IN AVANSCOPERTA LUNGO LA CICLOVIA DELLA SARDEGNA: 2° SETTORE, DA ASSEMINI A SANLURI STATO (CON TRACCIA GPX)

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Una volta lasciata Cagliari con l’aiuto del servizio treno+bici, e raggiunta Assemini che, come visto, è un importante snodo che consente di immettersi in itinerari che attraversano luoghi di grande interesse, proseguiamo in direzione nord. Questa tratta ci conduce fino a Sanluri Stato, fondamentale punto di snodo degli itinerari cicloturistici. Da qui il nostro viaggio può proseguire lungo la Ciclovia verso Barumini, oppure può puntare ad ovest verso la Costa Verde, oppure… Oppure lo vedremo più avanti, ma adesso mettiamoci in sella e cominciamo a pedalare.

Da Assemini a Villasor è possibile seguire due differenti percorsi:

  • Uno è quello che, passando da San Sperate, segue il tracciato che diventerà Ciclovia.
  • L’altro invece passa per Decimomannu e relativa stazione FS

Qui potete visualizzare e scaricare i file gpx del settore Assemini-Sanluri Stato

Qui invece trovate il tratto lungo la Ciclovia da Assemini a Villasor



ASSEMINI-VILLASOR CON PASSAGGIO DA SAN SPERATE

E’ l’itinerario seguito dalla Ciclovia della Sardegna. Al momento non è ancora stata realizzata la ciclabile, ma il percorso si snoda su strade di penetrazione agraria e sentieri sterrati, con traffico praticamente nullo. Ci sono alcuni incroci e conseguenti attraversamenti di strade provinciali che, per quanto poco trafficate, vanno affrontati con attenzione.

Si lascia Assemini attraversando la SS130 dal semaforo della via Piave. E’ un semaforo abbastanza trafficato, per cui prestate attenzione, dato che la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Superato il semaforo, si prende subito a sinistra un sentierino posto al di là della cunetta che fiancheggia la SS130. Dopo poche decine di metri, si svolta a destra per immettersi in una strada di penetrazione agraria che fiancheggia il centro sportivo del Cagliari Calcio. Il paesaggio attraversato è prettamente agricolo, con orti e frutteti, e in circa 8km si arriva al paese di San Sperate. Questa località è nota per la coltivazione delle pesche, che grazie alle caratteristiche del terreno e del clima sono famose in tutta la Sardegna per l’ottima qualità (e infatti il percorso si snoda attraversando un’infinità di pescheti). E’ però anche un paese che vive e respira l’arte, come si percepisce da subito vedendo i murales dipinti sui muri delle case. Negli ultimi decenni è stato l’artista locale Pinuccio Sciola a dare lustro e fama internazionale al paese, con le sue “pietre sonore” esposte in tutto il mondo (tra le più famose, quella che si trova nella basilica di San Francesco ad Assisi). Nel paese è possibile previa prenotazione visitare il “giardino sonoro” https://www.psmuseum.it/ , ovvero il museo all’aperto in cui sono esposte le opere dell’artista.

Da San Sperate si prosegue verso Villasor. Alla periferia del paese, una volta superato il Rio Mannu, si imbocca una strada che corre tra i campi, con traffico praticamente nullo, e conduce fino alla periferia di Villasor, dove ci si ricongiunge con l’altro percorso alternativo.

ASSEMINI-VILLASOR CON PASSAGGIO DA DECIMOMANNU

Questo itinerario ha il vantaggio di passare presso la stazione FS di Decimomannu. Poichè si tratta di una delle stazioni principali della rete FS della Sardegna, nonché punto di diramazione per la linea che conduce a Iglesias, vi fermano quasi tutti i treni. Pertanto, se per un qualunque motivo un cicloturista volesse iniziare da qui a pedalare sulla Ciclovia (ad esempio perché giunge dal Cammino di Santa Barbara, nell’iglesiente), ha la possibilità di arrivare in treno a Decimomannu, e da lì cominciare a pedalare.

L’itinerario inizialmente segue la pista ciclabile interurbana che congiunge Assemini a Decimomannu, e da lì, una volta attraversato il paese, prosegue lungo sterrate e strade di campagna, fino ad arrivare alla stazione FS di Villasor. Attraversando il paese, si ricongiunge con l’itinerario visto in precedenza, per proseguire verso Serramanna e quindi Samassi, dove inizierà il percorso sulla tratta di Ciclovia che è già stata realizzata.


DA VILLASOR A SAMASSI

Da Villasor, si segue in buona parte quello che sarà il tracciato della Ciclovia (che, sottolineiamo nuovamente, in questo tratto ancora non esiste). Ce ne allontaniamo in alcuni tratti che prevedono il passaggio su argini o campi incolti dato che, al momento, ci si ritroverebbe a pedalare tra la vegetazione (e, a seconda della stagione, tra il fango o i rovi). I circa 6km fino a Serramanna si percorrono inizialmente su asfalto, e poi su sterrato in buone condizioni.

Giunti a Serramanna, si attraversa il paese fino a giungere alla stazione ferroviaria (le stazioni FS, come visto, sono una costante lungo la Ciclovia). Superata la ferrovia con un comodo sottopasso, si arriva alla campagna. La Ciclovia prevede un percorso che segue in parte un argine, in parte attraversa dei campi, ma non essendoci ancora il percorso ciclabile ci si ritroverebbe a pedalare tra erbacce e terra smossa, il che non avrebbe alcun senso. Seguiamo quindi un percorso su asfalto lungo strade a traffico scarsissimo, per poi riportarci più avanti sul tracciato della Ciclovia, e in circa 9km arriviamo a Samassi. Noi spesso facciamo tappa in un bar che si trova vicino alla stazione FS, il provvidenziale bar Campidano, oasi per gli assetati ciclisti, gestito da persone gentili e disponibili (una volta, dopo aver impastato di fango la catena e averla spezzata, mi diedero una mano fornendomi dell’olio da cucina per un ripristino d’emergenza).

I paesi fin qui attraversati (Villasor, Serramanna, Samassi) costituiscono un vero e proprio feudo del carciofo sardo, come si può vedere dai campi a perdita d’occhio che si attraversano in bici. Carciofi che poi vanno a rifornire i mercati della penisola e non solo. Arrivando nel periodo giusto, si può approfittare per assaggiare qualche specialità nelle trattorie locali.


DA SAMASSI A SANLURI STATO

Da Samassi cominciano i circa 100km di Ciclabile che, passando per Barumini, conducono fino a Oristano.

Vediamola quindi finalmente questa Ciclabile, che ci incuriosisce davvero tanto.

Attraversata la periferia del paese, ci immettiamo nella strada che, attraverso campi e frutteti, conduce fino alla graziosa borgata di Sanluri Stato. Strada percorsa un’infinità di volte, e che oggi fa un grande piacere vedere rinnovata e “promossa” a Ciclovia.

Il territorio attraversato era, fino a circa un secolo fa, un’area palustre che venne bonificata col sacrificio soprattutto di tante famiglie venete che, con la promessa di case, terreni e benessere, decisero di emigrare in Sardegna. Quanto trovarono fu ben diverso dalla cuccagna promessa, e si spaccarono letteralmente la schiena per trasformare quell’enorme acquitrino in una terra fertile. Basta dare uno sguardo ai cognomi sulle case della borgata di Sanluri Stato, e soprattutto nel piccolo camposanto alla periferia del villaggio, per riconoscere le loro origini e per sentirsi in dovere di ringraziarli.

Si pedala tra autentiche praterie verdi che trasmettono una sensazione di pace, con la compagnia della ferrovia che corre a breve distanza, e solo quando si è ormai a poche centinaia di metri si scorge il villaggio di Sanluri Stato, protetto dagli alberi che lo avvolgono. Dall’altra parte della ferrovia invece si trova la stazione FS, con accanto alcune case destinate ai ferrovieri, e in una di esse ebbi la ventura e la fortuna di venire al mondo in un’estate di tanti anni fa.


Sanluri Stato Caput Mundi, scrissi a suo tempo. E infatti da questa graziosa borgata di campagna si dipartono un gran numero di itinerari imperdibili in un viaggio in bici in Sardegna.

Innanzitutto, se si vuole proseguire direttamente verso nord, invece che puntare ad est verso Barumini e la Marmilla, si può percorrere la via diretta che passa per San Gavino e si ricongiunge con la ciclabile a Uras, con un risparmio di circa 30km e 600m d+


La via diretta, oltre che consentire un risparmio di tempo ed energie, permette anche di raggiungere l’itinerario che, da San Gavino, seguendo l’antico tracciato ferroviario conduce fino all’area mineraria di Montevecchio. Da qui, si può proseguire su sterrato fino all’incantevole spiaggia di Piscinas, dopo aver attraversato l’affascinante villaggio minerario di Ingurtosu. Da Piscinas si punta la prua verso nord, pedalando lungo la Costa Verde, con poco traffico e altrettanto poche presenze persino ad agosto (occhio perché il mare è pericoloso a causa delle correnti). Giunti allo stagno di Marceddì e al paese di Sant’Antonio di Santadi, dopo pochi chilometri si arriva ad Arborea, dove ci si ricongiunge con la Ciclovia. Qui trovate il nostro “diario di viaggio” lungo questo itinerario


Da Sanluri Stato, in direzione ovest, pedalando tra campi e fattorie si può raggiungere la cittadina di Villacidro (l’altro capoluogo, assieme a Sanluri, della provincia del Medio Campidano). Siamo alle pendici del Monte Linas, una delle montagne più alte e importanti della Sardegna. Il comprensorio è un paradiso per le mountain bike, ma le sterrate della forestale consentono di visitare la zona anche con delle bici da viaggio, purché con una buona tassellatura. Il paese saprà poi ospitarvi in trattorie e agriturismo che vi consentiranno di onorare la cucina locale


Seguendo invece la Ciclovia, da Sanluri Stato si arriva a Sanluri (la cittadina di cui è frazione, oltre a essere il capoluogo assieme a Villacidro della provincia del Medio Campidano). Da Sanluri, è possibile seguire molti differenti itinerari. Innanzitutto quello della Ciclovia, che conduce fino a Barumini, e quindi attraversa la Marmilla per poi giungere a Uras (ancora una volta sulla linea FS).

Da Sanluri, si può anche seguire l’antico tracciato della Ferrovia della Marmilla, che ha cessato l’esercizio nel 1956. Giunti a Villamar, la linea si diramava. A nord attraversa la Marmilla per arrivare fino ad Ales (importante cittadina, sede di curia vescovile). Da qui, alle pendici del Monte Arci, si può salire sul Monte Arci, il regno dell’ossidiana, col suo meraviglioso comprensorio boschivo e panorami che spaziano fino al golfo di Oristano. L’altro ramo della ferrovia, invece, da Villamar puntava ad est, passando da Barumini per poi proseguire fino alla stazione campestre di Sarcidano (lungo la linea Mandas-Sorgono, ancora in attività come ferrovia turistica). Dopo alcuni chilometri si arriva a Isili, dove eventualmente si può rientrare a Cagliari in treno col servizio treno+bici. Questo è il nostro “diario di viaggio” della Assemini-Sanluri Stato-Villamar-Ales-Uras


Sempre da Sanluri, si può pedalare su un itinerario collinare che per vari chilometri passa in cresta, aprendo una vista meravigliosa sulla Marmilla, in particolare quando si giunge alla chiesa campestre di Sant’Antiogu Becciu, eccezionale punto panoramico. Si raggiunge quindi Collinas, grazioso borgo curato come un presepe, con le sue case in pietra addobbate di fiori (assolutamente da visitare la casa museo Garau-Tuveri, del ‘700). Si passa quindi per Villanovaforru, Mogoro, e quindi Uras dove, come visto anche prima, ci si reimmette sulla Ciclovia. In questa pagina, trovate il nostro “diario di viaggio”

Come visto, la Ciclovia si mostra fin dai primi chilometri per quel che è: una fondamentale dorsale al servizio della miriade di percorsi che da lei si diramano. Ma di tutte queste cose parleremo nella prossima puntata. Quindi… Stay tuned!!

Lo Stormo dei Bi(ke)plani (in avanscoperta per voi)

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