DIAMO I NUMERI (24): SCELTA DI TASSELLATURE E PRESSIONI DEI COPERTONI, OTTIMIZZATE PER CIASCUN FONDO STRADALE, E RELATIVE PRESTAZIONI

Agli pneumatici abbiamo dedicato tante analisi tecniche, ma è un tema talmente ampio e importante che ci son sempre degli aspetti da approfondire. Come dico sempre, si spendono tanti soldi per cercare di migliorare la propria bici riducendone il peso, sostituendone la trasmissione o cercando altre migliorie, e poi si trascura ciò che più di tutto consente di avere dei vantaggi reali e importanti. Scegliere i copertoni giusti per le nostre esigenze è un’operazione per niente banale; meriterebbe un supporto tecnico specializzato, al pari ad esempio della visita biomeccanica. Perché scegliere la tassellatura giusta, adottare i corretti valori di pressione, migliora le prestazioni enormemente più dei 300 grammi che si risparmiano ad esempio spendendo svariate centinania di euro per delle ruote più leggere. Invece di norma l’acquisto degli pneumatici si basa sul sentito dire, sulla pubblicità letta su una rivista, quando non addirittura su questioni estetiche (!!!). Per non parlare poi dei valori di pressione da utilizzare, scelti sulla base di “gonfia molto ma non troppo”, “tienili bassi per avere più grip”, e pazienza se queste verità rivelate non ci svelino cosa diavolo significhino, tradotte in bar, queste perle di saggezza.

Questa nuova analisi, quindi, cercherà come sempre di dare delle risposte basate su considerazioni tecniche invece che su misteriose formule esoteriche.

Nello specifico, questa volta vedremo come scegliere pneumatici e relative pressioni, a seconda degli itinerari, e soprattutto dei fondi stradali, che si devono affrontare.

Come bici di riferimento consideriamo una “easy rider”, ovvero la mountain bike tuttoterreno 26” con forcella rigida e assetto di guida basso, che ormai avete imparato a conoscere su queste pagine. La sua estrema versatilità di utilizzo, che va dall’asfalto alle pietraie, ci consente infatti di vedere come cambiano le prestazioni di una mtb scegliendo i copertoni giusti per ciascuna tipologia di terreno in cui viene impiegata.

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Come pneumatici consideriamo la gamma Michelin, dato che nel nostro gruppo la utilizziamo e quindi la conosciamo molto bene, ma i risultati ottenuti sono applicabili a qualunque altro copertone di altre marche che abbia caratteristiche analoghe.

I copertoni che consideriamo sono quelli elencati di seguito, coi quali si copre di fatto qualunque tipo di fondo stradale che si possa affrontare su una mountain bike “easy rider”:

  • Wild Run 1.4 – slick, adatto a percorsi su asfalto
  • Country Dry 2.0 – con tassellatura leggera, per asfalto e sterrato regolare
  • Country Race 2.1 – scorrevole, per asfalto e sterrato non sconnesso
  • Country Grip+Race – coppia polivalente adatta dall’asfalto allo sconnesso tecnico
  • Country Grip 2.1 – con ottima aderenza anche trasversale, per sterrato anche molto tecnico
  • Wild Rock 2.1 – ottima aderenza su terreno sconnesso e roccia

Nota a margine su questi pneumatici: hanno un costo compreso tra i 10-15€ (a parte il Wild Rock, che costa circa 20€, e che comunque prendiamo come termine di confronto ma non utilizziamo sulle “easy rider”). A fronte di una spesa bassissima, hanno una resa ottima, a riprova del fatto che non è necessario fare un mutuo per avere una bici che garantisca ottime prestazioni.


Iniziamo quindi la nostra analisi, e vediamo come si comportano i copertoni elencati rispetto a differenti fondi stradali.

Poiché la pressione da dare agli pneumatici è funzione anche del peso che vi grava sopra, noi consideriamo un peso di bici+biker+varie pari a 90kg, gravanti per il 45% sull’anteriore e per il 55% sulla posteriore.


  • COME PRIMO FONDO STRADALE CONSIDERIAMO L’ASFALTO

Chiaramente, per un’uscita interamente su asfalto è autolesionistico utilizzare pneumatici come gli Wild Rock, ottimizzati per fondi sconnessi con rocce affioranti (eppure, non è raro vedere pneumatici così “cattivi” utilizzati su fondi regolari e scorrevoli). Dai risultati che vedremo qui sotto, tuttavia, possiamo renderci conto che anche gli altri pneumatici tassellati, anche i più scorrevoli, su asfalto sono fortemente penalizzanti rispetto agli slick Wild Run.

Su asfalto, la pressione può essere portata al valore massimo ammissibile. Valore massimo che non è quello riportato sul copertone (che invece si riferisce al limite di sicurezza, oltre il quale la casa costruttrice non si assume responsabilità in caso di cedimento). Il valore massimo cui ci riferiamo noi, è quello al di sopra del quale il copertone non ha una deformazione ottimale sul piano di rotolamento, con conseguente effetto “ruota quadra” (per cui, aumentando la pressione oltre quel valore, la scorrevolezza peggiora) e sollecitazioni deleterie per il biker. Questo valore massimo va studiato per ciascun tipo di pneumatico, e la sua determinazione va affidata a un professionista.

Vediamo allora di seguito, per ciascun tipo di pneumatico elencato sopra, la velocità cui si viaggia su asfalto erogando una potenza specifica di 2,1W/kg (ovvero 150W per un biker di 72kg), che corrisponde a quella con cui un biker mediamente allenato affronta itinerari con durata di circa 5h. Tra parentesi è indicata la pressione adottata (anteriore e posteriore), corrispondente a quella massima ammissibile.

  • Wild Run 1.4 (5.25/6.45bar): 28,9km/h
  • Country Dry 2.0 (2.7/3.25bar): 26,5km/h
  • Country Race 2.1 (2.65/3.2bar): 26,1km/h
  • Country Grip+Race (2.6/3.2bar): 25,4km/h
  • Country Grip 2.1 (2.6/3.15bar): 24,4km/h
  • Wild Rock 2.1 (2.5/3.0bar): 21,3km/h

CONSIDERAZIONI:

appare evidente come, se si deve percorrere un itinerario esclusivamente su asfalto, i copertoni slick Wild Run diano un vantaggio notevole, e siano la copertura ideale per questa tipologia di terreno. Rispetto a una gommatura “classica” da mtb come la Grip+Race (anteriore+posteriore), si guadagnano 3,5km/h (28,9km/h vs 25,4km/h).

Giusto per dare un riferimento importante in termini di velocità, su una bici da corsa (con pneumatici da 25mm gonfiati a 7bar), assumendo un assetto di guida con busto inclinato di 30°, a parità di potenza erogata si viaggia a 30km/h. Una easy rider gommata con le Wild Run, quindi, è molto più vicina alle prestazioni di una bici da corsa che non a una mtb con classica gommatura Grip+Race.

L’ideale sarebbe avere un treno di ruote con i Wild Run montati, in modo da non dover sostituire i copertoni ogni volta che si deve percorrere solo asfalto (e dato che su asfalto non devono sopportare sollecitazioni importanti, è più che sufficiente una coppia di ruote di media qualità, che di seconda mano si acquista per 50-60€).

Inutile poi sottolineare come usare gli Wild Rock su asfalto sia puro masochismo, ma anche i Grip (con o senza Race alla posteriore) facciano inutilmente perdere molta velocità


  • VEDIAMO ADESSO COSA ACCADE SU FONDI STRADALI MISTI

In questo caso consideriamo quella che è la situazione più comune, ovvero la presenza all’interno dello stesso itinerario di differenti fondi stradali, che vanno dall’asfalto fino allo sterrato sconnesso.

Diamo una rappresentazione schematica del comportamento dei copertoni considerati, determinando per ciascuno la velocità cui si viaggia (sempre erogando una potenza specifica di 2,1W/kg).

In questo caso, la pressione di gonfiaggio non sarà ovviamente quella massima, ma son stati determinati i valori ottimali per ciascun tipo di copertone, che consentono di avere le migliori prestazioni possibili.

Nella tabella che segue son riportati quattro valori di velocità, che si riferiscono rispettivamente all’asfalto e alle tre tipologie di sterrato visibili nelle foto sottostanti: in perfette condizioni, con fondo regolare, e con pietrisco. Son stati presi inoltre in considerazione per le due ruote (ant./post.), due coppie di valori di pressione: uno massimo (oltre il quale, su sterrato, non si avrebbe un buon controllo della mtb) e uno minimo (al di sotto del quale sarebbe molto alto il rischio di “pizzicare”).

IMPORTANTE: i valori di pressione si riferiscono al caso specifico che stiamo considerando, ovvero con bici+biker+varie=90kg. Per pesi complessivi differenti, le pressioni vanno modificate proporzionalmente. Inoltre, sono pressioni ottimizzate per QUEI copertoni, e non possono essere applicate per copertoni diversi (per i quali andrebbero studiate appositamente).

Confrontando i dati sottostanti, successivamente sceglieremo la configurazione di pneumatici più adatta per le caratteristiche dell’itinerario da affrontare

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Sulla base dei dati ottenuti sopra, consideriamo diversi itinerari con un livello crescente d’irregolarità del fondo stradale, e andiamo a vedere quali sono pneumatici e pressioni corretti per affrontare al meglio ciascuno di essi.

  • ASFALTO E STERRATO IN PERFETTE CONDIZIONI: è una situazione “da gravel”, e i copertoni più adatti sono i Country Dry e i Country Race (i primi sono leggermente più veloci, mentre i secondi hanno una miglior tenuta di strada). Come si vede dalla tabella, questi copertoni determinano un incremento di velocità non trascurabile rispetto agli altri, compresa la coppia Grip+Race. La scelta della pressione da adottare, in questo caso è obbligata, dato che riducendola rispetto ai valori 2.0/2.4 (ant./post.) la velocità, a parità di potenza erogata, diminuisce
  • ASFALTO E STERRATO IN CONDIZIONI VARIE, SENZA DIFFICOLTA’ TECNICHE: siamo nel terreno in cui una mtb “easy rider” è di casa (terreno che comprende tutt’e tre le tipologie di sterrato considerate, oltre all’asfalto), e in questo caso è necessario utilizzare copertoni che abbiano una buona aderenza, e in particolare una buona tenuta in curva. Pertanto i Country Race vanno preferiti ai Country Dry (che hanno un battistrada con minore aderenza, soprattutto in curva, e sullo sconnesso hanno minor tenuta). Per le caratteristiche dei Country Race, se l’80% dell’itinerario è su asfalto e sterrato in perfette condizioni, allora le pressioni da adottare sono 2.0/2.4bar. Se aumenta la percentuale di sterrato, la pressione va ridotta rispetto ai valori 2.0/2.4bar, portandola fino ai valori 1.5/1.8bar per itinerari interamente su sterrato. A tal proposito va sottolineato che, siccome il vantaggio che si ha con la diminuzione di pressione, non varia linearmente con l’aumentare della percentuale di sterrato, possiamo portare le pressioni a 1.5/1.8bar già quando lo sterrato è circa il 40% dell’itinerario totale (perché siamo comunque prossimi alla situazione di velocità più elevata ottenibile). Vale infine la pena sottolineare che pressioni più basse migliorano l’aderenza al terreno, e conseguentemente il controllo della mountain bike, per cui uno può decidere di prediligere questo aspetto e abbassare la pressione anche quando questo determina una penalizzazione in termini di velocità
  • ASFALTO E STERRATO DA REGOLARE A SCONNESSO, CON DIFFICOLTA’ TECNICHE E DISCESE IMPEGNATIVE: una situazione come questa è da mountain bike, e quindi la bici va gommata di conseguenza. Pertanto, è importante montare all’anteriore una gomma con ottime aderenza al terreno, risposta alla frenata e tenuta in curva, e quindi la scelta cade sulla Country Grip. Dietro invece, dove si può pagare qualcosa in aderenza a vantaggio della scorrevolezza, svolge egregiamente il suo lavoro la Country Race. Se l’asfalto è in percentuale pari o superiore al 75%, le pressioni da adottare sono 2.0/2.4bar. All’aumentare della percentuale di sterrato, diminuiamo proporzionalmente le pressioni, scendendo a 1.5/1.8bar seguendo lo stesso criterio visto per la situazione precedente.
  • FONDO STRADALE TECNICAMENTE MOLTO IMPEGNATIVO: in questo caso le considerazioni sulla velocità passano in secondo piano, e va scelto un set di gomme che garantisca la miglior tenuta di strada e, di conseguenza, il miglior controllo della mtb. Un set come quello delle Wild Rock è, in questo senso, decisamente più performante rispetto a tutti gli altri presi in considerazione. Inoltre, è vero che nei tratti pedalati queste gomme ci rallentano, ma nelle discese, e in particolare quelle su fondi irregolari (non necessariamente scassati e molto tecnici), ci consentono di andare più veloci a parità di controllo del mezzo (ovvero, a parità di sicurezza o, se preferite, di rischio). Se poi si hanno buone/ottime capacità tecniche (insomma, se si sa tenere la bici), si può anche utilizzare la coppia Grip+Race, ad esempio se l’itinerario prevede una percentuale importante di fondo stradale medio facile, e solo una frazione molto impegnativa tecnicamente. In questo modo si evita di sentirsi in sella a un trattore quando si affrontano le tratte su asfalto o su sterrato regolare

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Bene, la nostra analisi può dirsi conclusa. Come abbiamo potuto vedere, i numeri ci dicono che ci sono differenze di prestazioni importanti se scegliamo le gommature “giuste” per ciascun percorso. E’ chiaro che un neofita, che entra in negozio per prendere la sua prima bici, inizialmente si accontenterà di pedalare con lo stesso assetto, sia che vada su asfalto che sulle sue prime sterrate. Dopo un po’ (cioè quasi subito…) però si comincia a fare un po’ di “regali” alla propria bici, con l’obiettivo di migliorarne estetica e prestazioni (ci siamo passati tutti, ritrovandoci a spendere per qualche nuovo componente più di quello che al tempo avevamo messo in preventivo per un’intera bici). E’ a questo punto che vale senz’altro la pena, se si vuol migliorare davvero il rendimento della bici, spendere 50-60€ per un set di ruote di seconda mano (50-60€ è quello che spesso si spende per un copertone “figo”). Ci si montano ad esempio dei Country Dry, e quando si deve fare un’uscita su asfalto e sterrato regolare li si installa, e si va ben più veloci rispetto all’andare gommati come trattori. Ricordiamoci infatti una cosa: la differenza più importante tra una bici da corsa e una mountain bike, non è data dalla forcella ammortizzata, dal manubrio o dalla geometria. Ciò che più di tutto il resto determina la differenza di velocità tra queste due tipologie di bici, sono i rispettivi differenti pneumatici.

That’s all folks, spero che quanto abbiamo visto vi sia utile. Vista l’importanza dell’argomento, e la grande varietà di situazioni specifiche che a ciascuno possono interessare, usate lo spazio commenti per porre tutte le domande che avete. A rileggerci alla prossima analisi!

Stefano Tuveri

(ingegnere e progettista/collaudatore meccanico)

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