ALLESTIAMO UNA “EASY RIDER” PER ESCURSIONI E VIAGGI: 2^ PARTE – LA “TUTTOTERRENO” E’ PRONTA AL DECOLLO

vai all’indice

Nel precedente articolo abbiamo visto come, dialogando con Roberto, ovvero il nuovo proprietario della Bulls, abbiamo definito nei dettagli le caratteristiche e la componentistica che avrebbe dovuto avere la mountain bike.

Una volta completato questo fondamentale passaggio, siamo passati dalle parole ai fatti, e in questo nuovo articolo vediamo il risultato ottenuto. Come al solito, lasciamo che siano le immagini a parlare, ma vogliamo accompagnarle con alcune considerazioni che spieghino la scelta delle caratteristiche di questa mountain bike. In questi “tempi di gravel”, avevamo dedicato un’analisi tecnica al confronto tra Gravel e Easy Rider; non ripeteremo quindi quanto già visto in quell’articolo (che vi invito a leggere, perché come al solito le affermazioni poggiano su numeri e motivazioni scientifiche, e non su slogan).

Qui invece ci limitiamo, prima di lasciare la parola alle immagini, a ricordare cos’è che rende una bicicletta più oppure meno veloce, ovvero: la resistenza al rotolamento delle gomme, e la resistenza aerodinamica dovuta all’assetto e quindi alla posizione di guida.

Ciascuna bicicletta quindi dovrà ottimizzare queste due caratteristiche, in base ai terreni che è destinata a percorrere.

Limitando il confronto a Gravel e Easy Rider, possiamo affermare che entrambe hanno un assetto mutuato dalla bici da corsa, con una posizione di guida che prevede un’inclinazione del busto di fatto uguale, e pari a circa 30°. Pertanto, la differenza in termini di resistenza aerodinamica è data esclusivamente dalla differente aerodinamicità delle ruote, ed è pari all’8% in meno a favore della Gravel. Piccola nota: questa differenza è dovuta non allo spessore, come erroneamente si pensa, ma al battistrada più tondeggiante, ovvero meno appiattito, delle coperture da Gravel che non hanno la tacchettatura laterale marcata (tacchettatura che invece, nelle coperture da mtb, è fondamentale per avere aderenza in curva sullo sterrato, ma che determina nel battistrada un profilo schiacciato e decisamente meno aerodinamico).

Sono quindi le gommature a fare la differenza. Credo sia chiaro a tutti il fatto che, volendo, anche su una mtb Easy Rider si possano montare pneumatici da 40mm, ma anche da 30mm o da quel che si vuole, e con tassellatura continua e poco accennata. Se non lo si fa è perché, considerando i terreni cui è destinata prevalentemente quella bici, coperture del genere risulterebbero complessivamente sconvenienti.

Questo per dire che, più che la diatriba cui si assiste a colpi di slogan e boiate, ciò che conta davvero è la scelta delle gommature “giuste”, in base alle caratteristiche del terreno su cui ciascuna di queste due tipologie di bici è in grado di dare il meglio. Pertanto la Gravel, con QUEL manubrio, nasce per percorrere asfalto e sterrate facili, dove le difficoltà tecniche dovute al fondo stradale sono pari a ZERO. Andare con QUEL manubrio, invece che con uno flat, su sterrate che non siano ben spianate (lasciando perdere poi fondi sconnessi e robe simili, che davvero sarebbe privo di senso ma soprattutto di buonsenso), è semplicemente una fesseria (eufemismo…). E’ da questa elementare considerazione che nascono le coperture definite “da Gravel”, che danno appunto il meglio di se su asfalto e sterrate ben battute.

Detto questo, su terreni che siano più irregolari di quelli che sono propriamente da Gravel, si va meglio (ovvero più veloci e con miglior controllo del mezzo) con coperture più robuste, e siccome su quei terreni è anche necessario un manubrio con impugnatura adatta, ovvero da mountain bike, ecco che in questa metamorfosi di adattamento della bici al terreno si passa gradualmente dalla fisionomia Gravel a quella Easy Rider.

Ciò che distorce i confronti Gravel vs Easy Rider è proprio il non affrontare la questione in questi termini, ovvero con razionalità. La sciocchezza (altro eufemismo…) consiste soprattutto nel confrontare la Gravel con una monuntain bike con assetto “da montagna” (quindi gommoni, sospensioni ammortizzate ecc.). Se si vuole fare un discorso serio, invece, bisogna molto semplicemente considerare che, tra i terreni “giusti” per quelle due tipologie di bici, vi è un terreno intermedio nel quale ENTRAMBE sono inadatte, ed è il terreno dove a fornire le migliori prestazioni sono le mountain bike con assetto “leggero”, ovvero le Easy Rider, caratterizzate da forcella rigida, posizione di guida bassa e pneumatici robusti ma scorrevoli.

In conclusione:

– se fate asfalto e sterrate ben battute, la bici giusta è la Gravel

– se nei vostri itinerari c’è una parte, anche minoritaria, di fondi sconnessi che presentano difficoltà tecniche, per affrontarli al meglio ci vuole almeno una mtb front con gomme con ottima aderenza

– se i vostri itinerari sono estremamente vari come fondo stradale, allora a dare il meglio è una bici che se la cava un po’ dappertutto. Una bici che penalizzi il meno possibile su asfalto, e che consenta, pur con maggior attenzione e abilità tecnica, di pedalare anche su terreni sconnessi e pietraie; e soprattutto, che consenta di pedalare al meglio in tutte le tipologie di terreno che stanno tra questi due estremi. E questa bici, come visto nell’analisi Gravel vs mtb “leggera”, è la Easy Rider. Senza che nessuno debba sentirsi offeso per questo, in quanto è una semplice constatazione basata su dati scientifici che io mi limito a esporre (dato che le leggi della Fisica prescindono da noi), e non un parere personale.

E adesso direi che è arrivato il momento di tacermi e lasciar la parola alle immagini, pertanto…

BUONA VISIONE!!

Stefano Tuveri – Stormo Bi(ke)plani


VISTA D’INSIEME CON ASSETTO PER ITINERARI EASY RIDER E VIAGGI


LA TRASMISSIONE 3X9V OTTIMIZZATA PER UN BIKER CON ALLENAMENTO DI MEDIO LIVELLO


S4900020m

vai all’indice

12 pensieri su “ALLESTIAMO UNA “EASY RIDER” PER ESCURSIONI E VIAGGI: 2^ PARTE – LA “TUTTOTERRENO” E’ PRONTA AL DECOLLO

  1. Anche le bici che oggi vengono vendute nel segmento “cross”, “dual sport”, “trekking”ecc…(ogni casa produttrice ha i suoi modi per definirle), cioè biciclette con ruote da 28(cerchi da 622mm, come le 29, e pneumatici con tassellatura scorrevole), trasmissione 3×9, 3×10, 2×9 ecc.., forcella ammortizzata con 65mm di escursione, e manubrio flat un po’ più stretto rispetto alle MTB attuali (660mm circa), sono di fatto equivalenti a una “easy rider”?

    "Mi piace"

    1. No Andrea, le bici da trekking hanno tutta un’altra filosofia.
      Le easy rider sono delle velociste, quelle che sul loro terreno (che è quello che abbiamo visto) massimizzano la prestazione (che non vuol dire vincere il mondiale, ma stancarsi meno a parità di percorso e velocità). Sono quindi perfette per itinerari anche molto lunghi (i classici “viaggi di un giorno”) e per i viaggi anche molto lunghi (la Marin descritta in queste pagine, è in viaggio con Fabio da sei mesi!!).
      Le trekking bike sono invece le classiche bici con cui viaggiano gli attempati cicloturisti fiamminghi, da caricare come muli, con una guida a busto alto che non li penalizza dato che vanno a quindici all’ora. Insomma, sono le classiche bici per chi si gode la pedalata “prendendosela comoda” (che si tratti di un’uscita giornaliera o di un viaggio di un mese).
      Poi è chiaro che, se prendo la trekking bike, cambio l’attacco e mi porto il manubrio 10cm sotto la sella, ci monto gomme più massicce e butto via parafanghi, fari, portabagagli e cuccia del cane al seguito, ho quasi costruito una easy rider (salvo per le ruote da 28″, che mi costringerebbero a mantenere il manubrione, penalizzandomi).
      Ma questo vale per qualunque bici che, fatto salvo per alcuni vincoli geometrici non modificabili (passo, angolo di sterzo, orizzontale virtuale, altezza movimento centrale), poi possono essere modificate come mi pare (chiaramente facendo le cose con criterio, altrimenti diventano delle schifezze inguidabili). Solo che diventano un’altra cosa, e allora il confronto può si essere fatto, ma con “un’altra cosa”
      Stefano Tuveri

      "Mi piace"

      1. Ok, ma io intendevo più una bici del genere: https://www.radon-bikes.de/it/trekking-cross/cross/scart-light/scart-light-80-2021/

        Quest’estate, non trovando nulla che facesse al caso mio(mi serviva una bicicletta da usare prevalentemente per gli spostamenti quotidiani in contesto urbano, ma che mi permettesse di tanto in tanto anche di fare dei giretti off-road su sentieri non troppo difficili) nei vari negozi, ho comprato proprio la Radon(marchio che vende solo online) linkata sopra.
        Dopo circa 2000km percorsi(quasi tutti su asfalto) sono abbastanza soddisfatto della scelta, ma in effetti l’unica cosa che mi crea qualche problema è proprio la postura “a busto alto”(per paura di fare casini ho lasciato il manubrio così come mi è arrivato, senza neanche togliere gli spessori, mi sono limitato a regolare solo la sella in altezza e inclinazione…perciò attualmente il manubrio è circa 3 o 4 cm più alto rispetto al centro anatomico della sella), che è piuttosto comoda finché si tiene un’andatura rilassata in pianura, ma diventa molto affaticante quando si ricerca la velocità e nelle salite.

        Uno di questi giorni proverò perlomeno a togliere gli spessori, sperando di riuscire ad assumere una posizione un pochino più aerodinamica, ma senza comprometterne la comodità nelle andature da passeggio.

        Piace a 1 persona

        1. Si Andrea, la bici che hai preso è esattamente quella che ho descritto. Al netto chiaramente della descrizione ironica che ne ho fatto (queste pagine, pur avendo un taglio tecnico-scientifico, devono mantenere una loro leggerezza, che di grigio e plumbeo ne abbiamo già abbastanza intorno), citando gli attempati fiamminghi e le carabattole con cui stracaricano le loro bici.
          Ha delle caratteristiche che a te vanno bene, e quindi hai fatto bene a prenderla.
          Ma non è una Easy Rider.
          Non lo è perchè ha una trasmissione con rapporti più pesanti (guarnitura da trekking bike 48-36-26).
          Non lo è perchè ha coperture più strette e con tassellatura meno marcata.
          Non lo è perchè ha un assetto di guida con busto alto (dovresti portare il manubrio da 3-4cm SOPRA la sella a 8-10cm SOTTO la sella, ovvero abbassarlo di quasi 15cm, il che è impossibile anche montando un manubrio flat e un attacco con angolo negativo di 30°).
          E se anche tutte queste modifiche dovessero esser fatte pur con qualche approssimazione, resterebbe il vingolo insuperabile del manubrio più largo, indispensabile su bici destinate al fuoristrada con ruote da 29″ (perchè il manubrione garantisce la manovrabilità dei ruotoni, grazie alla maggior leva). E con un manubrio così largo, non è possibile assumere una posizione di guida bassa come sulle 26″ e bdc (posizione che richiede di flettere le braccia tenendo l’avambraccio quasi orizzontale, e che è inattuabile con manubri larghi, perchè le braccia si sovraffaticherebbero immediatamente).
          Insomma, ogni bici ha le sue caratteristiche, che non sono ne giuste ne sbagliate, ma vanno scelte in base alle proprie esigenze. Se questa trekking bike soddisfa le tue esigenze, hai fatto benissimo a prenderla.
          La Easy rider, invece, ha altre caratteristiche, e soddisfa biker che hanno altre esigenze (abbondantemente descritte in questo e altri articoli)
          Stefano Tuveri

          Piace a 1 persona

          1. Si, hai ragione, a parte l’assetto più aerodinamico le tue “easy rider” sono più votate all’off-road. Anche una bici come la mia può cavarsela abbastanza bene in fuoristrada, ma senza dubbio con più limitazioni in salite ripide e su terreni molto sconnessi.
            Ma del resto l’ho preferita rispetto a una MTB vera e propria, proprio perché abitando in una città costiera, il fuoristrada alla mia portata non è di certo costituito da single trail montani(piuttosto da facili sentieri sul lungofiume), e volevo usarla anche come city bike. Nel traffico la posizione alta ha i suoi vantaggi!

            Insomma, nel complesso soddisfa pienamente le mie esigenze, tranne il fatto che sento il manubrio un po’ troppo alto durante le salite e quando pedalo al massimo della mia (modesta)potenza in piano.

            Per concludere una domanda su una cosa che non mi è chiara, se abbasso il manubrio devo variare anche la lunghezza dell’attacco manubrio? cioè ad esempio con un manubrio più basso serve un attacco-manubrio più corto? o posso semplicemente togliere gli spessori senza cambiare nulla?

            "Mi piace"

            1. E’ molto difficile, per non dire impossibile, poterti dare una risposta (mi riferisco alla riduzione dell’attacco se abbassi il manubrio).
              Se ti limiti a eliminare gli spessori, allora lascia l’attuale attacco; ma se sono come quelli che vedo in foto, ovvero circa 2cm, ti cambierà pochissimo in termini di posizione di guida.
              Se invece vuoi cambiare in modo sostanziale (ovvero non un semplice aggiustamento) la posizione di guida, allora andrebbe rivisto completamente l’assetto della bici. Andrebbe studiata la posizione relativa sella-manubrio (sia sull’orizzontale che sulla verticale), e per ottenerla dovresti agire sia su manubrio e attacco, che sull’arretramento sella.
              Io per adesso ti consiglio di limitarti a eliminare gli spessori e rovesciare l’attacco manubrio (dovresti recuperare circa 4cm di abbassamento in tutto), e vedere come ti trovi. Se non dovesse soddisfarti neanche questo nuovo assetto, allora avresti necessità di uno studio apposito prima di intervenire

              Piace a 1 persona

              1. Proverò a fare come dici, credo che dovrebbe bastare visto che non cerco uno stravolgimento totale dell’assetto(come dicevo sopra la posizione un po’ alta mi da più sicurezza nel traffico), ma solo la possibilità di inclinare leggermente di più il busto nelle salite ripide, con meno affaticamento delle spalle.
                Grazie per i consigli!

                Andrea

                "Mi piace"

                1. Figurati Andrea, sono semplici consigli che si danno ben volentieri. Te ne do un ultimo: se il tuo obiettivo è poterti distendere un po’ di più nelle salite, applica le classiche appendici al manubrio (magari quelle curve, che ti danno più possibilità di presa), e ti consentiranno di abbassarti un po’ senza dover fare altri interventi sulla bici

                  Piace a 1 persona

                  1. Dopo aver tolto gli spessori da sotto l’attacco manubrio(ma senza rovesciarlo, preferisco andare per gradi), portando il manubrio quasi alla stessa altezza della sella, e aver pedalato circa un’oretta al ritmo di cicloturista fiammingo col nuovo assetto(con uno zaino sulle spalle, la cosa potrebbe falsare un po’ le sensazioni, ma comunque sono abituato a pedalare con lo zaino più o meno carico), ho avuto l’impressione di minor affaticamento a livello cervicale, compensato da più sforzo(lieve indolenzimento) a livello dorsale/lombare.
                    E’ una cosa normale, destinata a passare con l’adattamento alla nuova posizione? oppure vuol dire la nuova regolazione non è ottimale per la mia corporatura?

                    "Mi piace"

                    1. Come dico sempre, non sono un medico sportivo, e siccome io penso che per far bene le cose ciascuno debba fare il suo mestiere, mi limito a risponderti sulla base della mia esperienza.
                      Quanto ho imparato (anche leggendo ciò che dice la medicina sportiva), è che assetti e posizioni in sella che appaiono apparantemente comodi (come la guida con busto eretto), sono tali se si usa la bici per brevi percorsi a velocità blande, ma diventano deleteri nelle uscite “serie”.
                      Esiste un assetto di riferimento che, per persone che non abbiano problemi fisici, ottimizza le prestazioni e (importantissimo) evita dolori fisici (temporanei, ma che potrebbero cronicizzarsi).
                      Pertanto, io ti consiglio di continuare a usare la bicicletta con questo nuovo assetto.
                      Verosimilmente, questi fastidi lombari scompariranno una volta che avrai abituato la muscolatura a pedalare in questo nuovo modo

                      Piace a 1 persona

  2. Dopo una settimana col nuovo assetto il fastidio lombare è sparito, ma in compenso è peggiorato quello a livello di spalle(muscolo trapezio e scapolare) e cervicale, che da fastidio è diventato dolore. L’indolenzimento alla cervicale dopo molto tempo in sella lo sentivo anche con l’assetto precedente(manubrio 3 cm più alto della sella), ma ora compare anche dopo soli 30 minuti di pedalata, perciò per non rischiare una cervicalgia cronica credo che rimetterò gli spessori sotto l’attacco.
    Però mi piacerebbe capire da cosa dipende, visto che non credo sia normale non riuscire a trovarsi comodi con il manubrio quasi( ancora leggermente più alto) allo stesso livello della sella.
    Secondo te da cosa può dipendere? la taglia della bici è sbagliata per la mia corporatura(ero a cavallo tra due taglie, e ho preso quella più piccola come consigliatomi dalla casa produttrice)? dovrei variare altri parametri(ad esempio la lunghezza dell’attacco, o la tipologia di manubrio) insieme all’altezza del manubrio?

    "Mi piace"

    1. Non posso esserti d’aiuto. I dolori che ti sono sopraggiunti sono materia per un medico sportivo, e mi guardo bene dallo sconfinare in un ambito non mio (ovvero, su cui le mie competenze sono nulle).

      Anche sulle eventuali geometrie non appropriate per le tue caratteristiche fisiche, non conoscendo ne i tuoi dati antropometrici ne le misure della bicicletta, non ho la minima idea se questa sia giusta o meno per te.

      Studiare il corretto assetto di una bicicletta è cosa tutt’altro che banale.
      Sulle mountain bike allestite da noi è in assoluto il primo passo che viene effettuato, e ha come base di riferimento l’analisi personalizzata, ovvero uno studio piuttosto lungo e rigoroso.
      Insomma, questo per dire che dietro una bicicletta che “vesta bene” chi la pedala, c’è dietro un lavoro non alla portata di tutti (e del resto, se una stessa bicicletta viene indicata come “giusta” per persone che hanno oltre 10cm di differenza, è chiaro che è necessario intervenire in seconda battuta per modificare quantomeno arretramento sella e attacco manubrio, per far si che chi è alto 1.70 abbia la “sua” bici, con assetto inevitabilmente diverso da quello di chi pedala la stessa bici ma è alto 1.80).

      Il valore aggiunto che proponiamo noi nei nostri allestimenti è proprio questa “cucitura su misura” dell’assetto, oltre che della trasmissione, dei pneumatici e relativa pressione, e di qualunque componente della bici.
      Visto anche il costo (che è pari a un terzo rispetto a quello del nuovo), io credo possa essere un opzione che meriti di esser presa in considerazione.
      Altrimenti ci sono tanti altri luoghi e canali di vendita, ma mi guardo bene dal correggere io gratuitamente loro errori, trascuratezze o più in generale scarse competenze.
      Sono gentile e disponibile, ma ho fatto il militare a Cuneo 😉
      Stefano Tuveri

      Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a bikeplani Cancella risposta