi” quello che è un autentico mito della mountain bike, la Bianchi Ragno, sogno di tanti ragazzini di fine anni ’80 inizio anni ’90, e protagonista delle prime epiche gare, dai circuiti regionali al mondiale. Al tempo, con queste mtb si affrontavano percorsi che oggi vengono classificati come “da enduro”, ma è anche vero che a quell’epoca la mountain bike aveva molti meno praticanti, e tutti da considerarsi come atleti e dotati di tecnica e coraggio (erano lontani i tempi della “mtb di massa”).

Vediamo quindi la “lettera” con cui il proprietario della Ragno ci ha chiesto di occuparci della sua “fedele compagna”.

Se siete interessati allo svolgimento di questo lavoro, tenete sott’occhio i sottostanti aggiornamenti dei “lavori in corso”


Ciao Biplani,

ho conosciuto il vostro sito qualche mese fa, poi vi ho perso e ora finalmente vi ho recuperati da chissà quale errore di archiviazione sul mio portatile.

Sono Toti Careca, vi scrivevo ad ottobre scorso che vorrei aggiornare la mia antica, solida, amatissima bici. E’ mia da circa trent’anni e non mi voglio assolutamente rassegnare a cambiarla per una nuova. Però lei deve fare un salto evolutivo. Solo voi potete aiutarmi e quindi sto pensando di spedirvela. Ne parliamo?

La vedrete nelle foto che allego, è una Bianchi Ragno Meta di fine anni ’80, o almeno credo: comprata di terza mano, non l’ho mai vista in veste originale, ma già colorata e modificata per le competizioni dal suo primo proprietario (che ne vinceva anche parecchie!). Io poi l’ho usata prevalentemente nel famigerato traffico Palermitano, per almeno vent’anni, da pioniere insieme a pochissimi altri temerari, quando da queste parti le piste ciclabili nessuno le aveva mai viste. E per lunghi giri su facili sterrate e asfalto sconnesso di campagna. Ci ho portato in giro bagagli e mio figlio dall’età di pochi mesi fin quando ha avuto la sua prima mini bici… sempre nel traffico palermitano.

Credo che continuerò a farne un uso prevalente su asfalto, con uscite su fondi più sconnessi solo sporadiche e il sogno di fare con lei un viaggio, prima o poi.

Credo quindi che dovrebbe cominciare a somigliare più che altro ad una gravel, o giù di lì. L’ho sempre trovata piuttosto agile e veloce per le sue caratteristiche, e vorrei che questi elementi fossero valorizzati, o meglio accentuati.

Sono abbastanza incompetente, ma non credo abbia bisogno di una forcella ammortizzata; ha sicuramente bisogno di uno sterzo un pò più largo, di ruote complete nuove e di una bella revisione dalle parti del cambio, che talvolta sotto sforzo “salta” e perde la catena. A quel punto penso che varrebbe la pena anche di rinnovare i freni. Il telaio però lo terrei volentieri (anche se il tubo sella non scorre più e si è bloccato nel suo alloggiamento).

Per il resto è perfetta e lotta insieme a noi.

Diciamo che, da quello che ho letto sul vostro sito, dovrei andare incontro ad una spesa complessiva tra i 300 e i 500 euro per regalarle il miracolo di una seconda vita.

Che ne dite?Vi saluto entusiasta e fiducioso, e attendo risposta.

Toti Careca

7 pensieri su “AGGIORNAMENTO DELLA MTB BIANCHI RAGNO – UN MITO DA ATTUALIZZARE

  1. Mi fa piacere che il blog riscuota sempre più successo, ho visto numerosi commenti in altri articoli, in effetti questo blog è uno dei pochi che tratta argomenti di questo tipo in modo tecnico ma anche “romantico” approccio che condivido pienamente per cui rinnovo i complimenti a Stefano; sto però aspettando un tutorial sulla verniciatura 😉 infatti purtroppo a distanza di soli 6 mesi la mia bici restaurata ripresenta dei punti di ruggine, infatti sin da subito la resa della verniciatura non mi era sembrata granchè, viene via molto facilmente, è stato un lavoro casareccio che ho fatto io, sverniciata penso bene con carta abrasiva steso un fondo e verniciata con bombolette recuperate online, ma forse ho fatto l’errore di non usare prodotti antiruggine; in ogni caso penso che questa primavera dovrò rifare il lavoro da capo 😣 chiedo se mi darai qualche dritta per fare un lavoro almeno accettabile, oppure opterò per un carrozziere 😅

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  2. Grazie Stefano, tu hai risposto immediatamente mentre io devo scusarmi perchè sto tardando a causa di impegni e scadenze che a volte ci costringono a stare lontani dalle nostre passioni. In questi giorni sono stato lontano dalla bici. Recupererò nei prossimi giorni con le informazioni che mi hai richiesto circa le mie caratteristiche e le misure della bici.
    Intanto ti confermo l’assoluta volontà di andare avanti con questa sfida, aggiungo qualche altra richiesta e ti chiedo qualche approfondimento per me che sono abbastanza incompetente in fatto di tecnica.
    C’è la necessità di una riverniciatura del telaio. Rimandata per anni perchè mi chiedevano 200/300 euro, un paio d’anni fa ho trovato un carrozziere che me ne ha chiesti 100 e mi ha convinto. Purtroppo il risultato è stato deludente e già da un pò sono apparse le prime scheggiature (con un uso tranquillo della bici, tra l’altro) e conseguente ruggine. Osservando bene pare che lo strato di verniciatura sia troppo sottile, probabilmente ci sarebbe voluto qualche strato in più. Tu che consiglieresti a questo punto? Una totale riverniciatura? Me ne devo occupare prima di inviarvi la bici o potreste occuparvene voi?

    Tubo sella. Quando avrai la bici tra le mani, potrai renderti conto di come il tubo sella sia ormai indistricabile dal suo alloggiamento. Come si risolve questa cosa? Forse dal carrozziere prima della verniciatura?

    Sui pedali. Sono ancora quelli dell’epoca in cui ho comprato la bici, ma hanno perduto le cinghie regolabili nelle quali era possibile inserire la punta della scarpa (qualsiasi) per una pedalata rotonda e completa. Vorrei ricostituire questa possibilità, con i pedali esistenti o con nuovi, soprattutto perchè userò la bici anche come mezzo di trasporto in città, con abbigliamento normale.

    Sulla trasmissione. Quella attuale ha corona ovale, credo una biopace, non so se dalle foto sia visibile. Se è vero che la sua efficacia, soprattutto per un ciclista non agonista, da quello che ho letto sembra non avere molto senso, è anche vero che sono ormai trent’anni che pedalo così.
    Ma è anche vero che non ho mai digerito quel notevole punto morto che si verifica nella pedalata alla massima velocità in pianura e in discesa. E’ come se il mezzo, raggiunta una certa velocità, non consentisse di andare oltre anche se “gamba” ce ne sarebbe ancora. Quindi che ne dici, cambiamo tipologia senza rimpianti?

    Sulla forcella. Ho la sensazione che sia (diventata?) troppo “elastica”. Tu non consiglieresti di provarne una un pò più rigida? O che avvicini un pò la ruota al telaio? Non so se a livello tecnico ha senso quello che chiedo ma, insomma, rinuncerei ad un minimo di stabilità in cambio di un pò di reattività in più. Si può fare?

    Sui ricambi che suggerisci, che mi sembrano interessanti per lo scopo, potresti darmi qualche ulteriore chiarimento, giusto per mia maggiore conoscenza?
    Perchè suggerisci di sostituire gli U-brake con i nuovi V-brake?
    In che senso ritieni i comandi cambio con leva integrata più adatti a questo tipo di bici?

    Ti sto seppellendo di questioni, mi rendo conto. Ma credo sia pane per i tuoi denti.
    Nei prossimi giorni, appena mi “ricongiungerò” con la mia bici, ti invierò le misure e i dati che mi avevi chiesto.
    A presto.

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    1. Buongiorno Toti, questo pomeriggio conto di pubblicare su questa pagina le risposte alle tue domande. Quando poi mi comunicherai i dati, effettuerò l’analisi personalizzata in modo da procedere al dimensionamento in particolare della trasmissione

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  3. bici:
    – peso (così come la vedi in foto) = kg 14,2;
    – distanza asse tubo sella – asse canotto sterzo = 57 cm

    biker (si fa x dire):
    – età 50 anni a febbraio
    – altezza 1,73 m
    – peso attuale 94 kg (ma a dieta, dovrebbero diventare 85 kg entro 3
    mesi e poi chissà…).

    Sulla velocità media, un itinerario di circa 2h in pianura dovrei calcolarlo adesso, finora non ho fatto misurazioni, se non molto approssimative e nei soli termini di km/tempo. Posso provvedere a farlo al più presto e fare poi un aggiornamentto.
    Se può servire però ho recuperato da un amico i dati di tre uscite comuni quest’estate. Erano le prime uscite, senza alcun allenamento e con bici abbastanza inadeguate. Sempre lo stesso percorso su asfalto, con lievi e continui dislivelli (70 m di picco), su una distanza di 27 km. e circa un’ora e venti di durata. Dovremmo essere sui 19 – 20 km/h di media.

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    1. Buongiorno Christian, dopo la pubblicazione di quei primi quattro articoli, il proprietario della Ragno ha avuto altri impegni da risolvere, e ha dovuto tenere in stand-by i lavori sulla mountain bike.
      Lo scorso mese, però, ce l’ha inviata, e così adesso stiamo lavorando al suo recupero e aggiornamento.
      I lavori si son rivelati più impegnativi del previsto, perchè a causa del tubo sella rimasto incastrato nel telaio, si è innescata una forte corrosione di quest’ultimo, che ha creato una bolla che si è sgretolata, lasciando al suo posto un foro.
      Il lavoro di ripristino, con asportazione del tratto di tubo compromesso e saldatura di un elemento nuovo, sarà l’oggetto del prossimo articolo di questa serie, assieme a quelli degli interventi successivi, ovvero la verniciatura (anch’essa già effettuata) e l’allestimento (in corso d’opera).
      Di tutti gli articoli che descrivono le “cuciture su misura” delle nostre mountain bike, questi saranno decisamente i più interessanti, quindi il consiglio è… Stay tuned!!
      Stefano Tuveri

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