AGGIORNAMENTO DELLA MTB BIANCHI RAGNO – 6^ PARTE: ED ECCO LA MILLENNIAL RAGNO READY TO RUN!!

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Dunque, questa storia ebbe inizio tanto tempo fa. Quando col gruppo decidemmo di estendere anche agli “esterni” la possibilità di avere degli allestimenti personalizzati che facevamo già da tempo per noi, Toti fu il primo a contattarci. Ci propose di aggiornare secondo gli standard tecnologici attuali, quella che agli albori della mountain bike è stata un autentico mito: La Bianchi Ragno.

La sfida già in partenza era avvincente, perché si trattava di dotare la mtb di tutte le innovazioni tecnologiche arrivate nel corso dei 35 anni trascorsi da quando le Ragno vennero prodotte. Questo però andava fatto rispettando l’estetica originaria, e quindi si doveva intervenire in modalità “stealth”, rendendo quasi invisibili gli aggiornamenti così da preservare la linea sobria e discreta della mtb.

Se la Ragno ci proponeva una sfida già in partenza abbastanza impegnativa, in corso d’opera ha voluto metterci ulteriormente alla prova, perché una volta scomposta la mountain bike nei minimi termini, abbiamo scoperto che il telaio, nel tubo verticale, nascondeva… un buco!!

Negli articoli precedenti avete già avuto modo di vedere tutto il lavoro fatto, per cui adesso lasciamo che siano le immagini a raccontare i vari passaggi affrontati fino ad arrivare ad oggi, quando… la Ragno è diventata Millennial, ed è finalmente pronta ad affrontare nuove sfide lungo le strade del mondo.


C’ERA UNA VOLTA LA BIANCHI RAGNO…


… CHE VENNE SPEDITA NEL NOSTRO HANGAR E SMONTATA FINO ALL’ULTIMO BULLONE…


… PENSAVAMO DI CAVARCELA CON UNA RIVERNICIATURA, MA INVECE…


… E COSI’ ABBIAMO SOSTITUITO IL TRATTO CORROSO DALLA RUGGINE, SALDANDO UN ELEMENTO NUOVO…

foto 08


… DOPO SALDATURA, LISCIATURA, STUCCO E CARTEGGIO, FINALMENTE ABBIAMO POTUTO VERNICIARE IL TELAIO: NERO ETNA, IL COLORE ADOTTATO DALL’ALFA ROMEO…


… E UNA VOLTA PREPARATO IL TELAIO? BEH, A QUEL PUNTO E’ INIZIATO L’ALLESTIMENTO DELLA MILLENNIAL, E MERITA UNA BREVE DESCRIZIONE CHE ACCOMPAGNI LE FOTO

– LA TRASMISSIONE è una 3x9v con guarnitura Shimano XT 44-32-22 e cassetta 11-32, comandi integrati cambio-freni LX, deragliatore Deore e cambio posteriore LX. Abbiamo dedicato un’intera analisi a questa specifica trasmissione, mostrando come sia la miglior trasmissione possibile, superiore a quelle con doppia e singola corona. L’intervallo di rapporti che la Ragno ha a disposizione, pertanto, consente di affrontare al meglio qualunque caratteristica di qualunque tracciato, passando dal 44/11 che consente di “fare velocità” nei falsopiani in discesa o col vento a favore, fino al 22/32 che permette di affrontare anche le rampe al 20% a chiunque abbia un po’ di allenamento e non sia sovrappeso (se poi uno dovesse averne necessità, può sempre montare una cassetta 11-34 o 11-36)


– L’IMPIANTO FRENANTE. Anteriormente il vecchio freno cantilever è stato sostituito con un potente v-brake Shimano, mentre posteriormente abbiamo mantenuto il pionieristico ma efficace U-brake. Il v-brake ha, a parità di forza sulle leve freno, una potenza frenante doppia dell’U-brake. Tenendo conto che il freno anteriore deve avere una forza frenante maggiore del posteriore (perché nella frenata il peso si sposta sull’avantreno, ne più ne meno che come sulle auto), la frenata complessiva risulta quindi ben bilanciata. Viceversa, nella configurazione originale anteriormente era montato un freno cantilever, che ha una potenza frenante pari alla metà dell’U-brake (e pari ad appena un quarto del v-brake!!). Questo è paradossale, perché il freno meno efficiente si trovava sull’anteriore, laddove sarebbe servita invece maggiore potenza. Con l’attuale configurazione, avendo quadruplicato la potenza frenante sull’avantreno, e poiché sul retrotreno serve un’azione frenante decisamente meno elevata, possiamo affermare di aver aumentato a circa il quadruplo (un’enormità!!) la potenza frenante dell’intera mountain bike


– MANUBRIO E RELATIVO ATTACCO son stati sostituiti. La scelta di un attacco della lunghezza giusta, unito al corretto arretramento e sollevamento della sella, ha permesso di dare alla Ragno l’assetto che “vesta” perfettamente sulle misure antropometriche di Toti. Questo tipo di intervento, che di fatto è a costo zero in termini di componentistica (perché si tratta “semplicemente” di regolare bene quella che si ha), consente di ottimizzare il proprio rendimento in sella, sia in termini di velocità che di controllo del mezzo


– RUOTE E PNEUMATICI sono anch’essi stati aggiornati. Come ruote si son scelte due Rigida Zac19, che garantiscono un ottimo rapporto qualità/prezzo (1900g la coppia, con cerchi a doppio spessore e raggi da 2mm in acciaio inox, che garantiscono leggerezza e resistenza). I copertoni invece sono degli Schwalbe Cx Comp, con tassellatura scorrevole adatta ad asfalto e sterrate ben battute, e di larghezza limitata (viene indicata come 2.0, ma in realtà è pari a 46mm, ovvero 1.8 in pollici). Va fatto notare come il telaio della Ragno, e nello specifico il carro posteriore, non sia in grado di ospitare pneumatici di larghezza maggiore non essendoci materialmente lo spazio tra i foderi. Anche i soliti Michelin “Race” che di norma montiamo, son troppo larghi. Questo ci fa capire (e ricorda a chi ha conosciuto gli albori della mtb) quanto fossero strette le coperture adottate in origine dalle mountain bike, quando 1.7 era la norma e 1.9 venivano considerati dei gommoni


Bene, fatta questa rapida descrizione, con le ultime foto vediamo il risultato complessivo del lavoro effettuato. Questo lavoro è stato per noi un apripista, in quanto è il primo lavoro di recupero integrale di una mountain bike fatto per “altri”, dato che finora tutti i lavori di questo tipo erano stati effettuati per componenti del nostro gruppo. Possiamo quindi aggiungerlo ufficialmente alle tipologie di lavori che possono esserci commissionate, per cui se qualcuno è interessato a recuperare una sua “vecchia” bici tenga conto di due cose: la prima è che le bici non invecchiano, e la seconda è che può rivolgersi a noi per valutare insieme un intervento analogo a questo appena concluso

Buona visione

Stefano Tuveri – Stormo Bi(ke)plani

S4820002m

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2 pensieri su “AGGIORNAMENTO DELLA MTB BIANCHI RAGNO – 6^ PARTE: ED ECCO LA MILLENNIAL RAGNO READY TO RUN!!

  1. Abbiamo discusso tanto, preso decisioni e poi cambiate, pensato e ripensato. Nel frattempo Stefano e la sua squadra elaboravano soluzioni, cercavano componenti, montavano.
    C’è voluto un pò ma… eccola finalmente!
    Non nascondo che sono emozionato, il risultato sembra eccezionale e non vedo l’ora di provarla, ma ancor di più perché questo è un nuovo capitolo di una storia che rischiava di essere già conclusa. E la maggior parte degli esseri umani razionali l’avrebbe sicuramente conclusa, acquistando una bici nuova e dimenticando in cortile questa per sempre.

    Invece. C’è gente in giro che vede nelle cose anche altro, come la vita che è trascorsa in loro presenza e che esse hanno in qualche modo segnato. Gli oggetti non hanno anima, certo. Ma se se ti hanno accompagnato per un lungo pezzo di vita e grazie a loro hai vissuto cose che non dimenticherai più, allora qualcosa che somiglia a un’anima forse c’è.
    E quello che ti lascia vivere una bici può essere indimenticabile.
    Questa bici ha più di 30 di età. Trascorre i suoi primi 3 o 4 anni in mano a un biker vincendo competizioni pionieristiche. Poi la compro io, già di terza mano, dopo averla provata a Lampedusa durante un’estate di svolta.
    Da quel momento è stata pioniera in modo diverso dalle gare fuoristrada, è diventata una delle non molte bici in circolazione nel traffico palermitano, che era ancora più selvaggio delle strade sterrate e dei boschi. Ha preso molta pioggia, ha schivato auto in corsa, ha trasportato carichi di ogni tipo, ha viaggiato, ha portato in groppa un figlio (mio), è servita per testimoniare che in città si poteva andare in bici e a fare di questa esperienza progetti urbanistici, di percorsi ciclabili, di bike sharing, di eco-quartieri, presentati alle istituzioni.
    Ha sostituito egregiamente auto o moto, ha permesso di evitare gli status symbol motorizzati creando solidarietà interclassista. Ha favorito simpatie, alleanze, amori.
    Ha avuto una storia, insomma una storia di bici, di una come sono tutte, potenzialmente eterne.

    Grazie a Stefano e a tutta la squadra.
    Toti

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    1. Grazie Toti, queste tue parole ci hanno fatto davvero piacere. Penso anch’io che ci siano “cose” che in qualche modo vanno oltre la loro materialità, e sono a tutti gli effetti parte di quell’universo che per essere percepito richiede qualcosa di più dei propri cinque sensi. La nostra vita gli rimane attaccata addosso, lasciandovi tracce che, quando meno te l’aspetti, ti fanno rivivere antiche vicende, restituendo sensazioni lontane che grazie a loro hanno attraversato il tempo. Alle volte questo consiste “semplicemente” nel riportare alla mente un antico ricordo, ma ci son situazioni in cui questo riaffiorare del passato consente di ritrovare se stessi. E non è essere nostalgici, ma il suo esatto opposto, perché avere ben chiara la propria strada percorsa serve ad affrontare il futuro senza paura, e senza che il non conoscere quel che ci aspetta ci imprigioni in un camminare in tondo senza prospettiva e senza senso. Ti auguro di cuore che la Ragno sia per te tutto questo, ma dalle tue parole ho la certezza che lo sia già.
      Stefano

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