Come ormai ampiamente noto a ciclisti e non, qui in Sardegna si sta procedendo alla realizzazione di una rete di ciclabili che, una volta conclusa, sarà molto vasta e consentirà di pedalare in sicurezza lungo delle direttrici principali che attraversano l’Isola (da cui poi si dipartono un’infinità di altri percorsi di vario genere, dalle pedalate per famiglie alle escursioni più impegnative in mountain bike).
La finalità principale di quest’opera è quella di favorire il cicloturismo, facendo diventare la Sardegna sempre più una delle principali mete per i cicloviaggiatori.


L’obiettivo è tutt’altro che pindarico, e poggia su motivazioni ben solide: l’Isola è letteralmente un subcontinente, ricco di bellezze ambientali, archeologiche, culturali, gastronomiche, tecnologiche, e la lista sarebbe ancora lunga. Pedalarci significa immergersi in un mondo nuovo, diverso da qualunque altro luogo.


Chiaramente, conosciamo bene tutti gli intralci che deve affrontare chi realizza opere di questo genere (dalla burocrazia farraginosa al lassismo a vari livelli), per cui anche i politici e i tecnici seri e onesti si scontrano con difficoltà spesso surreali. In questo caso, però, chi ha seguito la realizzazione dell’opera per conto dell’ARST (e che, casualmente, fa parte anche del nostro gruppo, trattandosi dell’ingegner Alessandro Boccone) è stato ancora più forte di queste difficoltà (così superflue che dovrebbero essere evitabili, e invece sono… inevitabili), e così già oggi ci troviamo con dei lunghi e importanti tratti di Ciclovia già realizzati (in particolare, sono in corso di completamento i 150km che vanno da Samassi a Bosa, passando per la Marmilla, Oristano, il Sinis e il Montiferru).


Quindi, invece che stare a lagnarsi per ciò che non si è ancora fatto, focalizziamoci su quanto è già a nostra disposizione e sfruttiamolo per ciò per cui è nato, ovvero: viaggiare attraverso la Sardegna.


Lo scopo di questa serie di articoli, quindi, è proprio questo: percorrere con la nostra banda di amici (per poi proporvi i diari di viaggio, con tanto di tracce) gli itinerari che comprendono i tratti di Ciclovia già realizzati integrandoli, laddove la Ciclovia non c’è ancora, con strade a scarsissimo traffico o sterrate di campagna, in modo da proporvi dei percorsi che potrete affrontare in sicurezza nei vostri viaggi in Sardegna.


Chi segue queste pagine già da un po’, ha avuto modo di vedere come qui nell’Isola esista una fittissima rete di strade/sterrate/sentieri che consente di attraversare in bici la Sardegna in lungo e in largo, in condizioni di sicurezza (poi è chiaro che il “rischio zero” non esiste, nemmeno sul divano di casa, ma la possibilità di ridurlo al minimo quella si che ce l’abbiamo, usando il buonsenso).


Quello che faremo sarà quindi testare le direttrici principali che consentono di attraversare la Sardegna nelle varie direzioni. Queste direttrici poi, a loro volta, consentiranno di raggiungere una miriade di itinerari che da loro si dipartono, e che attraversano i luoghi più belli dell’Isola. Ad esempio, la direttrice Cagliari-Oristano (che passa per tutte le stazioni FS, consentendo di poter fruire del servizio ferroviario per tutta la sua lunghezza) ha come centro nevralgico Sanluri Stato (ebbene si, la piccola borgata sorta intorno alla stazione delle Ferrovie dello Stato, è l’autentico punto di snodo del tratto centro-meridionale della Ciclovia, e nel suo piccolo è, per il cicloturismo, un po’ come la stazione FS di Bologna per l’ambito ferroviario), da cui deviando verso est ci si può dirigere verso la Marmilla, seguire l’antico tracciato ferroviario (che passa, giusto per citare il sito più famoso, accanto alla regia nuragica di Barumini), mentre puntando verso ovest si può raggiungere la Costa Verde, il villaggio minerario di Montevecchio, o ancora Ingurtosu e la spiaggia paradisiaca di Piscinas, fino a ricollegarsi col Cammino di Santa Barbara, la cui fama (meritatissima) si è ormai diffusa ben oltre i confini nazionali. Insomma, Sanluri Stato Caput Mundi (ricordatevi di questa definizione, perché ne avrete la prova dai nostri diari di viaggio).




Bene, ci sentiamo prestissimo col primo “diario di viaggio” (corredato dai file gpx).
State sintonizzati!
Lo Stormo dei Bi(ke)plani (in avanscoperta lungo la Ciclovia)
