IN AVANSCOPERTA LUNGO LA CICLOVIA DELLA SARDEGNA: VISTA SATELLITARE DEI “DINTORNI” DELLA CICLOVIA

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Questa serie di articoli l’abbiamo chiamata “Ciclovia della Sardegna e Dintorni”, per il semplice fatto che i “Dintorni” sono ancora più importanti della “Ciclovia”.

Come scritto più volte, la Ciclovia è una direttrice, un’arteria cicloturistica, e il suo scopo è quello di fare da punto d’unione per i tantissimi itinerari di grande interesse e bellezza di cui dispone la Sardegna.

Questa è la mappa relativa alla Ciclovia da Cagliari a Bosa, evidenziata con una linea più spessa di colore verde. Tutti gli altri itinerari indicati con linee più sottili, sono una parte di quelli che, col nostro gruppo, abbiamo percorso in questi anni. Ovviamente, ce ne sono tantissimi altri che si ricollegano alla Ciclovia, ma già così si capisce visivamente qual’è il ruolo, e l’utilità, della Ciclovia per viaggiare in bici in Sardegna.

Se non ci fossero i “Dintorni”, la Ciclovia perderebbe il 90% del suo valore cicloturistico. Si limiterebbe ad essere una lunghissima superciclabile che, se non noiosa, sarebbe comunque tutt’altro che avvincente, e che attirerebbe ben pochi cicloviaggiatori.

Coi “Dintorni”, invece, la Ciclovia diventa un fenomenale strumento in grado di collegare tra loro territori e relativi itinerari di grande bellezza, consentendo di dare continuità a un viaggio in bici. Pensiamo solo a un cicloviaggio che passi ad esempio per la Costa Verde, il Monte Arci e il Sinis. Il numero di chilometri percorsi sulla Ciclovia saranno minoritari rispetto a quelli totali. Eppure, grazie alla Ciclovia, è possibile collegare tra loro quei tre territori muovendosi esclusivamente in bici, invece che doversi arrabattare con trasferimenti con altri mezzi o, peggio ancora, infilandosi in strade non adatte alle bici in quanto pericolose.

Sento e leggo spesso lamentele per il fatto che la Ciclovia non passi in questo o quel comune. Proviamo allora, invece che stare a lagnarci, a vedere la Ciclovia in quest’ottica, e se un comune o un territorio vogliono diventare meta cicloturistica, studino e propongano dei percorsi che li congiungano a quest’arteria principale. Chi ha un minimo di esperienza, sa bene che per questo scopo si possono sfruttare strade preesistenti (sterrate, strade di penetrazione agraria e/o a scarso traffico ecc.), senza dover mettere a bilancio grandi spese per realizzare delle ciclabili di collegamento. Se davvero vogliamo intercettare e incentivare i flussi cicloturistici nel nostro territorio, la soluzione è abbastanza semplice. Basta volerlo, rimboccarsi le maniche e lavorarci su.

A presto con nuove tratte e tracce gpx, stay tuned!

Lo Stormo dei Bi(ke)plani (in avanscoperta per voi)

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