Fatta la dovuta presentazione della “Ciclovia e dintorni”, siamo pronti a partire!
Supponiamo quindi di essere dei cicloviaggiatori che arrivano a Cagliari in nave oppure in aereo. Ai fini dell’itinerario in bici, non c’è differenza. Infatti, non esiste ancora un percorso che consenta di uscire da Cagliari in bicicletta con sufficiente sicurezza. La Ciclovia della Sardegna prevede di sfruttare la strada di servizio delle FS, che fiancheggia la linea ferroviaria e ha lo scopo di consentire gli interventi lungolinea. Trattandosi di una infrastruttura privata, ed essendo RFI un ente che non ha esattamente il cicloturismo tra le sue priorità, la concessione di questa strada si è arenata tra burocrazie inestricabili (eufemismo) per cui, senza voler entrare nel merito, possiamo metterci l’anima in pace e considerarla al momento irrealizzabile. L’alternativa sarebbe quella di attraversare la città in direzione nord, per poi immettersi addirittura per un breve tratto nella trafficatissima ss130, e io vi sconsiglio caldamente di farlo.
La soluzione è quindi piuttosto semplice e pragmatica: dal porto, si va alla stazione FS (è adiacente), e si utilizza il servizio treno+bici fino alla stazione di Elmas Aeroporto. I posti bici sul treno sono abbastanza limitati, ma le corse hanno una buona frequenza, per cui anche un gruppo numeroso (che non riuscirebbe a stare in un unico treno, dato che al massimo i posti bici sono sei) riuscirebbe a raggiungere l’aeroporto di Elmas in breve tempo, utilizzando un paio di corse ferroviarie.

Per chi volesse prima approfittare per fare una visita alla città, è stato recentemente completato il percorso che, interamente su ciclabile, conduce fino alla spiaggia del Poetto, per poi proseguire lungo i quasi 10km di litorale, dove si trovano svariati chioschi pronti ad accogliere gli affamati (e assetati) cicloviaggiatori. Alle spalle del litorale, inoltre, si estende il parco di Molentargius, dove sono di stanza migliaia di fenicotteri rosa, che ogni anno nidificano e che quotidianamente danno luogo a uno spettacolo di rara bellezza. Consiglio non richiesto? Non perdetevi questa pedalata!


E ora torniamo alla Ciclovia, e per l’esattezza alla stazione FS di Elmas aeroporto che abbiamo raggiunto in treno, dove inizia l’itinerario che ci porta verso nord.
Qui di seguito trovate la traccia gpx:
https://it.wikiloc.com/wikiloc/embedv2.do?id=276277197&elevation=on&images=on&maptype=H
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Come accennato precedentemente, al momento è quasi completato il tratto di Ciclovia che va da Samassi a Bosa. Questo significa che quindi, da Elmas aeroporto a Samassi, NON c’è ancora la Ciclovia. Tuttavia, questo non è in alcun modo un problema, in quanto possiamo comunque pedalare lungo strade a traffico scarso o nullo (comprese quelle che verranno attrezzate come Ciclovia, e che sono in gran parte strade di penetrazione agraria o sterrate di campagna). C’è anzi la possibilità nel tratto iniziale (da Elmas a Villasor), di percorrere più di un itinerario (noi ne abbiamo individuati tre), che potrete vedere nel dettaglio dalle tracce che vi metteremo a disposizione.
Bene, siete pronti? Allora mettiamoci in sella e partiamo alla scoperta dell’Isola.


Dalla stazione di Elmas Aeroporto, il tapis roulant ci conduce fino all’aerostazione. Usciamo, attraversiamo i parcheggi, e quindi seguiamo in direzione nord la strada che fiancheggia l’aeroporto, e che ci conduce (su un breve tratto sterrato) nella tenuta campestre di Santa Caterina. Proseguiamo, sempre su sterrato, raggiungendo la gradevole passeggiata ciclopedonale lungo la Laguna di Santa Gilla (area umida di rilevanza internazionale, autentico paradiso per l’avifauna, che comprende anche gli ormai famosissimi fenicotteri rosa), per poi arrivare alla graziosissima borgata di pescatori di Giliaquas, con splendida vista sulla laguna.


Si prosegue quindi in direzione Assemini, cittadina che deve la sua fama alla presenza dell’hangar dello stormo dei Bi(ke)plani). In realtà, Assemini è una delle località più importanti, a livello nazionale, per la produzione di ceramiche (la vicinanza della laguna e dei fiumi Mannu e Cixerri, con conseguente abbondanza di argilla, ha favorito nei secoli lo sviluppo di quest’arte). Vi suggerisco quindi di fare tappa in qualcuno dei laboratori ceramici presenti in paese (li trovate con una semplice ricerca in rete, evito di suggerirvene qualcuno perchè farei torto agli altri). Assemini inoltre è sede dello stabilimento dove si produce la birra Ichnusa, reintegratore per eccellenza dei cicloviaggiatori…
Trattandosi poi del primo paese lungo il percorso (in realtà è una cittadina di circa 27.000 abitanti), potete approfittare per fare scorte per il viaggio (i centri commerciali abbondano, anche troppo).
Se poi voleste approfittarne per fare colazione o bere una birra fresca, avete solo l’imbarazzo della scelta. La nostra banda ha eletto a tappa finale delle nostre uscite il bar-caffetteria Five Sisters, a venti metri dal nostro hangar, lungo la centralissima via Sardegna, che dispone in particolare di una ottima pasticceria artigianale. Ve lo consigliamo, non solo perché sono degli amici, ma soprattutto perché, sotto l’ombra della loro terrazza, fare rifornimento con una birra fresca o una squisita bomba alla crema non è affatto male!
Bene, e adesso rimettiamoci in viaggio. Come già accennato, da Assemini è possibile percorrere tre differenti itinerari, che si ricongiungono a Villasor per poi proseguire lungo la Ciclovia.
Li vedremo nella prossima puntata, ma nel frattempo vi suggerisco alcuni itinerari che, partendo da Assemini, conducono a dei luoghi particolarmente interessanti.
Ricordiamoci infatti che la Ciclovia è una direttrice, e pertanto ha come scopo principale quello di consentire di raggiungere una grandissima quantità di altri percorsi, che consentono di visitare la Sardegna attraverso luoghi di grande bellezza.
Assemini, lungo la Ciclovia, è un importante snodo, e allora vediamo quali itinerari è possibile seguire:
- A ovest, nella periferia di Assemini, si trova la laguna di Santa Gilla, di cui abbiamo già accennato, e che abbiamo potuto vedere passando per Elmas.
- Percorrendo circa 15km, invece, si arriva all’ingresso del parco regionale di Gutturu Mannu, area montana con la più estesa superficie boschiva della Sardegna, che raggiunge la costa occidentale senza soluzione di continuità. Tra le altre cose, è presente l’oasi del WWF che, circa quarant’anni fa, consentì il ripopolamento del cervo nell’Isola.
- Sempre a ovest, raggiungendo il paese di Siliqua (a circa 20km da Assemini, ma raggiungibile anche in treno), si può percorrere l’antico tracciato delle Ferrovie Meridionali Sarde, che avete già avuto modo di conoscere attraverso alcuni nostri articoli. Si può pedalare fino alle località di San Giovanni Suergiu e Carbonia, e da lì proseguire fino alle isole di Sant’Antioco e Carloforte (a suo tempo, pubblicammo il diario di viaggio di questo raid).
- A est di Assemini invece, con un itinerario decisamente meno impegnativo (circa 40km tra andata e ritorno, con 400m d+), si può visitare il territorio del Parteolla, subregione famosa per la produzione di ottimi vini, con le vigne che si estendono a perdita d’occhio lungo le colline. Questo itinerario è quello che percorriamo spesso nelle nostre uscite d’allenamento, e che abbiamo ribattezzato come circuito di “Serdianapolis”, dato che arriva fino al paese di Serdiana (lei e l’adiacente Dolianova sono le “capitali del vino” della subregione).









Tornando alla nostra Ciclovia, come dicevamo, da Assemini a Villasor è possibile seguire tre differenti itinerari. Li vedremo nei dettagli, ma nella prossima puntata.
State sintonizzati!
Lo Stormo dei Bi(ke)plani (in avanscoperta per voi)

Finalmente un Sardinia Divide, dopo un Sicily Divide ci voleva. Comunque l’assenza di ciclabili non deve preoccuparvi, ricordo decine di strade bianche ben sfruttabili per andare in bici, per l’assenza di ciclovie la Sicilia non è seconda a nessuno, eppure esistono percorsi segnati rintracciabili su komoot, o su siti appositamente creati, che sfruttano, appunto, la viabilità secondaria e terziaria. Fate quanto più possibile accordi con bar, locande, alberghi, ristoranti nelle località attraversate dalla ciclovia. Create una “compostela” da far timbrare nelle località attraversate. Sarà un bel ricordo per chi ha percorso la ciclovia “SARDINIA DIVIDE” o come vorrete chiamarla. So bene che il tracciamento di un percorso ciclabile è un lavoraccio ma da anche tante soddisfazioni. Se potete, non dimenticatevi di chi come me ormai va indomabilmente con il triciclo per motivi di salute ed età, Scrivete nel road book archetti, single track e passaggi particolarmente stretti. Un fraterno abbraccio e buon lavoro
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